Cosplay Tips & Tutorial: Mazinkaiser e il Generale Nero - italianissimi campioni del mondo al WCS

Comicsblog intervista Andrea Vesnaver e Massimo Barbera, i ragazzi italiani che ci hanno portato alla conquista del titolo mondiale a Nagoya e che ora ci raccontano come hanno realizzato i propri costumi, oltre a darci qualche prezioso consiglio...



Agosto: le città sono semi deserte, sui social network impazzano foto di spiagge e luoghi di villeggiatura. Salvo un paio di eccezioni, anche gli eventi cosplay sono stati messi in stand-by, almeno fino a settembre. In molti si stanno preparando con impegno e passione per il prossimo Romics, all'inizio di ottobre, dove ogni anno si svolgono le durissime selezioni per il campionato mondiale, il World Cosplay Summit. Stavolta con una responsabilità in più: c'è da tenere alta la bandiera del nostro Paese e conservare il titolo di Campioni del Mondo conquistato a Nagoya una ventina di giorni fa (ve ne abbiamo parlato qui) da Massimo Barbera ed Andrea Vesnaver, ovvero gli specialissimi protagonisti di questo numero della nostra rubrica dedicata al cosplay.

Massimo ed Andrea: chi sono


Benvenuti sulle pagine di Comicblog ragazzi, e complimenti ancora per la meritatissima vittoria! Parliamo un po' di voi: presentatevi ai nostri lettori.

Andrea: Ciao a tutti! Mi chiamo Andrea, conosciuto anche come Re Vega, sono originario di Trieste ma vivo a Padova con mia moglie ed i nostri due bambini (Mattia e Samuele che, alla domanda "cosa ne pensate del vostro papà che si veste da cartone animato?", hanno risposto entusiasti: "E' il miglior papà del mondo!" n.d.r.) Classe 1972, lavoro nel campo dell'impiantistica, mi occupo della parte tecnica e tecnologica di dispositivi elettronici, impianti d'antifurto o di illuminazione a led. Oltre al cosplay nel tempo libero mi dedico alla musica, alla moto ed agli effetti laser. Ho cominciato ad appassionarmi quando mi trovai a studiare degli effetti di luce necessari durante le esibizioni del mio primo gruppo, una tribute band dei Rockets. Poi mi sono man mano impratichito e perfezionato, facendo esperimenti, documentandomi on line... mi capita spesso di collaborare con alcune tribute band dei Pink Floyd, che mi chiedono aiuto con gli effetti di luce laser da usare durante le proprie esibizioni. Le conoscenze acquisite nel campo dei laser alla fine mi sono tornate utili anche nell'ambito del cosplay, sia per l'esibizione di Goldrake vs Mazinkaiser al Romics dello scorso anno, sia per quella del WCS del Mazinkaiser vs Ankoku Daishogun. Purtroppo abbiamo dovuto ridurre all'osso gli effetti laser in Giappone perchè, per una questione di peso ed ingombro, non abbiamo potuto portare lo schermo ed il proiettore telecomandato che avevamo utilizzato al Romics. Tornando alla musica: sono stato per qualche anno il front man degli Screaming Idol, tribute band di Billie Idol, ma recentemente abbiamo abbandonato il progetto. Sembra che - a parte un paio di brani - in Italia nessuno si ricordi di lui.

Massimo: Ciao a tutti anche da parte mia, mi chiamo Massimo aka Maxinga e sono di Torino. Sono del '74, mi sono laureato in ingegneria e lavoro come responsabile di componenti radio ed altoparlanti su cabinati e tir. Come Andrea, anche il mio principale hobby, oltre al cosplay, è la musica. Suono con i Magic Beans, una cover band con un intero repertorio di canzoni pop-rock al femminile, dagli anni '60 ad oggi. Ho anche fatto tanto teatro, per un lungo periodo ho calcato svariati palcoscenici. Ho dovuto sospendere per mancanza di tempo nel periodo della lavorazione delle armature per il WCS, ma adesso che quell'impegno è stato archiviato, penso che ricomincerò. Oltre a questo, mi occupo dell'organizzazione di eventi cosplay e faccio da presentatore durante le gare nell'ambito di alcune fiere del Fumetto (per esempio Torino Comics, n.d.r.) con la Cospa Family, di cui fa parte anche la mia fidanzata, Arianna.

