Intervista esclusiva a Marco Schiavone, direttore editoriale di J-Pop e CEO di Edizioni BD

JPop Manga festeggia 5 anni

Comicsblog intervista Marco Schiavone, CEO di Edizioni BD e direttore editoriale di JPop, ad oggi una delle realtà più dinamiche e apprezzate in Italia nel settore dei manga per titoli, qualità delle edizioni e rapporto con il pubblico, che quest'anno festeggia i suoi primi 5 anni di attività.

Benvenuto su Comicsblog, Marco. Come nasce la tua passione per i manga e la voglia di essere uno dei protagonisti del settore in Italia?

Ciao a tutti i lettori di Comicsblog. Sono da sempre un grande, vorace lettori di fumetti. Mi sono avvicinato al mondo giapponese da bambino, con le creazioni di Go Nagai e Tatsunoko, e poi da grandicello, con Hokuto no Ken e Video Girl Ai. In seguito, quando ho iniziato a fare fumetti come lavoro, ho potuto contare su alcune persone molto preparate che mi hanno permesso di iniziare a pubblicare manga.

Quali sono i tuoi generi e i tuoi autori preferiti?

Ah, dunque. Questa è sempre una domanda difficilissima. Se anche ormai per età dovrei affidarmi ai seinen, devo dire che non sono rari gli shonen che mi appassionano parecchio. Al momento leggo con grande avidità le bozze dei nostri Until Death Do Us Part, Shin Angyo Onshi, Sun Ken Rock, Defense Devil e Wolf Guy. Per quanto riguarda le uscite degli altri editori, non mi perdo Bakuman e Billy Bat.

Di quanti collaboratori si compone lo staff di JPop?

Abbiamo un nucleo “centrale” di 5 persone cui si affiancano tanti grafici e traduttori che collaborano con noi. Credo che la produzione di ogni mese comprenda l'attività di circa trenta persone.

Manga JPop

Come scegliete i titoli da pubblicare? Si propone, si vota per alzata di mano, oppure pensi da solo alle opere che ritieni più adatte?

Un po' un mix di tutto quanto. Mentre ti scrivo questa mail abbiamo appena concluso una bella riunione allargata a sei persone in cui abbiamo discusso dei titoli più interessanti, esaminando assieme qualche centinaio di tankobon, tra i quali abbiamo scelto alcuni titoli che proveremo a prendere in tutti i modi, altri che vogliamo tenere sott'occhio, ed altri ancora che lasceremo volentieri alla nostra distinta concorrenza... Ma ci sono casi in cui una forte convinzione mia, o di uno dei miei più stretti collaboratori, fa sì che si proceda rapidamente verso un'offerta, senza troppi filtri intermedi.

Come avviene solitamente la procedura di acquisto dei titoli in Giappone? Contatti l'editore, fai un'offerta, si partecipa a delle aste? Si sente spesso dagli addetti ai lavori che gli editori giapponesi sono piuttosto “schizzinosi” e selettivi nella scelta dei loro partner esteri...

Credo che gli editori giapponesi tendano a lavorare ognuno con i pochi soggetti che ritiene affidabili perché essendo lontani ogni diatriba o vertenza sarebbe molto costosa da seguire. Ed è indubbio che nella pur piccola storia dell'editoria italiana vi sono stati diversi casi di personaggi, diciamo creativi, che ai pagamenti puntuali preferivano le favole. Per quanto riguarda le aste, queste sono rare, poiché difficilmente l'editore giapponese decide soltanto in base al denaro offerto, come invece succede più frequentemente con gli editori americani. La situazione economica attuale fa sì comunque che un'offerta generosa da un editore poco conosciuto oggi venga comunque presa in considerazione, mentre poco tempo fa, ricordo i nostri inizi, non veniva neanche raccolta.

Apparentemente il nostro piccolo mercato sembrerebbe saturo di proposte ed editori, eppure, quasi ciclicamente nascono nuove realtà editoriali che attingono al serbatoio di manga giapponesi, manhwa coreani e, anche se in minor misura, perfino ai manhua cinesi... Da una parte, quindi, gli editori lamentano la crisi delle vendite, dall’altra si è creata una situazione anomala in cui l’offerta è maggiore della domanda. Nonostante questo, i prezzi delle pubblicazioni rimangono alti. Cosa succede nel mercato e come deve organizzarsi un editore per rimanere competitivo?

