Snack Time - John Doe 6 - 4° stagione

robin

Soggetto&Sceneggiatura: La nuova serie di John Doe sta crescendo meglio del previsto. Il sesto numero sceneggiato da Lorenzo Bartoli non è solo uno delle prove più riuscite di questo artista, ma forse una delle storie meglio raccontate di tutte le stagioni fino ad oggi proposte. Una narrazione pulita, lineare, coinvolgente e profonda per un soggetto non facile da organizzare poiché utile a risolvere situazioni portanti. Bartoli esplora con saggezza e delicatezza presente, passato e futuro del personaggio Robin, lo smonta e lo rimonta, ne costruisce una figura nuova che merita uno spazio a parte, lontano da un John Doe sempre più solo e costretto a diventare sempre più cinico e diffidente. Una nuova vita prende forma dal dona che il protagonista concede ad una donna speciale, premiandola e sollevandola da un sacrificio immenso. Probabilmente lo sceneggiatore vuole svelare al pubblico l'esistenza di una valvola di salvezza per il caro John, finito su un teatro troppo grande da governare. Tre tavole riassumono la magia totale di questo numero sei e tutte vedono una Robin su un letto in “situazioni” diverse. Queste simboleggiano lo stato d'animo della donna e la sua forza di volontà, soggetta a compiere scelte difficili pur di realizzare se stessa. La comparsa di Tempo è la ciliegina sulla torta finale, poiché contribuisce a sviluppare la trama in maniera imprevedibile.

Disegni: Luca Maresca ha tolto le parole a tutti i lettori. Difficile trovare qualcuno con il coraggio di bocciare il lavoro di un disegnatore straordinario e che gli sceneggiatori stessi elogiano, senza trattenersi, nei contenuti speciali a fine albo. Loro lo considerano un artista “veloce e molto curato”, ed in grado di consegnare “tavole perfette, precise, adatte alla storia”. Non servono altre parole per commentare un lavoro che ti rimane negli occhi ed anche nel cuore. Ogni disegno di Maresca è epico, poetico, sensuale e nostalgico. Anche l'interpretazione della storia di Davide De Cubellis non è da sottovalutare, poiché la cover ha un sapore strano e toccante: un piccolo dipinto dalle tonalità dark che esalta la spiritualità dei personaggi e tutto il dramma interiore di una Robin a Pezzi (questo il titolo dell'albo).

Voto: 7,5

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