I primi passi nel mondo del cosplay


Come avete scoperto il cosplay, come avete cominciato e come vi siete conosciuti?

A: Nel 2006 decisi di andare a Lucca Comics per vedere I Cavalieri del Re in concerto, e per la prima volta mi trovai circondato da un sacco di persone in costume. Un mondo nuovo e colorato che mi ha subito affascinato ed appassionato: l'anno successivo sono tornato a Lucca indossando l'armatura di Daitarn 3 ed ho vinto il premio per il costume più bello. Poichè non so cucire, e mi piace fare tutto da solo, quasi tutti i miei cosplay sono robottoni. Non sono molti, perchè i tempi di realizzazione sono lunghi e il tempo libero sempre troppo poco (mi dedico al cosplay la sera, a volte fino a notte fonda, nei week-end...)

M:Io sono stato "coinvolto" da un'amica. Aveva in programma di interpretare Sorceress da Masters of the Universe a Lucca nel 2006, e mi propose di fare coppia. Così andai a comprare una macchina da cucire, delle coperte di panno all'Ikea, una vestaglia al mercato...poi ho smontato, ho cucito...ed è venuto fuori il cosplay di Orko. Alla fine però alla Fumettopoli non sono potuto andare, a causa di alcuni impegni imprevisti di lavoro...e la mia prima esibizione pubblica è stata in occasione del decennale di Yamato Shop a Milano. Con Andrea ci siamo conosciuti quello stesso anno sul forum del sito di Giorgia Cosplay e poi, di persona, al Napoli Comicon del 2007. L'ospite, quell'anno, era Go Nagai e... beh, dai, non potevamo mancare! Lui era vestito da Kikaiju Garada, il primo nemico di Mazinga Z, e io da Hiroshi Shiba, il pilota del Jeeg. Da lì abbiamo cominciato a sentirci ogni tanto, visto che oltre al cosplay abbiamo parecchie passioni in comune. Mesi dopo ci siamo ritrovati, casualmente uno davanti all'altro, in coda a Lucca (a volte, il destino...) io vestito da Hiroshi Shiba durante la trasformazione in Jeeg e lui da Daitarn 3. E' nata una bella amicizia, e nel 2009 abbiamo deciso di fare coppia e realizzare, per Cartoomics, io il Gundam ed Andrea lo Zaku, armatura con cui poi ha vinto l'ICC nel 2010 a pari merito con Nadia Baiardi.

I costumi del WCS


Parliamo degli straordinari costumi che vi hanno portato alla vittoria prima al Romics e poi al WCS: come li avete realizzati, in quanto tempo, come vi siete divisi il lavoro (vista la distanza logistica)?

M: Il progetto delle armature di Goldrake e Mazinkaiser che abbiamo portato al Romics lo scorso anno è stato concepito ad ottobre 2009 e piano piano ha preso forma, un pezzettino alla volta. Il Generale Nero invece è nato nell'arco di circa 9-10 mesi: questa volta eravamo in due a lavorare su un costume solo ed avevamo una scadenza da rispettare, quindi abbiamo lavorato a ritmi più serrati. Per arginare il problema della distanza, ci siamo divisi il lavoro in modo da poterlo portare avanti ognuno per conto proprio, ma sempre sotto la direzione di Andrea che di armature se ne intende più di me. Io mi sono occupato principalmente della modellizzazione, di stuccare e scartavetrare; Andrea invece si è fatto carico della resinatura, delle luci... Lo scorso anno le vacanze estive le abbiamo trascorse interamente in garage! (Trovate qui le foto del w.i.p. di Goldrake/Grandizer, mentre qui ci sono quelle del w.i.p. di Mazinkaiser)

