
Prosegue l’approfondimento sulla rivista indipendente Lascimmia, che era iniziato con il primo numero della nostra rubrica Sottoterra; in questo post pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Fabrizio Festa, nella primo spezzone di questo confronto ci eravamo soffermati sulla sua attività di curatore della linea editoriale del Magazine, in questo ultimo frammento il dialogo si è incentrato sul suo profilo di autore di storie disegnate.
Comicsblog:Nel mio post evidenziavo come l’essere milanese abbia influito sulle tue storie, è solo una mia impressione oppure un certo senso di alienazione metropolitana è un leitmotiv continuo nelle tue opere a fumetti?
F.Festa:Il fatto che Lascimmia sia nata a Milano indubbiamente ne ha influenzato l’identità . Nella tua recensione identificavi un punto che è secondo me chiave. Cioè il discorso sulla bellezza. Milano è una città bellissima, spesso lascia senza fiato. Ma è bella di una bellezza particolare, è una signorina discreta, non si mostra, non smania per dover piacere. E’ bella di una bellezza difficile, in cui ti ci devi tuffare senza respirare, devi toccarne il fondo per godere della bellezza degli abissi, come piace dire ad Akab.
Continua a leggere: Sottoterra #3: Intervista a Fabrizio Lascimmia parte 2
Ci tengo a ringraziare Fabrizio Festa ( in arte Fabrizio Lascimmia) per la disponibilità a questa intervista, Fabrizio, insieme a Jaime Grandi, è uno dei due ideatori-genitori di Lascimmia, Aperiodico a Fumetti con un occhio alle ossessioni. Siccome Fabrizio è sia autore di testi e disegni che curatore della rivista ho deciso democraticamente di fare tre domande al creatore della rivista e tre domande all’autore di fumetti.
Comicsblog:Inizierei questa intervista cercando di sapere quali siano stati i vostri riferimenti nel creare un ( per usare la vostra definizione) Aperiodico a Fumetti, come avete mosso i primi passi? soprattutto a livello creativo. Chi sono stati invece i vostri primi lettori?
F.Festa: L’idea di fare una rivista ci venne un pomeriggio in università mentre aspettavamo l’esito di un esame. Stavo raccontando a Nicola di un libro che stavo leggendo in cui il protagonista raccontava la sua vita (mediamente interessante) e soprattutto la sua avventura come “creatore di riviste” (decisamente interessante!), il tizio in questione è Dave Eggers, il libro “la struggente opera di un formidabile genio”, e la rivista di cui si parla è, principalmente, McSweenies. Così ci è saltata la pulce nell’orecchio, poi dopo poco sono incappato in “Prima pagare, poi ricordare” di Scozzà ri e l’idea malsana si è concretizzata.
Continua a leggere: Sottoterra #2: Intervista a Fabrizio Lascimmia

Che senso ha parlare di avanguardia quando non c’è niente rispetto a cui stare davanti? In un’ Italia anestetizzata da luoghi comuni e ovvietà Lascimmia mi è sembrato un buon punto di inizio per la nostra rubrica Sottoterra.
Sarà perchè sono milanese come Fabrizio ( una delle due anime genitrici de Lascimmia), e quindi leggendo questo volume mi sono ritrovato addosso lo sporco di una metropoli ritualizzata e piccolo borghese, che conosco fino dai primi anni di superiori ( e che forse avrei preferito non conoscere); sarà perchè a furia di leggere Bonelli quando ho messo gli occhi su Lascimmia mi sono innamorato subito, sarà che….. Alla fine ho deciso che era giusto parlarne anche a voi, e per l’occasione ho anche dismesso un po’ il solito stile formale, e ho deciso di scendere sottoterra.
Lascimmia è disturbante, è un albo che a guardarlo non potresti, neanche sotto torura, dire che è bello, ti colpisce duro, ed è proprio questo a renderlo incredibilmente prezioso. E’ disturbante, dicevo, e non fa niente per mascherarlo, riesce a rappresentare, in maniera sintetica e artisticamente sbalorditiva, uno stato esistenziale : la Coscienza, coscienza di essere al mondo, a questo mondo e non al mondo-giostra del nostro circo mediatico ( da stato libero di Bananas).



Come preannunciato in un post precedente, ecco a voi la presentazione della nuova rubrica di Comicsblog: Sottoterra, rubrica che si occuperà di fumetti underground e di avanguardie.
E ci piace iniziarla con un immagine-logo non fumettistica, con un fotogramma tratto dal celeberrimo film Un Chien Andalou di Luis Bunuel e Salvador Dalì, pellicola che eccedeva dal suo linguaggio di origine, come i fumetti di cui parleremo usciranno dagli schemi del fumetto tradizionale e contamineranno altri media artistici: pittura, grafica, fotografia, street-art.
Ma anche la scena scelta è significativa: il taglio di un occhio ( entrato nella storia del cinema), a simboleggiare un’estetica sconvolgente a tratti inguardabile, una rubrica non certo per tutti i gusti in cui speriamo di riportare in luce un mondo a fumetti a volte dimenticato, ma che in Italia, sotto la crosta, è più vivo che mai. Vi do dunque appuntamento a venerdì con la prima puntata di Sottoterra!!