La situazione è molto anomala e ricorda per certi versi il mercato delle librerie di varia: all'abbassarsi della domanda, gli editori moltiplicano la loro offerta, sia per intercettare comunque un lettore interessato, sia per sostenere il loro fatturato, seppure con un numero di copie vendute a titolo più basso. Questo genera parecchi problemi: se tre anni fa, per esempio, vendevo 3000 copie a titolo per dieci titoli, e oggi per vendere 30.000 copie devo fare uscire venti titoli, questo vuol dire che il fatturato è più o meno lo stesso, ma il margine è azzerato e si sta lavorando a margine basso o nullo, con grossi rischi per tutti i fornitori. Non aiuta inoltre una fase di stagnazione che rende impossibile aumentare i prezzi dei volumetti (così come le tariffe di molti collaboratori). Oggi rispetto al 2006 la benzina costa il 20% in più, e aumenti simili hanno avuto il caffè al bar, o i quotidiani. E la carta per stampare i nostri volumetti, i cui prezzi però sono rimasti invariati, perché ci rendiamo conto che già così i nostri lettori fanno fatica a potersi permettere tutto quello che vogliono leggere.

Saint Seiya Next Dimension

Saint Seiya Next Dimension: un vero pezzo grosso (tra l’altro, complimenti per l’edizione)! E’ stato difficile convincere Akita Shoten di essere il miglior editore italiano possibile per il titolo, superando la concorrenza, per esempio, di Star Comics o Panini, che contano nel proprio catalogo i restanti manga del franchise, uno dei più importanti nel panorama nipponico?

Ehm, sì...

A proposito di Next Dimension, avete già una data per il terzo volume?

Ehm, no...

Quando si parla di “materiali” inviati dal Giappone, in concreto di cosa si tratta? Di tankobon da “squartare” e scansionare in casa, di tankobon già “squartati”, di materiale già scansionato in Giappone e inviato su CD, copie dei file originali dello stesso autore (in caso questo lavori al PC)? Se le opzioni sono tutte previste, quale di queste è la più frequente?

Di solito ci vengono proposti i materiali di stampa archiviati dal tipografo giapponese. Questi a volte sono compressi, immaginiamo per motivi di spazio, perdendo qualità rispetto all'edizione originale. Quando non siamo sicuri di questa qualità, o quando ci viene chiesto di pagare un prezzo sproporzionato, preferiamo operare con le scansioni dei volumetti originali, perché questo ci consente poi di operare direttamente e lavorare i files per ottenere il miglior risultato possibile. A volte questo non ci viene consentito e siamo obbligati a usare i materiali originali, anche quando questi non sono buoni.

Nel caso in cui i materiali inviati dall’editore giapponese non siano della qualità ottimale, un editore italiano è nelle condizioni di pretenderne di migliori? Riesce ad imporsi? Lo chiedo perché talvolta ho sentito rispondere anche da JPop, in casi limite come per esempio Taitei no ken #4 e #5, che “Dal Giappone ci hanno mandato materiali di pessima qualità”.

Dipende spesso dal tipo di rapporto che si è instaurato, dalla confidenza costruita e dalla strategicità del rapporto tra i due partner. Il fatto è che spesso quello che si riceve è l'unica versione possibile dei materiali, non ve ne sono altri di qualità migliore che possono essere inviati successivamente. Per cui si può chiedere di fare più attenzione, ma difficilmente si riesce a salvare la situazione.

JPop Manga

Quante copie deve vendere un titolo in Italia per essere considerato un “successo editoriale”? A questo proposito, quali sono i titoli del vostro catalogo che attualmente hanno ricevuto dal pubblico un'accoglienza più immediata e/o favorevole?

Quando ho iniziato a costruire JPop il mio distributore mi aveva dato 3000 copie come barriera da superare per rendere un titolo soddisfacente dal punto di vista commerciale. Credo che questa cifra si sia forzatamente abbassata, per tutti. Dei nostri titoli in corso, direi che Defense Devil e Saint Seiya Next Dimension sono quelli che godono del pubblico più ampio, dietro di loro ci sono Haruhi Suzumiya, Full Metal Panic, Cyborg 009, Wolf Guy, Sun Ken Rock, Zelda e subito dietro Attack No.1, The Climber, Loveless e Nabari.