A: Della nostra esibizione al Romics sono particolarmente soddisfatto, ci abbiamo lavorato molto. Una cosa di cui molti cosplayers italiani non tengono conto è l'importanza dell'esibizione. Nel nostro Paese si fa tanto cos ma poco play. Invece la parte di interpretazione sul palco è fondamentale: non basta indossare un bel costume, bisogna interpretare il personaggio nel modo giusto. I combattimenti devono essere realistici e ben coreografati, non basta fare finta. I dialoghi vanno imparati a memoria, il labiale è importante. I movimenti devono essere fluidi...non ci si può ridurre a provare un'ora prima di salire sul palco! E le scenette dovrebbero essere ben strutturate, con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Per la nostra esibizione abbiamo giocato con l'ironia. In realtà Goldrake e il Mazinkaiser non si sono mai affrontati nell'anime, quindi abbiamo provato ad immaginare come avrebbe potuto andare il loro incontro. Ed abbiamo avuto la fortuna di avere come doppiatore Giorgio Locuratolo che - oltre ad essere la voce originale italiana di Alcor - presta la voce anche ad attori del calibro di David Hasselhoff. Peccato non essere riusciti a coinvolgere anche Romano Malaspina. Gli ho telefonato due volte, ma non sono riuscito a convincerlo a partecipare al progetto. Sarebbe stato il massimo!


M:

Abbiamo cominciato da zero, dai disegni. Per capire le dimensioni abbiamo sovrapposto la foto della persona al disegno del mecha. Per misure ed ingombo di ogni singolo pezzo, abbiamo costruito degli scheletri in fil di ferro e cartoni della pizza, che sono un ottimo materiale per creare modelli: hanno un'ottima consistenza e sono facili da piegare (da qui il nome RoboticPizza scelto dal duo per la competizione giapponese: in alcune parti delle armature, dei pezzi di cartone della pizza ci sono ancora! n.d.r.) Poi siamo passati al polistirene ed agli stampi per la resina. Alcune parti, come le mani e la pancia del Mazinkaiser, sono in materassino rivestito in neoprene (il materiale delle tute da sub). Sono in materassino e neoprene anche i quadricipiti e parte delle braccia del Generale Nero. Secondo i nostri piani avrebbero dovuto essere in gommapiuma ricoperta di lattice, ma poi ci siamo resi conto che sarebbero stati troppo pesanti (uno dei punti del regolamentp del WCS impone un limite massimo di 40kg di peso per i costumi di ciascuna coppia in gara) perchè la gommapiuma assorbe e per ottenere una superficie liscia avremmo dovuto dare 5 o 6 strati di lattice. Li abbiamo rifatti in pochissimo tempo in materassino con l'aiuto di Arianna, che mi è stata anche di enorme supporto morale nei momenti di sclero!

A: Soprattutto in Giappone, vanno per la maggiore Gundam ed Evangelion, ma eravamo decisi a fare un tributo a Go Nagai, senza preoccuparci troppo di quanto i personaggi fossero noti al pubblico. Il Mazinkaiser lo conoscono in pochi e il Generale Nero in molti non sanno nemmeno chi sia.

M: E poi volevamo portare dei costumi che oltre ad essere belli avessero per noi un significato. Indossare i panni ed interpretare un personaggio che si ama, è molto più divertente e dà molta più soddisfazione.

Certo che dei costumi del genere non sono alla portata di tutti...

M: Ma, guarda, forse proprio di tutti no - anche perchè i materiali non ci sono costati poco - però sono convinto che se si è disposti ad investire tanto tempo, impegno, passione, pazienza e fatica, alla fine si può fare. Però per delle armature del genere è necessario avere a disposizione uno spazio aperto dove lavorare, perchè la vetroresina puzza terribilmente e non fa decisamente bene respirarne le esalazioni.

