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Speciale - Mytico! La mitologia all'ennesima potenza

pubblicato da Marte in: Fantasy Recensioni (Secondo Voi) Speciali

mytico

Mytico! non è solo un fumetto, ma è un grande progetto!

Il Corriere della Sera ha pensato al passato per lanciare una collana tutta nuova, affidata a tantissimi autori più o meno noti. Il fumetto è una buona fonte di reddito? Probabilmente si, visto che tanti quotidiani e tante riviste puntano forte su produzioni fumettistiche, senza permettersi una pausa e tentando di stupire il pubblico con proposte entusiasmanti. Niente raccolte o riproposte questa volta, ma storie del tutto inedite o quasi! Il primo numero (Prezzo: € 1,00; 36 pp.; col.; spillato), uscito il 13 aprile 2012, è intitolato Verso la Gloria e così presentato: “Una remota spiaggia dell’Asia Minore, due guerrieri leggendari destinati a un duello mortale, migliaia di dardi pronti e tesi a oscurare il cielo… Preparatevi a vivere le immortali vicende della guerra di Troia. Chi avrà la meglio tra achei e troiani? Fino a quando gli dei dell’Olimpo resteranno a guardare? E tu, da quale parte starai?”. Appare chiaro il fine di questa produzione: riproporre alle nuove generazioni il mito attraverso un linguaggio tutto nuovo, più diretto ed acclamato dalle nuove generazioni. Non c’è l’intento di scavalcare i testi classici, poiché senza una conoscenza di base queste storie non sono pienamente godibili. Fabio Licari, supervisore editoriale di Mytico!, ha presentato l’opera sottolineando come il Mito dell’antica Grecia ha da sempre ispirato romanzi, poesie e film; anche per questo è il momento giusto per coinvolgere in questo insieme anche il fumetto!

Dopotutto gli eroi mitologici sono i supereroi di altre civiltà. Licari ci tiene a sottolineare che la collana è stata pensata per non tradire mai l’originale, andando a la potenza delle parole e dei disegni per raccontare episodi famosi e meno noti. Mytico - serie realizzata per il Corriere della Sera, con il supporto di una squadra di autori nostrani coordinati da Edizioni Bd - è un modo utile per raccontare con modernità le più grandi avventure di sempre, quelle che hanno influenzato per millenni la letteratura.

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Lion Comics - La gestione del lancio del Reboot Dc scontenta un po' tutti

pubblicato da Marte in: DC Comics Speciali Lion Comics

lion comics

In Italia è veramente difficile organizzare un grande evento con razionalità e la giusta professionalità. Quando qualcuno si ritrova tra le mani un bene prezioso con un grosso potenziale, quasi sempre, sembra mettersi di impegno pur di sfruttarlo nel peggiore dei modi.

Questa è la settimana italiana del Reboot della Dc Comics. Mi sono fiondato in fumetteria, emozionato come un bambino ai primi albi, per ritirare quanto ordinato. L’unico desiderio nella testa era divorare le nuove uscite Lion Comics in un solo boccone per scoprire i primi tasselli di una delle più grandi rivoluzioni del mondo dei comics. Adesso, però, mi ritrovo a casa, a scrivere questo pezzo, senza un solo fumetto in mano. Fortunatamente non mi hanno derubato prima di mettere piede nel negozio. Il problema è stato un altro: il distributore ha ben pensato di inviare di tutto, ma non quanto previsto. Avevo ordinato il Pack New 52 Basic, quello contenente Batman N.1, Superman N.1, Lanterna Verde N.1, JLA N.1, Wonder Woman N.1, Flash N.1, Giovani Titani N.1 (proposto ad un prezzo conveniente di € 21,30 anziché di € 23,65). Sugli scaffali non c’era, nel cassetto degli abbonamenti non c’era, nel retrobottega nemmeno l’ombra. Ho provato a dare uno sguardo in alcuni scatoloni posati all’ingresso, ma anche qui il vuoto! Dopotutto un albo legato al Reboot l’ho visto: Batman n.1 (col le storie estratte da Batman 1, Detective Comics 1, Nightwing 1 e realizzate da S. Snyder, T. S. Daniel, K. Higgins, G. Capullo, J. Glapion, E. Barrows, JP Mayer). Io ho ordinato il pack che lo conterrà e mi sono sentito quasi costretto a comprarne una copia per pacare la delusione e lo sconforto di non poter leggere il resto. Lavorando, non ho la possibilità di recarmi in fumetteria ogni giorno, quindi l’acquisto del malloppo made in Dc è stato rimandato a data da destinarsi. Per questo alla fine ho ceduto ad una grossa e meno gradita tentazione, ho acquistato il primo numero di Batman! Una scelta questa tutta personale che mi porterà ad avere un doppione e, quindi l’occasione di fare un regalo ad un amico, circostanza utile anche a pubblicizzare l’evento.