Ci sveli almeno qualcuno dei nuovi titoli che vedremo nell'immediato?

Per l'autunno siamo molto felici di stare lavorando alla nostra migliore edizione possibile di Hetalia Axis Powers e Toradora, due titoli che la redazione ama da impazzire. Credo che questo sia importante, e che il lettore si accorga della passione (o mancanza di) che ha l'editore di una serie.

Kazuhiro Fujita, un grande autore piuttosto sfortunato per quanto riguarda le edizioni italiane dei suoi manga, almeno fino a qualche anno fa. Possiamo infatti considerare Moonlight Act la prima buona edizione di una sua serie dopo quelle non proprio “esaltanti”, per usare un eufemismo, di Ushio e Tora e Karakuri Circus. A proposito di quest’ultima serie, riuscirete a proporcela, finalmente?

No. Non nel breve periodo. Per Fujita forse vale il detto della donna dalle belle ciglia, che tutti vogliono ma che nessuno piglia... Mentirei se ti dicessi che non avevamo aspettative migliori sull'accoglienza riservata a Moonlight Act dai lettori italiani.

Una domanda suggerita da un amico, ma che sicuramente può interessare molti, me compreso: talvolta i capitoli dei manga sono pubblicati su rivista con delle pagine a colori, ma non è automatico che queste, specie se poche, compaiano anche nella versione tankobon. E’ possibile richiedere per le edizioni estere – nel nostro caso quelle italiane, ovviamente – di avere la versione a colori apparsa su rivista di quelle tavole invece che quella in scala di grigio pubblicata in tankobon?

Noi facciamo spesso queste richieste, e non sempre vengono soddisfatte. La sensazione è che parte di questi lavori vengano persi per strada, quando anche in Giappone viene scelto di stampare su tankobon l'immagine in toni di grigio, e poi sono sempre i materiali del tankobon originali che vengono inviati all'estero.

Moonlight Act

A fine maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, JPop e Edizioni BD hanno annunciato un’applicazione per la distribuzione digitale a pagamento di manga e testi su dispositivi portatili come iPad, iPhone, iPod touch. Ci sono novità in tal senso?

Siamo un po' in ritardo sulla nostra tabella di marcia (che sorpresa!), spero di potere avere in autunno l'applicazione pronta con un catalogo di titoli da leggere ai prezzi più bassi possibili.

Proprio in riferimento a questo argomento, pensi che la via dell'abbandono della carta come supporto per la lettura sia già segnata? Non si rischia, invece, di dare ancora maggior impulso alla pirateria? Mi spiego meglio: mettendo da parte l'ovvio fattore legale, qual è il valore aggiunto di un'edizione a pagamento tradotta ufficialmente rispetto a quella comunque immateriale, praticamente “usa e getta”, degli scanlator navigati, che probabilmente riescono a renderla disponibile anche più rapidamente?

Se mettiamo da parte l'ovvio fattore legale, anche acquistare un'auto da un concessionario ha poco valore aggiunto rispetto a rubarne una in mezzo a una strada... ed è anche più noioso. Scherzi a parte, la mia idea è che l'edizione digitale possa essere un ottimo sistema per provare titoli da acquistare poi cartacei quando convinti della bontà degli stessi. Quindi per chi è indeciso credo sia meglio spendere pochi centesimi e provare a leggere un fumetto tradotto correttamente e con le grafiche adattate da professionisti. A me capita spesso di guardare scan di serie non ancora edite, per cercare di capire meglio di cosa parlano mentre aspetto che qualche mio traduttore mi prepari una scheda e un riassunto. Ho usato “guardare” appositamente, perché a volte quello che leggo non ha molto senso, per cui aspetto poi di capire meglio quanto mi risulta nell'immediato totalmente sconclusionato. Per quanto vi sia innegabile passione dietro molte scan, mi chiedo quanti lettori non abbiano mai preso in considerazione alcune serie solo perché passati prima da scan approssimative...

Ringraziamo Marco Schiavone per la gentilezza, l'attenzione e la rapidità con cui ci ha concesso, nonostante i mille impegni, l’intervista che avete appena letto. Contiamo però di riaverlo presto ospite tra le nostre pagine per approfondire alcuni argomenti e intanto auguriamo buon lavoro a lui e a tutto lo staff di JPop.

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