
Clamoroso: secondo Grant Morrison il personaggio Batman è gay!
Questo è quanto il grande sceneggiatore ha dichiarato in una lunga intervista rilasciata alla rivista Playboy, lasciando un po’ tutti a bocca aperta! Grant conosce molto bene il personaggio della Dc Comics, anche perché da un bel po’ di tempo ne scrive le storie. Sulla rivista erotica Playboy è apparsa un’intervista introdotta dall’illustrazione di Frank Quitely, dove lo scozzese ha voluto far presente quel che pensa veramente di alcuni tra i supereroi più noti.
Ha così parlato di Superman, Wonder Woman Magneto, Joker e, in particolar modo, di Batman. Prima di tutto cliccate qui per leggere un riassunto completo, poi lasciatevi stupire da quanto ha espresso nel descrivere la figura di Bruce Wayne. Secondo Morrison l’omosessualità è insita in Batman. Ci tiene a specificare di non stare a parlare di “omosessualità in termini dispreggiativi” ma considera Batman decisamente molto gay e non riesce a negarlo. Leggiamo su Playboy: “Ovviamente essendo un personaggio immaginario è stato inventato per essere eterosessuale, ma il suo concept di base è assolutamente gay. Credo che questo sia il motivo per cui la gente lo adora. Tutte queste donne vestite con abbigliamento fetish e che gli saltano attorno per averlo. E lui non se ne cura - lui è più interessato ad andare in giro con il tipo anziano e il ragazzino”.
Secondo voi Batman è gay?
Michele Foschini è tornato a parlare degli impegni della Bao Publishing, rilasciando una nuova intervista al blog Storie di Nessuno!
La sua casa editrice è veramente scatenata, a tal punto da annunciare settimanalmente novità editoriali entusiasmanti. In questi giorni vi abbiamo parlato dei loro programmi su autori internazionali come Terry Moore e Alan Moore. Grandi preoccupazioni si sono sollevate in merito al destino della serie Echo, prima pubblicata da Freebooks (che fine ha fatto questa casa editrice?). Infatti, il precedente licenziatario aveva rilasciato i primi volumi della serie fantascientifica di Terry Moore, sparendo poi nel nulla e distruggendo il sogno dei lettori desiderosi di leggere il gran finale (mancavano esattamente due volumi). Echo tornerà con Bao Publishing, ma in un’unica soluzione, un volume integrale che conterrà tutta la serie, situazione un po’ drammatica per chi aveva già sborsato un bel po’ di soldi per acquistare l’edizione Freebooks.
Foschini ha chiarito che Bao ha ben pensato alle vittime della Freebooks, confermando che il nuovo volume unico finirà per costare tanto quanto sarebbero costati gli ultimi due volumi di Echo. Dalle sue parole scopriamo come e perché: “Per Echo, invece, è stata una proposta di Terry Moore: dice di aver sempre pensato Echo come un film, un unico lungometraggio. L’idea ci è piaciuta e faremo un ottimo volume, con un rapporto qualità-quantità-prezzo molto vantaggioso… Abbiamo perfino studiato un sistema per far sì che chi ci dimostra di avere i quattro volumi del precedente editore possa avere uno sconto che fa sì che il nostro integrale costi loro meno dei due volumi che avrebbero dovuto ancora comprare. E la cosa sarà applicata anche agli acquisti mediante fumetterie, tramite un coupon apposito.”
Probabilmente il volume di Echo avrà ben 600 pagine e sarà venduto a 27 euro. Chi possiede già i volumi dell’edizione Freebooks otterrà uno sconto di circa 5 euro, finendo per per spendere meno dei 25,80 euro necessari per acquistare gli ipotetici volumi 5 e 6 della versione precedente. Le sorprese e le spiegazioni non sono finite! Cliccate qui per leggere l’intervista integrale e tutto quello che riguarda Alan Moore e la sua Lega degli Straordinari Gentleman.
La rubrica From Zero to Hero di Badtaste questa volta ha ospitato un personaggio noto del mondo dei fumetti, l’italiano Gabriele Dell’Otto.
Sarà che tutti sono in trepidazione per l’arrivo al cinema di The Avengers dei Marvel Studios e proprio per questo cresce a dismisura l’interesse verso quei soggetti che in qualche modo hanno avuto a che fare con i fumetti dei Vendicatori. Gabriele Dell’Otto, classe 1973, collabora con la Marvel, apprezzato soprattutto per le sue illustrazioni e litografie! L’apice del successo lo raggiunge nel 2002 quando gli vengono affidate le tavole della miniserie Secret War, scritta da Brian Michael Bendis, per poi (nel 2006) realizzare le illustrazioni del videogioco Activision Marvel: Ultimate Alliance e svariate copertine, sino ad illustrare il graphic novel X-Force: Sex and Violence.