A proposito di pubblicità, ma è mai possibile che non ci sia un interesse da parte dell’editore nel dare rilevanza ai propri fumetti all’interno di un’attività commerciale? Persino nel numero 1 di Batman c’è un poster, ma non ne viene messo uno a disposizione del rivenditore per spingere i prodotti. E dire che la pubblicità è l’anima del commercio e che basterebbe veramente un minimo sforzo per agevolare l’attività di un commerciante che settimanalmente deve gestire montagne di proposte editoriali. Fate una prova: andate su Google e cercate “stampare poster preventivo”. Troverete offerte come “25 Manifesti cm 70×100, Stampa a colori, € 25,00″. Quante saranno le fumetterie in Italia? Duecento? Duecentocinquanta? Con circa € 250 si può fare in modo di installare in ogni negozio - preferibilmente in vetrina - un pezzo di carta promozionale utile ad attirare l’attenzione di chi non legge Dc Comics e forse quella di chi non legge nemmeno comics in generale. La Dc Comics è ripartita da zero non per vendere lo stesso numero di albi allo stesso numero di persone, ma per raggiungere nuovi utenti attraverso una pubblicità massiccia su tutti i fronti. Credere nei propri prodotti significa supportarli in ogni modo, soprattutto attraverso banalità come può esser assicurarsi di mettere ben in vista un bel manifesto pubblicitario in fumetteria già un mese prima dal lancio del Reboot.
Dc Comics RebootDc Comics RebootDc Comics Reboot

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Speciale - Quali personaggi celebri trascurati devono essere salvati?

pubblicato da Marte in: Speciali

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C’è un personaggio Marvel o Dc Comics che ritenete sia stato troppo trascurato dagli autori e che, potenzialmente, potrebbe essere sfruttato per lasciare - ancora una volta - un segno tangibile all’interno del suo universo narrativo?

Sono sicuro che molti di voi attendono il momento del riscatto definitivo di un protagonista dei fumetti che, purtroppo, è rimasto bloccato in un limbo antipatico a causa della mancanza di idee che finisce a colpire anche grandi icone. In questo spazio tenterò di dare spazio - e forse un’ipotetica svolta - alla figura di un eroe che da tempo soffre un allontanamento dal ruolo di “prima donna”. Per farlo vi parlerò un po’ delle sue caratteristiche, della sua vita editoriale, offrendogli, attraverso un piccolo sforzo creativo nel finale, un momento di riscatto. Questo articolo è un po’ sperimentale e vuol mostrarsi come un tentativo di fanfiction utile a portare sotto i riflettori chi attende da tempo quell’attimo di celebrità che gli è dovuta. Per ottenere il giusto risultato sarebbe interessante partire sfruttando il classico “what if”. Non sapete cosa è un what if? È quel genere legato in particolare al fumetto supereroistico dove si tenta di narrare una vicenda eventuale, mai accaduta, partendo dal mutamento anche minimo del passato di un personaggio o di un evento. “Cosa sarebbe successo se Legione avesse ucciso il professore Xavier prima della fondazione degli X-Men?”. La risposta a questa domanda è arrivata attraverso un evento imponente che trasformò una sorta di what if in una saga epocale, entrata in continuity, che diede un volto tutto nuovo (per svariati mesi) all’universo narrativo. È divertente sconvolgere un evento passato, perché le conseguenze possono essere imprevedibili e sostanzioso. Adesso è arrivato il momento di svelare il personaggio misterioso e di parlarvi un po’ di lui: Iceman, l’Uomo Ghiaccio!

