Moebius, al secolo Jean Giraud, è scomparso il 10 marzo 2012 lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del fumetto. Giraud era nato l’8 maggio 1938 a Nogent-sur-Marne (Val de Marne). Studente della Scuola di arti applicate a Parigi, pubblica i suoi primi fumetti nel 1956 in diverse pubblicazioni per ragazzi: Fripounet et Marisette, Ames Vaillantes e Cœurs Vaillants. Nei primi anni Sessanta, incontra Jijé, che lo recluta come assistente per un episodio di Jerry Spring. Tempo dopo lo sceneggiatore Jean-Michel Charlier, di ritorno da un viaggio in Nevada per la serie Buck Danny, cerca un disegnatore per un western che ha in mente. Jijé declina l’offerta, ma orienta Charlier verso Giraud. Nel 1963 esce Fort Navajo, la prima storia con Mike “Blueberry” Donovan, un tenente dell’esercito americano dal forte carattere e con il naso rotto.
Blueberry è un western duro e realistico, crepuscolare, che risente molto delle influenze cinematografiche del tempo, dalla Nuova Hollywood allo Spaghetti Western. Questo personaggio darà l’opportunità a Jean Giraud, che si firma Gir fin dal primo episodio, di “fare cinema su carta”, come spiegò lui stesso in una intervista al giornale Le Monde nell’ottobre del 2010, in occasione della retrospettiva a lui dedicata da La Fondation Cartier:

Il grande fumettista John Severin è morto nella sua casa di Denver, in Colorado, all’età di 90 anni. In oltre sessant’anni di carriera si è cimentato con una grande varietà di generi e formati: fumetto comico, di guerra, supereroistico. Fu uno degli autori di punta della EC, per la quale realizzò Frontline Combat e Two-fisted Tales e, al fianco di Harvey Kurtzman, uno dei “fantastici cinque”fondatori la storica rivista underground Mad, dove lavorò dal 1952 e al 1954. Poi entrò anche nel team di Cracked, un’altra rivista umoristica nata sull’onda di Mad.
Per la Marvel disegnò un gran numero di serie: Incredible Hulk, The Nam, Kull the Conqueror, Captain Savage, Conan the Barbarian, The Sub-Mariner. Severin ha lavorato alacremente fino agli ultimi giorni: è del 2011 il suo Witchfinder: Lost and Gone per la Dark Horse. Il grande Stan Lee è sempre stato un suo fervente ammiratore e una volta affermò che lo avrebbe voluto come disegnatore alla Marvel ventiquattro ore su ventiquattro per tutti i giorni della settimana. Queste le parole con cui Stan ‘The Man’ ha salutato il suo collega Severin:
Aveva uno stile artistico unico e distintamente personale. Nel momento stesso in cui osservavi un suo disegno sapevi di trovarti davanti a un’opera di John Severin, non avrebbe potuto essere di nessun altro. Oltre al suo stile inimitabile, c’era una sensazione di autenticità totale in tutto ciò che ha disegnato, sia che fosse un western, una storia di crimine, una saga di supereroe o una serie fantascientifica. Non solo le sue matite finissime, ma anche la sua inchiostratura aveva un distintivo ‘tocco Severin’ che rendeva superiore qualsiasi striscia si trovava a editare.
Un libro per ricordare Carlos Trillo, grandissimo autore argentino scomparso recentemente, esce in questi giorni da Allagalla. Carlos Trillo - Storia di un historietista è un albo di grande formato, a colori, non molto voluminoso (48 pagine), ma con interessanti contributi critici e una lunga intervista all’autore in apertura. La sua lunga carriera di sceneggiatore è ripercorsa dalle origini ma i curatori non mancano di approfondire le importanti collaborazioni di Trillo con altri grandi autori come Domingo Mandrafina, Horacio Altuna, Eduardo Risso, Alberto ed Enrique Breccia.
Alcuni focus sono dedicati alle sue opere principali: Il Pellegrino delle Stelle, disegnato da Enrique Breccia, Custer, in duo con Jordi Bernet, e soprattutto il capolavoro di Alvar Mayor. Il libro è accompagnato da un’accurata bibliografia delle edizioni italiane dei lavori di Trillo ed è impreziosito dalla storia Febbre di primavera, disegnata in full color da Eduardo Risso e pubblicata originariamente sul numero 2 di Skorpio nel 1999.