Badtaste ha racchiuso l’intervista in un apposito video (qui sopra) dove l’artista parla anche di The Avengers ed anche di tutti i lavori che i Marvel Studios stanno proponendo e proporranno nei prossimi anni. Buona visione!

Breaking News!
Sul sito della Rai è apparsa una notizia introdotta dal seguente titolo: “La profezia dell’armadillo, Trenitaja e il Time Out: Zero Calcare conquista il webA cura di Tg3Web“. Conoscete tutti Zerocalcare, vero? Qui su Comicsblog abbiamo in più circostanze parlato della sua arte e per venirvi ancora una volta incontro vi indichiamo il suo portale ufficiale: Zerocalcare.it. Il 28enne illustratore Zerocalcare è stato definito da Il Fatto Quotidiano come “la giovane promessa del Blog di fumetti all’italiana”. Nell’ultimo periodo ha gli occhi di tutti addosso, una valanga di fan su twitter ed anche svariati autori illustri lo presentano con entusiasmo. Anche il portale Wired si è interessato a lui finendo per intervistarlo!
Quel che ci interessa in questo spazio è ricordarvi che Zerocalcare risponderà a tutti i dubbi del pubblico il 4 aprile, nella videochat in diretta dalle ore 15:00, dove parlerà principalmente di una circostanza poco piacevole: ha recentemente annunciato un “quasi ritiro” dalle scene web. Per seguire la sua videochat cliccate qui.

Sul blog Storie di Nessuno è stato pubblicato un pezzo che ci svela il destino editoriale italiano di alcuni fumetti richiestissimi.
E’ stato intervistato, infatti, M. Schiavone di Edizioni Bd il quale ha rilasciato alcuni chiarimenti sullo status delle pubblicazioni Avatar e su Invincible e Savage Dragon. Marco ha fatto sapere che lo stato di fermo della pubblicazione dei titoli Invincible di Robert Kirkman e Savage Dragon di Erick Larsen è dovuto ad alcuni “ritardi contrattuali, a un po’ di nostra distrazione, al fatto che Kirkman ha un agente e non passa da Image, mentre per Savage Dragon avevamo alcune idee su cui ci siamo confrontati prima di partire a pianificare il nuovo anno.” Dopotutto basterà attendere pochissimo per scoprire quando saranno rilasciati i nuovi ed attesi volumi delle due serie!
In più ha reso noto che nel 2012 Edizioni BD rilascerà Freakangels 6, Anna Mercury 2 e Cronache di Wormwood 1 e 1/2. Per leggere l’intervista completa, dove Schiavone offre una spiegazione su come la casa editrice Avatar gestisce i propri prodotti sul mercato fuori dagli Usa, cliccate qui!

Gianfranco Manfredi è stato intervistato da Lo Spazio Bianco e mi fa molto piacere leggere il suo dialogare acculturato e ricco di passione.
Manfredi non riposa mai e continua senza sosta a produrre del buon fumetto, conquistandosi ogni giorno quel titolo di “maestro”, forse mai ambito, ma di certo dovuto e riconosciuto da critici e lettori. Mai dimenticherò il suo Magico Vento ed ancora oggi sento la sua mancanza in edicola. Ogni sofferenza è comunque stata ben soffocata prima dalla miniserie Volto Nascosto, poi da alcuni numeri di Tex e dall’attualissimo Shanghai Devil. L’autore Bonelli è un grande studioso di storia, ma anche un romanziere (vedere “Tecniche di resurrezione” - Gargoyle Books – rilasciato nel 2010), a dimostrazione che ci troviamo di fronte ad un produttore d’arte e cultura infaticabile. Vi consiglio di leggere l’intervista integrale, poiché non fa mai male conoscere un autore noto e stimabile, trascurato per fattori vari.