Ci troviamo in casa Marvel Comics e, più precisamente, all’interno di quel gruppo di mutanti noto come X-Men. Robert “Bobby” Drake è stato creato nel lontano 1963 dalla premiata ditta Stan Lee e Jack Kirby che lo ritennero perfetto per essere lanciato nella formazione originale degli X-Men, dunque nel primo numero della prima serie uscito nel settembre di quell’anno.

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Esclusiva Comicsblog - Una dedica tutta speciale a Moebius di Roberto Cardinale

pubblicato da Marte in: Speciali Altri grandi autori

moebius

Moebius è volato via.

Forse chi lo ha amato ha sempre immaginato la sua figura persa nei cieli, una figura libera, indipendente, capace di mutare nelle menti dei lettori l’idea stessa di realtà. Il maestro ha toccato i cuori di grandi e piccoli, di semplici lettori e di tanti altri autori più o meno celebri che oggi non riescono ancora ad accettare la sua dipartita. Agli occhi di un fan, dopotutto, ogni stella appare gigante, invincibile ed eterna. L’arte e la genialità ci consegnano all’immortalità, ma la voce stessa di chi ama alimenta la fiamma di una fama costruita attraverso idee fuori dal comune. Ha bussato alla mia porta (in modo figurato) il disegnatore e sceneggiatore Roberto Cardinale, chiedendomi di raccogliere la una esperienza legata proprio a Moebius, per poterla riferire a voi, soprattutto a coloro che si emozionano ad ogni lettura di gioielli come Blueberry, Arzach, l’Incal ecc…

Roberto, nella sua lettera, ci parla della sua venerazione verso colui che indica come “il Profeta della grafica”. Tra Cardinale e Jean Giraud c’è stato anche un contatto reale, un incontro inusuale e simpatico. Moebius, per il disegnatore di Martin Mystère, è stato una sorta di guru, una guida tra i meravigliosi sentieri della Nona Arte, essendo riuscito a colpire il suo entusiasmo sin dal primo momento in cui lo sguardo è stato posato su quell’uomo sopra un uccello preistorico, figura fiabesca e potente, minima espressione dell’infinita fantasia visionaria del francese. Dopo il continua troverete la “lettera” integrale allo scomparso Moebius, una testimonianza di un uomo che si è spogliato dalle sue vesti di professionista del fumetto, per riproporsi in quello di puro fan!

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Mantis Studio - Intervista agli autori di A Season in Hell

pubblicato da Marte in: Speciali Interviste in esclusiva

mantis

Dopo aver presentato la casa editrice Mantis Studio, abbiamo fatto un passo in più!

Ci siamo messi in contatto con l’intero gruppo responsabile di questa nuova realtà editoriale che ha fatto il suo esordio con un progetto dalle tinte decisamente horror chiamato A Season in Hell. Il team formato da Leonardo Colapietro, Valentina Marucci, Andrea Michelsanti, Marco Pagnotta e Massimiliano Veltri si è messo a disposizione per svelarci alcuni segreti di Mantis Studio ed informarci sui loro movimenti futuri. Cinque domande per cinque autori che ci hanno trascinato nel loro inferno chiamato A Season in Hell, un fumetto formato da due storie da brivido: Kicking Destiny e Little Red Riding Hood. La figura chiave delle due avventure è Sara la Nera, nota per essere la Santa venerata dagli zingari. La sua presenza basta per far inebriare di paura il lettore, che viene trascinato in due racconti diversi, ma simili, dove viene messa in risalto la malvagità di questa presenza femminile leggendaria, trasformata in un incubo senza via di fuga per i protagonisti. Little Red Riding Hood, infatti, è una storia d’amore di quelle che ti segnano per sempre l’esistenza. Provate a chiedere a Bill il camionista di spiegarvi cosa significa entrare nelle grazie del male o provate a farvi narrare da Adeline (segretaria del detective André, protagonista di Kicking Destiny) la sua missione di salvataggio. Le loro anime non avranno alcuna risposta, ma vi indirizzeranno verso la lettura di un albo stilisticamente curato - sotto ogni punto di vista - per affrontare un pubblico universale e coraggioso. Mantis Studio ha proposto un fumetto maturo, violento, dove non c’è spazio per la misericordia e dove testi/soggetto/disegni/chine sembrano essere stati ispirati da un tocco decisamente “darkhorsiano”.