A: Tra l'altro c'è da dire che, se dovessimo rifarli da capo o realizzare un altro mecha adesso, ci metteremmo molto meno tempo perchè abbiamo imparato molto durante la gestazione di questo progetto. Lavorando e sperimentando si migliorano le tecniche e si imparano a fare cose nuove. Per esempio: il mio Daitarn era tutto realizzato in forex da 5mm...pesantissimo! Il Generale Nero, che misura 2 metri e 60 in altezza, completo di luci ed effetti speciali pesa meno di 20 Kg in totale. Ho lavorato molto per alleggerirlo il più possibile. Molti pezzi sono stati buttati via e rifatti, le armi sono state scarnificate e nuovamente rivestite (infatti non mi soddisfano del tutto, potendo le rifarei). Usavo una bilancia di precisione e ogni volta che riuscivo a togliere anche solo 30 grammi era una festa. E anche se può non sembrare, è molto comodo da indossare perchè tutta la parte di testa-busto-braccia è un pezzo unico che poggia sulle spalle, è ben bilanciato ed è facile da sfilare. Spalle e gomiti sono articolati con un sistema di tubi in modo che possano seguire in modo abbastanza fluido e naturale i movimenti delle nostre braccia, che si inseriscono in quelle dei robot all'altezza del polso. Insomma: un misto fra delle marionette e dei pupazzi del Muppet Show!


Anche le corna sono state rifatte da capo. Le avevo realizzate in resina, ma risultavano eccessivamente pesanti. Perciò ho preparato una sagoma (due pezzi di cartone piatti intersecati al centro) rinforzata con del fil di ferro per dare maggiore resistenza soprattutto alle punte, l'ho riempita di schiuma poliuretanica e poi, una volta asciutta, ho tagliato e scartavetrato. Sulla superficice ho incollato degli anelli di materassino, lavorati con un saldatore per dare l'effetto delle venature e infine ho steso uno strato di resina per irrigidire, ed uno di lattice come base per il colore, un semplice acrilico oro spray. Volevo che avessero un aspetto più simile a delle corna da bestia, piuttosto che corna robotiche. Anche la Maschera del Generale è stata leggermente umanizzata. Mi piaceva l'idea che somigliasse più ad un orco diabolico più che a un robot, una sorta di mutante. Naturalmente sono stati cambiamenti minimi, perchè non potevo discostarmi troppo dall'originale. La colorazione delle parti grosse delle armature è stata fatta a forno presso un carrozziere che conosco e che mi ha permesso di utilizzare i suoi macchinari.

Per la faccia del Generale, quella che ha sul petto, il progetto iniziale prevedeva di lasciare una "finestra" nell'armatura dalla quale spuntasse il mio volto, truccato. Poi però abbiamo pensato che si sarebbe visto troppo il buco, visto che il Mazinkaiser durante l'esibizione mi infilza proprio lì e naturalmente avrei dovuto spostare la faccia. Così ho realizzato una maschera in lattice con le mie fattezze adeguatamente invecchiate. E' stata una strana esperienza...era come guardare allo specchio una versione di me stesso fra qualche decina di anni. Non avevo mai fatto nulla del genere prima, quindi ho seguito i tutorial di Francesco Sanseverino. Ho fatto un calco del mio volto, ne ho ricavato una copia in gesso sulla quale poi ho modellato con la plastilina le borse sotto gli occhi, le rughe e i segni dell'invecchiamento. E alla fine sono passato al lattice ed alla colorazione. Baffi, sopracciglia e capelli sono stati ricavati da una vecchia parrucca.


L'esperienza in Giappone

A parte la tensione e le emozioni della gara, ci raccontate qualcosa dell'esperienza a Nagoya?

A:Tensione neanche tanta. Sono molto ben organizzati e molto bravi a non fartela sentire, almeno fino al momento delle prove generali. Per tutta la settimana precedente alla finale, il programma è così fitto di impegni che la competizione passa decisamente in secondo piano. Ci si diverte, si fa amicizia con gli altri team, ci si scambiano consigli... Ce lo aveva detto chi ha partecipato prima di noi, negli scorsi anni, ma finchè non l'ho provato in prima persona non l'ho capito. Il WCS è soprattutto divertimento e scambio culturale con i cosplayers delle altre nazioni. La gara è secondaria. Siamo stati benissimo ed è davvero difficile, una volta rientrati, tornare alla realtà della vita di tutti i giorni. Non mi sono ancora ripreso!