Ho selezionato per voi alcuni spunti della sua chiacchierata. L’amore di Manfredi per la Cina non nasce recentemente, ma sin dal 1991 ( l’autore prende spunto dall’oriente per scrivere le sue storie. La Cina è stata protagonista in quasi tutti i suoi fumetti, a partire da Gordon Link, fino ad arrivare all’avventura n.107 di Magico Vento, intitolata proprio Vampiri cinesi. Shanghai Devil è stata per lui “l’occasione di poter trattare in modo compiuto, e meno sporadico.” In realtà all’inizio lo scenario cinese lo intimidiva e credeva di non riuscire a scrivere più di 10 numeri della miniserie. Dopo aver visionato le prime tavole disegnate si è rasserenato al punto di estendere la storia per ben diciotto episodi, senza dover prolungare nulla, ma arrivando addirittura a tagliare materiale con un necessario “sforzo di sintesi”. Il suo non è affatto un lavoro banale, ma frutto di un’accurata ricerca storica e documentale, poiché – secondo il suo parere - la documentazione fornisce spunti narrativi ricchissimi, a saperli cogliere. Nella parte finale dell’intervista Manfredi svela quello che mi interessa di più: “Sto finendo di scrivere un graphic novel ambientato negli anni 20 . Il mese prossimo inizierò a scrivere una nuova serie che al momento è un progetto lungo, cioè non una miniserie, senza una durata predeterminata. [..] Il periodo storico sarà il mio favorito: l’età di passaggio tra ottocento e novecento”. Vi lascio immaginare il mio sorriso compiaciuto…

Hulk, gli X-Men, Ercole, Magneto, War Machine, Alpha Flight, Silver Surfer: sono alcuni dei personaggi scritti in questi anni da Greg Pak. Anche se il suo nome è legato alla Marvel (con cui ha un’esclusiva), in questi anni Pak, che è anche regista, ha continuato a dedicarsi ad altri progetti. Il più recente e interessante è un fumetto indipendente intitolato “Vision Machine”, realizzato insieme a R.B. Silva, disegnatore di “Jimmy Olsen” per la DC, e rilasciato con una licenza Creative Commons Attribution Non-Commercial Share Alike che permette a chiunque di fare una sua variante, rielaborando testi e disegni.
Ho contattato Pak, che ringrazio per aver raccolto il mio invito a parlarci del fumetto e dell’originale iniziativa.
La prima domanda è: cosa è Vision Machine? Di cosa parla il fumetto?
“Vision Machine” è un thriller fantascientifico con protagonista un gruppo di amici che esplorano il potenziale incredibile e i rischi terrificanti di iEye, una tecnologia rivoluzionaria che permette la registrazione, editing e condivisione di qualsiasi cosa vista o immaginata dall’utente. Il libro si può scaricare e leggere gratis in formato PDF dal sito www.visionmachine.net oppure tramite comixology.com.
Continua a leggere: Vision Machine: il fumetto che si può remixare - Intervista a Greg Pak

Giusto qualche giorno fa parlavamo dei rumor su di una nuova serie animata de I cavalieri dello zodiaco, scaturiti dal post di un blogger francese in contatto con il compositore musicale giapponese Seiji Yokoyama, e notavamo che in un mondo sempre più piccolo e globale in cui tutti, o quasi, sono online, non è impossibile per i fan riuscire a contattare direttamente, tramite la rete e i social network, i miti e i beniamini della loro infanzia.
E’ ciò che hanno fatto anche i ragazzi di 199X, uno dei maggiori forum italiani su Ken il guerriero, con Masami Suda, lo storico character designer, animatore e sakkan (supervisore dei disegni per l’animazione) dell’anime culto tratto dal manga omonimo di Tetsuo Hara e Buronson. Sette domande, sette come le stelle dell’Orsa maggiore, che l’invincibile Kenshiro porta sul petto in forma di cicatrice, ma anche un interessante approfondimento sulla carriera del maestro e una gallery di bellissimi rodovetri (fogli di acetato su cui, prima di passare al digitale, si dipingevano i disegni dell’animazione) tratti dal film animato di Ken prodotto dalla Toei nel 1986, quando gli anime cinematografici erano ancora realizzati con la cura e il budget dovuti a un prodotto di qualità superiore – ogni riferimento alla recente pentalogia è assolutamente voluto!
Ecco come introduce l’intervista l’autore: “[…] quando da piccolo vedevo gli episodi di Ken il guerriero in tv, non potevo immaginare che un giorno avrei avuto l’opportunità di parlare con l’artista che è stato capace di dargli quella impostazione grafica che ancora oggi la rende indimenticabile. Eppure, con mia somma gioia, mista a sorpresa, non solo ho avuto la possibilità di chiacchierare con un professionista del suo calibro, una leggenda nel suo settore, ma mi sono trovato di fronte una persona squisita, con la quale, oltre a realizzare quest’intervista, ho potuto chiacchierare spesso, nonostante i rispettivi limiti linguistici. Tra le varie cose di cui abbiamo parlato, ci sono i suoi elogi al popolo italiano…”. Dopo il salto, la prima delle sette domande a Masami Suda.
Continua a leggere: Masami Suda: sette domande al character designer storico di Ken il guerriero

Il portale Wired ha intervistato il fumettista Zerocalcare.