Premetto che sono di parte e quindi se parlo di Jordi Bernet non posso essere molto obiettivo, semplicemente perché Bernet si trova tra i miei dieci disegnatori preferiti, tra quelli viventi. E ritengo che l’autore sia ampiamente sottovalutato, forse anche perché - come i grandi registi americani di un tempo - lui è uno di quelli che non si dà tante arie e resta del tutto estraneo alle discussioni sul fumetto come Arte e altre amenità per intellettuali. Anche se ha lavorato in coppia con alcuni grandi come Carlos Trillo e Enrique Sanchez Abuli, Bernet fa il suo lavoro, quello di disegnatore di fumetti popolari, di genere, ma lo fa incredibilmente bene.
Nel video lo vediamo disegnare una Catwoman molto stilizzata, ma di propulsiva carica erotica. Termina il bozzetto inserendo col pennello macchie di nero, alla maniera di un certo fumetto argentino, e attribuendo alla figura la formosità vitale e un po’ volgare tipica dei suoi personaggi femminili. Che in ogni caso sono molto più conturbanti delle donnine perfette e idealizzate di Manara, proprio perché più vere. Nonostante il suo modello risenta spesso di suggestioni anacronistiche: le donne di Bernet sembrano uscire dai film classici hollywoodiani o persino dai fotoromanzi, ma hanno una sensualità aggressiva molto anni Ottanta.
Sono molto vive, realistiche, ma allo stesso tempo sembrano poter abitare solo il fumetto e il suo immaginario. E poi sanno dominare ed essere crudeli, soprattutto nei noir, dove emerge un certo taglio misogino, nonostante abbiano la solita fisicità cartoonistica. La donna di Bernet, insomma, è come Jessica Rabbit ma ha il carattere di Gena Rowlands in Gloria. Appare come una pupa di Tex Avery, ma nasconde qualche malattia venerea. E’ certo che il suo stile è di quelli impossibili da imitare.

Toru Fujisawa, famoso per G.T.O. – Great Teacher Onizuka è scatenato e lancia attraverso il suo blog il nuovo manga che da gennaio farà capolino su Young Magazine di Kodansha.
L’autore stuzzica i fan e tiene alto l’hype con una teaser-image a colori (che vediamo in alto) dalla nuova serie, di cui non svela assolutamente nessun dettaglio. Eppure quello sembrerebbe proprio Toshiyuki Saejima, amico di liceo di Onizuka, ex teppista famoso per la sua ferocia e bruttezza poi divenuto poliziotto – più che altro per continuare a portare avanti con maggiore tranquillità i suoi loschi affari. Che si tratti di un nuovo derivato di G.T.O.?
Fujisawa ha appena concluso per Kodansha lo spinoff in tre capitoli di G.T.O. – Shonan 14 Days, Black Diamond, e ha esordito questo mese sul mensile Gekkan Hero’s di Shogakukan con il primo episodio di Soul Reviver. Il mangaka firma la sceneggiatura e il character design lasciando la realizzazione delle tavole a Manabu Akishige, disegnatore del seinen romantico D-ASH. Altra serie, partita a fine novembre, è Shibuya Hachiko-mae –another side–, scritta per Akitsugu Mizumoto, già suo assistente in Kamen Teacher, e pubblicata sul magazine digitale Dengeki Comic Japan di ASCII Media Works. Non saranno un po’ troppe?
Sarà in fumetteria per JPop dal 7 dicembre il primo volume di Saiyukiden daienou – The Monkey King, di Katsuya Terada, seguito a distanza di circa una settimana dal secondo volume.