Ogni autore ha risposto ad una domanda. Più sotto troverete anche una breve biografia dei singoli componenti del team (cliccate qui per visitare il blog ufficiale), per conoscere meglio il loro percorso professionale.

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Speciali Comicsblog - Cosa è successo in questo 2011 a fumetti?

pubblicato da Francesco "Zoroastro" Fusillo in: Speciali

Sergio Bonelli Lucca Comics Wikipedia

Il 2011 è agli sgoccioli e, tra pochissimi giri d’orologio, ci troveremo a vivere un nuovo anno…il primo, purtroppo, senza Sergio Bonelli. È infatti lui l’uomo copertina di questo 2011 a fumetti di Comicsblog e la sua scomparsa, nel “maledetto” settembre 2011, ha provocato in tutti gli appassionati di fumetto un vuoto che, ci scommetto, sarà molto difficile da colmare…

Ma il mondo va avanti e, lasciandoci per un attimo il dolore della scomparsa del grande Sergio alle spalle, è tempo di tirare un po’ le somme su questo 2011 a fumetti. Un 2011 che, effettivamente, è stato “pregno” di news interessanti e di grandissimi accadimenti. Primo fra tutti il reboot totale di tutto l’universo supereoistico della DC Comics che, ammettiamolo, seppur ampiamente pronosticato, si è rivelato molto di più di quanto mai avessimo potuto solamente immaginare. E non parliamo dei meri guadagni e ritorni d’immagine che, giustamente, la DC Comics ha tenuto in conto per l’operazione, ma proprio della portata “storica” dell’evento…pensateci: voi sareste riusciti, dopo decenni di pubblicazioni di successo, a riportare tutto dall’inizio? Una mossa sicuramente coraggiosa che, di diritto, entra nella storia del fumetto internazionale come la prima, grande, operazione di “rebootaggio” di una continuity ultracinquantennale (e forse anche di più)!

E la Marvel? Beh, la “Casa delle Idee” non ha risparmiato di certo i colpi e, ripetendo quanto già fatto con Civil War, ora anche gli X-Men hanno avuto uno “Scisma” che li ha divisi in maniera che, con un ossimoro (che è anche una metafora), definirei “indissolubile”. E che dire dei colpi di scena accaduti su Ultimate Spider-man, sui Fantastici Quattro (che, quest’anno, hanno festeggiato i loro primi 50 anni) e, soprattutto, nel maxi-evento Fear Itself (arrivato lo scorso novembre anche qui in Italia)? Ma non dimentichiamoci di The Punisher e di Daredevil: il primo ha “ricevuto” una testata regolare tutta sua (che vede, tra i disegnatori, il nostrano Marco Checchetto) mentre il secondo, dopo gli accadimenti di Shadowland, è tornato nella “sua” Hell’s Kitchen con uno spillato che lo ritrae, di nuovo, in splendida forma!

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Classifiche - I più bei graphic novel del 2011 secondo Wired

pubblicato da Marte in: Speciali

fumetti

Non è una vera e propria classifica quella proposta da Wired, il portale online legato alla celebre rivista.

Sono stati scelti dalla loro redazione i 10 fumetti più belli proposti in questo 2011. Nella sua introduzione alla selezione dei migliori graphic novel, il giornalista Eugenio Spagnuolo ci tiene ad anticipare il suo lavoro, ponendoci sotto gli occhi quel Asterios Polyp (fumetto puntualmente recensito su Comicsblog) che così descrive: “i critici negli Usa ritengono l’erede del grande romanzo americano.” In più vien fatto notare come sia stata un’annata che ha dato tanto spazio ai giovani autori che si sono guadagnati un posto nelle librerie. La selezione di opere è ricca e per tutti i gusti, per questo molti non la condivideranno, pur riuscendo a trovare almeno un paio di prodotti apprezzabili. Fateci sapere quali tra questi fumetti proposti da Wired è di vostro gradimento!