Cliccate qui per leggere l’articolo integrale. Dalla lunga chiacchierata sono usciti fuori alcuni spunti interessanti e che fanno riflettere. Prima di tutto è bene ricordare che Zerocalcare è un vero e proprio fenomeno del web. I suoi disegni hanno invaso Facebook e divertono tutti, raccontando storie surreali, ma molto vicine alla realtà stessa in cui vive l’artista. La profezia dell’armadillo è il titolo del suo primo graphic novel, venduto attraverso internet senza il supporto di alcun editore. Zerocalcare è un po’ un rivoluzionario ed è assodato che gran parte dei suoi meriti derivano anche dall’uso intelligente che fa dei social network. Non basta il talento per arrivare al cuore della gente. L’autore ha in qualche modo ringraziato anche Makkox (alcune storie di Zerocalcare venivano pubblicate proprio sulla rivista ideata da quest’ultimo, Canemucco della Coniglio Editore), il quale lo ha convinto di sfruttare i blog per farsi conoscere dal pubblico. La gente apprezza di lui proprio la scelta di presentare storie autobiografiche, nate da numerose esperienze di vita, anche in campo politico.
Ritornando all’intervista targata Wired, ecco una sua risposta che è un po’ il motivo per cui Zerocalcare oggi, per la seconda volta, è finito su Comicsblog: “In Italia c’è poca gente che riesce a vivere del proprio lavoro, i fumettisti poi si portano addosso la croce perpetua del lavoro che viene scambiato per hobby. In Italia i fumetti sono ancora roba di nicchia, sia in termini commerciali che culturali, quindi camparci è veramente difficile. Qualcuno ce la fa. Io no… per la cronaca!”.
Purtroppo il ragazzo ha pienamente ragione. La situazione è disperata da questo punto di vista, poiché troppo spesso alcune produzioni fumettistiche non possono essere considerate un primo tassello verso una carriera da professionista, ma solo uno sforzo non fruttuoso di un soggetto talentuoso che è costretto a cercare fortuna in altri campi. Quando l’arte viene soffocata siamo tutti noi a perderci! Il sistema ha bisogno di una piccola rivoluzione, per premiare esclusivamente i più meritevoli ed incoraggiarli a spendersi più del necessario nella produzione di arte e, quindi, di emozioni.
Continua a leggere: Zerocalcare - Fare il fumettista in Italia è un lavoro o un hobby?
In occasione del recente Salerno Comicon, approfittando che era ospite, ho avuto una piacevole e lunghissima chiacchierata con Daniele Caluri, padre, assieme a Emiliano Pagani, di Don Zauker e del recentissimo Nirvana. Non solo si è parlato dei suoi fumetti ma anche di fumetto in generale. Di seguito la trascrizione della conversazione.
Il nome di battaglia deriva dalla fusione dei cognomi, ma vi sentite un po’ come il Paguro Bernardo o era una trovata così?
Era una cazzata detto tra noi! Era nato come la dissacrazione dei Wu Ming, il collettivo di scrittori del new italian epic. Ci piacciono e li stimiamo tantissimo però un po’ volevamo “dissacrarli”. Così, come esistono Wu Ming 1, Wu Ming 2, ecc. per non essere inferiori ci siamo chiamati Paguri 1 e Paguri A in modo da non essere uno secondo all’altro. Quindi era un gioco che però ha fatto subito presa e quindi è diventato il nostro nome artistico. Anche se non ci sentiamo come il Paguro Bernardo che sta tutto chiuso mentre noi cerchiamo di proporci verso l’esterno, di uscire dal guscio con i nostri modi sopra le righe. Semmai cerchiamo di portare gli altri nel nostro guscio, ahahah!
Com’è nato Don Zauker?
E’ nato in una notte di tregenda, pioveva ed eravamo in via della Madonna (è tutto vero, giuro) a Livorno, dove abitava Emiliano Pagani. Avevamo finito le rispettive serie a fumetti: io, Luana la bebisìtter e lui I punitori. Dato che ci frequentavamo già come amici decidemmo di buttare giù due idee per qualche futura serie a fumetti e venne fuori questo esorcista sopra le righe. Improvvisa poi la decisione di Emiliano che disse: “Ok, la scrivo io ma ti va di disegnarla?” e io accettai perché intuii subito che c’era la possibilità di tirare fuori parecchie cosette da questo personaggio. Ci convincemmo da subito che il potenziale era alto.
Continua a leggere: Intervista a Daniele Caluri, disegnatore di Nirvana e Don Zauker (parte prima)