M: L'esperienza al WCS è stata sorprendente, esaltante, inaspettata e mi ha regalato molto in termini di rapporti umani. Dall'altra parte è stata un susseguirsi di appuntamenti l'uno dietro l'altro (per tutta la durata del summit) che hanno richiesto un impegno costante ed alla fine ne sono uscito molto felice ma veramente stanco! A proposito dell'esperienza WCS, vorrei lasciare un messaggio agli amici cosplayer che tenteranno la qualificazione: se non siete disposti a faticare, resistere e fare sacrifici, non fatelo; se pensate di non riuscire a rendere sotto pressione e risolvere problemi in breve tempo, non fatelo; se quando siete stanchi e ci sono impegni da rispettare vi sedete e dite "basta", non fatelo. Se volete vivere la più grande esperienza da cosplayer e probabilmente della vostra vista, siate disposti a fare quanto detto prima: sarete felici e ne uscirete arricchiti!

Se l'Italia non fosse stata fra i partecipanti e voi foste stati in giuria anzichè sul palco, chi avreste premiato?

A: Forse l'Indonesia, che ha fatto una bellissima esibizione e mi è dispiaciuto molto non abbia ricevuto neanche un premio. Ho pensato fino all'ultimo che, insieme a Stati Uniti e Thailandia, i ragazzi indonesiani fossero gli avversari più temibili. Per il resto sono abbastanza concorde con le valutazioni della giuria.

M: Onestamente mi sono abbastanza stupito che ai rappresentanti dell'Indonesia non sia stata assegnata neanche una menzione speciale: gli amici del Banana team (così li chiamo perché li ho conosciuti inizialmente tramite un video che hanno pubblicato in cui cantavano "Barbara Ann" in versione "Banana", in stile minions) hanno portato un'esibizione originale, piena di colpi di scena e ben coordinata. Alcune loro trovate mi hanno proprio fatto dire "WOW"!

Insieme ai rappresentanti di Cina e Brasile, siete stati scelti per incontrare il Vice Ministro Giapponese agli Affari Esteri. Come mai proprio voi?

A: Ci è stato riferito che siamo stati scelti anche per via dell'età. Eravamo i più 'vecchi' fra i partecipanti al WCS e pare che l'organizzazione volesse dimostrare che non solo sono i ragazzini a dedicarsi a questo hobby, ma che ci sono cosplayer di valore anche fra i più "senior". Inoltre, fattura dei costumi a parte, secondo me abbiamo fatto colpo sui giapponesi anche per la grande sintonia che c'è fra noi. Siamo un duo molto affiatato... anche quando si tratta di non prendersi troppo sul serio e di divertirsi facendo i cretini.


Il cosplay nel nostro Paese

Cosa pensate del mondo del cosplay in Italia? Sono tutte rose e fiori o c'è qualcosa che vi infastidisce o che cambiereste?

M: In Italia il mondo del cosplay è vissuto sotto tantissime sfaccettature e questo è un bene. Ultimamente si sta diffondendo tantissimo la pratica di invitare cosplayers a manifestazioni o organizzare competizioni/gare ad hoc perché... il cosplay piace! Spero che piano piano tutte le manifestazioni (alcune lo fanno già) prendano la coscienza del cosplayer come "artista" e non solo "attrattiva" e lo trattino di conseguenza.
Per quanto riuarda i cosplayers, mi piacerebbe che tutti vivessero il proprio hobby in modo più rilassato: ciascuno è libero di viverlo come vuole ed al livello che vuole.