Basato sul classico fantastico della letteratura cinese del XVI secolo, Saiyukiden segue il viaggio verso Occidente del leggendario e selvaggio re scimmia Sun Wukong (Son Goku in Giappone) attraverso una potentissima saga definita come “La versione buddista di Conan il barbaro”. In passato, il sacro e immortale guerriero mise a ferro e fuoco il Cielo, finché lo stesso Budda non lo punì seppellendolo sotto un’intera montagna e ridandogli solo in seguito la libertà, a condizione di mettersi al suo servizio scortando una monaca attraverso la via della seta infestata dai demoni in una missione impossibile: giungere in India e recuperare una collezione di sacri rotoli. Il manga di Terada, quasi un artbook che ci regala spesso raffigurazioni talmente “tridimensionali” da ricordare delle miniature fantasy, è probabilmente l’opera che più di tutte riesce a recuperare il ruolo genuinamente anarchico e la sete di libertà incondizionata dell’eroe del romanzo, riscoprendo i lati più sacrileghi del Viaggio. JPop ci propone i primi due volumi (dei tre previsti) in edizione di lusso, grande formato (15×21 cm), 132 pagine ognuno completamente a colori, con sovraccoperta, all’ottimo prezzo di 9.90 euro a uscita. Imperdibili! Alcune spettacolari tavole dall’opera.
Tutte le immagini sono (C) 1995 Katsuya Terada/ Shueisha Inc.

Torna Übel Blatt di Etorouji Shiono, in pausa da circa 2 anni. Il nuovo capitolo del dark fantasy con protagonista Köinzell, mezzo elfo e mezzo umano, sarà pubblicato il prossimo 24 dicembre sulle pagine del neonato mensile Big GanGan di Square Enix, sostituto di Young GanGan Big, spinoff del settimanale Young GanGan. Il nuovo capitolo del manga occuperà la copertina del magazine e godrà della pagina d’apertura a colori. Già a fine agosto l’autore aveva pubblicato un gaiden sul numero 3 di Young GanGan, che ospitava la serie, a cadenza irregolare, dal 2004. Studiato a tavolino per lanciare la rivista, dopo il successo dell’episodio zero Übel Blatt si evolve in una vera e propria saga mossa dalla ricerca di vendetta del protagonista, Köinzell: quando l’esercito delle tenebre di Wischtech minacciò di invadere le terre di Szaalanden, l’Imperatore inviò quattordici giovani cavalieri a fermarne l’avanzata, affidando loro altrettante lance sacre.
Tre di essi caddero in battaglia e vennero ricordati come i “gloriosi guerrieri senza ritorno”; sette, acclamati in seguito come i “sette eroi”, riuscirono a bloccare l’invasione nemica e si fecero araldi di un tempo di grande prosperità; gli altri quattro furono invece giustiziati dai loro stessi compagni e disonorati per sempre con l’epitaffio de “le quattro lance del tradimento”. Vent’anni dopo, “le lance del tradimento” riappaiono incredibilmente a capo di una milizia di mercenari, ma un intero loro reggimento viene completamente annientato da un solo individuo con una spada nera e una cicatrice sull’occhio sinistro. Köinzell incute paura o speranza in chi lo incontra, ma il suo passato, le sue ragioni e i suoi propositi, rimangono per loro un mistero. L’undicesimo volume del manga dovrebbe essere pubblicato in Giappone a febbraio 2012. Übel Blatt è proposto in Italia da JPop.
Tutte le immagini sono (C) 2004 Etorouji Shiono/ Young GanGan/ Square Enix.
Perfino una settimana prima del previsto, Saint Seiya Next Dimension di Masami Kurumada ritorna sul magazine Shonen Champion numero 1 del 2012, già in vendita in Giappone dal 1 dicembre, con un capitolo di 22 pagine.
Per l’occasione il manga occuperà la copertina della rivista e presenterà alcune pagine a colori (ricordiamo che nella pubblicazione in volume tutte le pagine saranno a colori). L’8 dicembre sarà inoltre in vendita il quarto tankobon della serie, prequel e sequel ufficiale della storica saga de I cavalieri dello zodiaco. Dove eravamo rimasti: Caino e Abele, due persone distinte e due armature d’oro per il Segno dei Gemelli? La vicenda assume tratti nebbiosi tali da mettere in dubbio la presenza stessa nella Terza Casa di un vero cavaliere di Gemini. Di fronte all’invasore Suikyo, l’apparizione del giusto Caino comporta la sparizione del malvagio Abele, pronto a tutto pur di ottenere i favori di Hades. Caino è un cavaliere devoto ad Atena e non permetterà al Campione degli Inferi di proseguire nella sua vocazione deicida oltre la casa che presiede. Investito dal suo attacco, Suikyo comprende che la potenza del secondo cavaliere dei Gemelli è perfino superiore a quella del fratello minore, ora svanito nel nulla come un’ombra.