1) Beta, di Luca Vanzella e Luca Genovese (Bao Publishing, 16 euro)

2) Asterios Polyp, di David Mazzucchelli (Coconino Press e Fandango, 29 euro)

3) L’inverno del disegnatore, di Paco Roca (Tunué, 16,90 euro)

4) Rica’tte kanji?! di Rica Takashima (renbooks, 12 euro)

5) Irene e i Clochard, di Ruppert e Mulot (Canicola edizioni, 15 euro)

6) Chimera, di Lorenzo Mattotti (Coconino Press e Fandango, 22 euro)

7) Polina di Bastien Vives (black Velvet, 19 euro)

8) Adriano Olivetti, di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti (Becco Giallo, 19 euro)

9) Dentro, di Sebas Martin (Comma 22, 10 euro)

10) Materia Oscura, di David Lloyd (Nicola Pesce editore, 12,50 euro)

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Il futuro del fumetto italiano secondo Giacon, Cardinale, Sergi, Favoccia ed altri

pubblicato da Marte in: Speciali Interviste in esclusiva

italy

Quale è lo stato di salute del fumetto italiano?

Ci sono realtà che funzionano, reggono la difficile onda d’urto di una crisi estesa ad ogni settore. Sembra scontato dirlo, ma si respira e si sorride solo dove circola più denaro. Vince e continuerà a vincere chi ha le risorse, chi può permettersi di ingaggiare i migliori, chi può permettersi di sperimentare e raggiungere qualsiasi angolo della nazione. Inutile fare nomi, ma è bene concentrarsi su una questione: il fumetto italiano rischia di ridursi alle proposte di pochi noti. E’ importante trovare una soluzione per coltivare il talento artistico di svariati principianti che meritano di esordire su piazze importanti o meno, portando a casa un risultato concreto e soddisfacente che non deve essere la mera pubblicazione. L’invasione di prodotti esterni dalle Americhe e dall’Asia va a plasmare il gusto del lettore, che viene educato secondo canoni differenti da quel classicismo italiano che ancora si difende bene e lo farà almeno finché la roccaforte dei grandi editori si reggerà in piedi accogliendo venti di novità. Vediamo adesso di dare la parola ad alcuni artisti che a piccoli passi si muovono in un grande mercato dove c’è spazio per il baratto intellettuale. Ecco i nomi di chi è intervenuto per offrire un’opinione sul futuro del fumetto italiano in Italia: Roberto Cardina, Valentino Sergi, Valeria Favoccia / Dorotea Gizzi, Giovanni Carducci e Massimo Giacon.

Nome: Massimo Giacon.
Ultimo fumetto pubblicato: La Quarta Necessità (Rizzoli Lizard)

Risposta: Il futuro del fumetto italiano è identico a quello del fumetto globale, dato che internet ha abbattuto le frontiere, per cui oggi esiste una situazione di mercato impensabile 15 anni fa. Ci sono molti più autori italiani che pubblicano all’estero. In certi casi pubblicano prima all’estero che in Italia, in altri pubblicano solo all’estero. Il fumetto è vivo e vegeto, d’altra parte resta un medium molto personale ed economico, e la produzione attuale è di qualità elevata sia nelle forme popolari che in quelle sperimentali. Il medium fumetto sopravviverà, quel che non sopravviverà, di questi tempi, è l’editoria a fumetti in Italia, questo è il problema di fondo, dato che le produzioni diverse da Bonelli, Disney e Astorina (per citare i tre top di vendita), boccheggiano, e nemmeno i giganti se la passano troppo bene.

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Sondaggio - Quale è il vostro personaggio preferito passato a miglior vita?

pubblicato da Marte in: Speciali

morti

Si dice che nel mondo dei fumetti (soprattutto supereroistici) nessuno muore per sempre.