A: Alla luce dell'esperienza appena fatta, comincio a valutare in maniera differente un po' tutto l'ambiente del cosplay. Proprio in questi giorni sto portando avanti via internet, con alcuni altri partecipanti del WCS, un'interessantissima disquisizione tecnica su materiali e metodi differenti. Io sto spiegando loro come realizzare parti d'armatura in vetroresina; loro mi stanno illustrando la tecnica per realizzarle in gomma EVA rivestita di stoffa vinile. Soprattutto in oriente, è il metodo che va per la maggiore. Quest'esempio per dire che all'estero c'è grande trasparenza su chi fa le cose e chi se le fa fare da altri, su come vengono fatte. Qui si tende a conservare i propri "segreti di pulcinella", a non rivelare i 'trucchi del mestiere' o a dichiarare di aver fatto da soli abiti che invece sono stati commissionati ad amici. E non ne capisco il perchè. Ci vorrebbero un po' più di umiltà e di sincerità da parte di tutti, nascerebbero molte meno polemiche. Da quando ho iniziato a frequentare le fiere anche in veste di giurato, ho notato quanto non sia affatto vera la storia dei complotti e delle giurie corrotte che fanno vincere sempre i soliti. Forse, piuttosto, c'è qualcuno che non riesce ad accettare i propri limiti. Però devo ammettere che è molto difficile dare un giudizio nel poco tempo che si ha a disposizione. Si può guardare ciascun costume sul palco per pochi momenti...è facile che sfugga qualche particolare o che, nella moltitudine di nomi e personaggi, ci si dimentichi di qualcuno al momento di tirare le somme. E magari col senno di poi, guardando le foto della gara, ci si pente delle decisioni prese. In ogni caso è sempre molto difficile arrivare ad un giudizio unanime fra i giudici.

Molti vedono il cosplay puramente come un divertimento. Altri lo vivono in modo più agonistico. Non biasimo nè gli uni nè gli altri. Personalmente a me piace la sfida: arrivo, partecipo alla gara e poi mi cambio. Visti anche i costumi poco pratici da portare in giro che ho realizzato fin'ora, non sono il tipo da fare cosplay per socializzare. In birreria con gli altri ci vado volentieri, ma in borghese dopo la gara. Non sono nemmeno il tipo che sta in costume tutto il giorno per cercare la location adatta per uno shooting fotografico (anche perchè nel caso dei robottoni, che dovrebbero essere alti ben più dei palazzi, trovare una location adatta e realistica è un po' impossibile). In tutti i casi, dovremmo prendere esempio dagli stranieri e dedicare maggiore impegno all'esibizione sul palco. Scenografie e recitazione, come detto prima.

Per il resto... gli organizzatori delle fiere del fumetto italiane dovrebbero cercare di migliorare i servizi e l'organizzazione. In fondo i cosplayer sono l'attrazione delle fiere. Forniscono uno spettacolo gratis, anzi: pagando! Sarebbe giusto che, quanto meno, si cercasse di mettere a loro disposizione degli spazi adatti per cambiarsi, si cercasse di facilitarli permettendo a chi trasporta cose molto ingombranti di arrivare con l'auto fino all'ingresso per scaricare...

Progetti per il futuro?
A:
Per il momento ho in progetto solo di riposarmi. Ho dei lavori arretrati da finire, il garage è ancora tutto da sistemare, ci sono pezzi di robot ovunque. Fra qualche anno, magari, se trovassimo i personaggi adatti, mi piacerebbe partecipare a qualche gara in coppia con mio figlio, quando avrà l'età adatta e soltanto se sarà lui a chiedermelo. Oppure provare a partecipare in singolo all'ECG (acronimo di European Cosplay Gathering, sostanzialmente il campionato europeo, n.d.r.). Vedremo...

M: A parte gli impegni con la Cospa Family, credo che per un po' mi prenderò una pausa dal cosplay. Con la vittoria al WCS mi sento arrivato alla fine di un persorso: più in là non si può andare. Onestamente, penso che l'esperienza sia stata assolutamente bellissima ed indimenticabile, ma non mi interesserebbe farla una seconda volta. Non avrebbe lo stesso 'sapore'.

Grazie infinite ragazzi per la vostra disponibilità, e grazie anche per le emozioni che la vostra vittoria ci ha regalato! Ancora congratulazioni e un grandissimo in bocca al lupo per il futuro!

Salvo ove differentemente indicato, tutte le foto provengono dai profili di Andrea e Massimo su Facebook o dalla loro pagina Roboticpizza Team Italy.Tutti i diritti sono riservati ai rispettivi autori degli scatti.

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