Al palazzo di Hades, intanto, Mihan di Frog, della Stella della Terra Sinistra, incita subdolamente, e senza successo, Vermer di Grifon a contravvenire agli ordini di Pandora, che ha affidato il compito di prendere la testa di Atena a Suikyo per testarne la fedeltà, probabilmente anche nella speranza che dopo aver eliminato lungo la scalata del Santuario tutti i suoi compagni di un tempo, lui stesso possa perire a sua volta. Solo in quel momento l’esercito di Hades al completo entrerà in campo come designato da Pandora. Alla Terza Casa, Caino intuisce che forse l’apostasia di Suikyo ha una motivazione sofferta e profonda, e lo invita a ravvedersi e confidarsi. Solo per un attimo lo spectre sembra cedere e ammettere il proprio tormento al cavaliere, che percepisce come degno e a lui vicino per un destino forse simile. Un nuovo scontro tra i due è prossimo quando Caino lo esorta con urgenza a fuggire: Abele sta per tornare! Con la materializzazione di Abele, Caino svanisce…L’atteso terzo volume italiano di Next Dimension sarà pubblicato da JPop probabilmente tra la fine di dicembre e la prossima primavera. Grazie a Orfeo della segnalazione.
Continua a leggere: Saint Seiya Next Dimension, il capitolo 36 sarà pubblicato il 1° dicembre
La musica, il cinema, la letteratura, persino il festival della matematica. L’Auditorium Parco della musica di Roma ha realizzato iniziative ricche e prestigiose in questi anni, toccando numerosissime forme e discipline. Bene ha fatto allora la direzione a decidere di occuparsi finalmente anche del fumetto, ricordando che “in Francia c’è un corso di storia ed Estetica del Fumetto nella più prestigiosa università di Parigi: la Sorbonne. Infatti i francesi lo definiscono la Nona Arte”.
Nel programma autunnale dell’Auditorium è dunque previsto un ciclo di otto lezioni con alcuni protagonisti del fumetto italiano, presentati dal critico di Repubblica Luca Raffaelli e incalzati dall’editore Francesco Coniglio. Hanno già incontrato il pubblico Leo Ortolani e Milo Manara, seguiranno il 4 dicembre Gipi e il 15 gennaio Sergio Staino, in attesa che il cartellone sia completato. Gli incontri si svolgono alle ore 18.00 e ogni singolo evento richiede un biglietto di 8 euro, ma è possibile acquistare un pacchetto abbonamento per quattro lezioni a 25 euro. Tutte le info sugli eventi (prevendita, etc.) li trovate sulla pagina dedicata del sito Auditorium.

Uscivano in tiratura limitata, spesso le copie erano autografate, a volte includevano anche un disegno originale dell’autore. Erano i patinati volumi di illustrazione erotica pubblicati da Glamour International negli anni Ottanta. Un catalogo prestigioso, composto da autori come Milo Manara, Andrea Pazienza, Vittorio Giardino, Tanino Liberatore. I fortunati possessori di quei volumi detengono una piccolo tesoro del collezionismo e basta una ricerca in rete per farsene un’idea: il valore di ogni singolo albo raramente scende sotto i 300 euro e i più rari arrivano a quota 700.
Tra questi, i due Glamour Book di Andrea Pazienza e il Pazeroticus (1987) - piccolo Graal per appassionati, cultori di Pazienza e collezionisti - che adesso Fandango Libri ha deciso di ripubblicare (in libreria dal 5 dicembre, perfetto come regalo di Natale). Un volume di 64 pagine con illustrazioni in bianco e nero e a colori, al prezzo di 22 euro, rende quindi accessibile ai più la rara e preziosa raccolta di illustrazioni erotiche, firmate dal genio maledetto del fumetto italiano. Un erotismo, quello di Pazienza, sopra le righe, come tutta la sua produzione, in cui convivono tenerezza, ironia e visioni estreme.
Ma la foto che vi proponiamo qui dell’edizione originale, firmata dall’autore, con la copertina cartonata e forata, il titolo inciso in caratteri dorati, fa intendere che - nonostante il servizio fornito da Fandango - difficilmente gli appassionati rinunceranno al tentativo di recuperare una copia di quel piccolo Graal del fumetto.