Da un certo punto di vista l’affermazione è vera, poiché tutti dipendono dalla follia creativa di alcuni autori o editori che pur di superare l’immobilismo delle vendite, si inventano ritorni a sorpresa evitabili. Ci sono più morti viventi in Dc Comics e Marvel Comics che nel mondo devastato di The Walking Dead. Tutti sembrano possedere le sfere del drago per richiamare in vita celebrità sacrificate precocemente e, anche in questo caso, per agitare il popolo dei lettori, coadiuvati da una stampa falsamente interessata alle evoluzioni narrative. Talvolta il ritorno di personaggi dall’oltretomba non sono poi così devastanti. Norman Osborn (il primo Goblin della Marvel) è stato sfruttato in maniera assai intelligente: il Dark Reign è opera sua ed ancora oggi gli autori come Bendis credono che possa scompensare l’equilibrio dell’universo tramite i suoi piani megalomani e schizofrenici. Dall’altra parte hanno provato a uccidere Batman, ma nessuno ci ha creduto fino in fondo. Già dopo pochi mesi dalla sua dipartita Gran Morrison aveva attivato tutte le giuste trame per procurarsi un escamotage per ripescarlo e rilanciarlo proponendocelo con una vivacità tutta nuova, accompagnata da idee rivoluzionarie. Alcuni manga già conclusi ti legano in modo indissolubile ad alcuni protagonisti e ti tolgono la speranza di poterli riabbracciare in futuro. Un esempio su tutti è Hokuto no Ken, dove una percentuale impressionante di attori principali è stata uccisa lasciando nel lettore l’amaro in bocca per diversi anni. Dalla morte di Rei di Nanto in tanti devono ancora riprendersi. Oggi la Marvel Comics con un grande bluff rilancia il nome del Ragno Rosso, ma nel mio cuore lo so: Ben Reilly (il clone di Peter Parker) non tornerà e rimarrà una bellissima leggenda! A questo punto vi invito ad indicare nei commenti il vostro personaggio preferito che riposa ancora in pace e che nessun autore moderno ha ancora deturpato.

I miei tre personaggi defunti preferiti:

1) Ben Reilly (da Spider-Man)

2) Rei di Nanto (da Hokuto no Ke)

3) Johnny Freak (da Dylan Dog)

Speciali Comicsblog - Il rilancio della DC Comics: Le letture indispensabili (parte seconda)

pubblicato da Francesco "Zoroastro" Fusillo in: Usa Supereroi DC Comics Speciali

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Continuano gli speciali che noi di Comicsblog stiamo dedicando all’universo della DC Comics e, soprattutto, all’avvicinamento ai nuovi 52 pubblicati dalla casa editrice newyorkese in quest’autunno “bollente” del fumetto americano!

Oggi, come anticipato la volta scorsa, parleremo di Batman e Superman consigliandovi, come è stato per le varie Crisi, alcune letture fondamentali. Partiamo da Batman: tralasciando le magnifiche opere uscite nel periodo pre-Crisis, quello che ogni lettore del Cavaliere Oscuro deve avere si ferma, essenzialmente, sul rilancio del personaggio operato dal mitico Frank Miller negli anni ottanta. Ovviamente parliamo di Batman: Anno Uno, opera maestosa disegnata da David Mazzuchelli e scritta, appunto, da Frank Miller che, dopo aver dimostrato alla DC che il “suo” Batman era decisamente più seguito di quello visto nell’immediato periodo pre-Crisis, ha ottenuto dalla casa editrice “carta bianca” per poter realizzare quello che, da molti, è considerato il “vero” Uomo Pipistrello. Escludendo gli spin-off su Batman (di cui potremmo parlarne per mesi), per capire come il nostro eroe affronterà Flashpoint ed il reboot della continuity vale la pena di leggere Batman R.I.P. (di Grant Morrison e Tony Daniel) e Il Ritorno di Bruce Wayne che, idealmente, vanno ad allacciarsi al periodo che ci porterà alla “rottura” dell’universo DC…

Ben più complicato è il percorso di Superman: tralasciando tutte le varie pubblicazioni uscite nel corso degli anni duemila (anche se una menzione speciale va fatta per il bellissimo All-Star Superman di Morrison e Frank Quitely, di cui vi consiglio caldamente la lettura), Clark Kent/Kal-El è quello che sicuramente si avvicina più “spaesato” agli avvenimenti di Flashpoint. Certo, il buon Superman ha affrontato un bel po’ di pericoli su New Krypton e il suo “soggiorno”, forzato dagli eventi, si è concluso con l’inizio della saga Superman: Grounded, ma per un eroe del genere ci saremmo aspettati un trattamento decisamente diverso.

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