martedì 02 dicembre 2008

Chelo Candia e il fumetto di denuncia sociale

pubblicato da Andrea in: Varie GEOGRAFIE AUTORI


Alla maggior parte dei lettori italiani il nome di Chelo Candia non dice assolutamente niente, e questo è indice di come in Italia, anche solo a livello di notizie, sui fumetti ( e non solo), ci siamo chiusi in un provincialismo fatto di pubblicazioni mainstream e poco altro.
Chelo, all’anagrafe Marcelo, Candia, rappresenta uno dei magiori esponenti del fumettto underground argentino e cileno, il disegnatore infatti proviene dalla Patagonia ( regione all’estremità meridionale del continente americano divisa tra i due grandi stati), e di questa terra poverissima ha saputo rappresentare tutti i drammi e le paure: lo spettro dei totalitarismi passati, la povertà estrema, la violenza delle bande di strada, con uno stile scarno e fortemente espressivo.

In una certa prospettiva il suo lavoro richiama il tratto grafico della generazione di disegnatori americani anni ‘70 ( Robert Crumb in primis), ma guardando con maggiore attenzione le sue tavole escono dai confini tradizionali del fumetto ed entrano in contatto vivo e vicino con altre forme d’arte: la pittura rupestre, i graffiti, le arti pittoriche neo-primitiviste, i murales. Ed è proprio una dimensione più performativa del fumetto ad interessare Chelo, che arriva a rendere i fumetti parte integrante del paesaggio urbano, facendo diventare alcuni muri delle strips giganti, oppure affiggendo su semafori e porte le pagine delle sue opere, che difficilmente, in una regione così povera, possono essere comperati dai ceti meno abbienti, a cui l’autore, con le sue opere, offre una voce.
galleria con le immagini dell'artistagalleria con le immagini dell'artista

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