Intervista esclusiva a Paolo Gattone : il direttore editoriale di GOEN ci svela in anteprima alcuni titoli!

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Oggi vi proponiamo un'intervista esclusiva a Paolo Gattone, direttore editoriale di GOEN, che in anteprima ci rivela i primi titoli della VAMPIRE COLLECTION e la miniserie di Yoshihisa Tagami (Grey, Horobi) in arrivo per la sua giovane ma promettente etichetta manga e manhwa. Buona lettura!

Benvenuto su Comicsblog, Paolo. Rock'n Comics, Flashbook, JPop, e ora GOEN. Come nasce la tua passione per i manga e la voglia di essere uno dei protagonisti del settore in Italia?

Innanzitutto un grazie a te e un saluto ai lettori di Comicsblog. La mia passione per il mondo dei manga nasce, come per molti altri della mia generazione, dalla visione dei cartoni animati giapponesi nei mitici anni 80. Da giovane ero un vero divoratore di anime e ho guardato pressoché tutto quello che veniva trasmesso nelle reti private e nazionali che l'antenna condominiale riusciva a captare. Quando nel 1991 un mio compagno di liceo mi face conoscere MANGAZINE in versione fanzine fu vero amore e un intero universo si aprì ai miei occhi. Le pubblicazioni di Granata Press, i primi VHS di Yamato, le prime Lucca Comics, fanno parte di un bagaglio che mi ha portato a collaborare con una tonnellata di casa editrici in Italia, Giappone, Francia, USA e Corea...! La voglia di fare della mia passione un lavoro fu quasi istantanea, per questo iniziai l'avventura LODOSS Magazine (sembra passato un secolo), prima in versione fanzine fotocopiata e poi in versione rivista, da fumetteria e da edicola. Contando su quella prima esperienza e un po' di faccia tosta conobbi i primi operatori di mercato e da lì iniziò l'avventura.

Quali sono i tuoi generi e i tuoi autori preferiti?

Difficile rispondere, primo perché sono un lettore abbastanza onnivoro, poi perché i miei gusti sono cambiati molto negli anni. Il mio amore più forte rimane Ken il guerriero, ma non posso dimenticare le emozioni che mi hanno dato Devilman, 2001 Nights, Video Girl Ai, Maison Ikkoku, Berserk, L'immortale (che ebbi il piacere di pubblicare ai tempi di Comic Art: un aneddoto curioso riguarda il titolo, che io stesso suggerii a Rinaldo Traini. Siccome in quel periodo ero grande fan di “Highlander” e il titolo originale si prestava, mi piacque l'idea di chiamare la serie “L'immortale”). Oggi, certo, la mia attenzione di lettore è più rivolta a titoli adulti come le opere di Taniguchi, Vinland Saga, i titoli di Inio Asano. Senza dimenticare i classici sempreverdi di autori immortali: Tezuka sensei, Matsumoto sensei, Ikeda sensei.

Di quanti collaboratori si compone il tuo staff in GOEN?

A oggi siamo una dozzina, ma il parco testate aumenterà, per cui lo staff è in continuo ampliamento, come testimoniano anche i messaggi di “reclutamento” che diffondiamo sulla nostra pagina Facebook (che proprio in questi giorni festeggia i primi 1000 fan!).

titoli GOEN

Come scegliete i titoli da pubblicare? Qualcuno propone, si vota per alzata di mano, oppure pensi da solo alle opere che ritieni più adatte?

Prepariamo un'urna ricolma di bigliettini con i nomi titoli e poi estraiamo a sorte (!). No, dai, scherzo... I meccanismi per la scelta dei titoli sono vari. E non è che li posso svelare tutti, altrimenti mi rubano il mestiere! In generale cerchiamo di dare grande coerenza alle nostre collane, per cui prima di tutto scremiamo per scegliere, per esempio, tutta una serie di titoli adatti per la CLASSIC GO!, la SHONEN GO! ecc. Ogni serie è inserita poi in una “collection”, che deve avere delle caratteristiche di coerenza e continuità (come la VAMPIRE COLLECTION di prossima pubblicazione). Quando abbiamo un pool di titoli li esaminiamo, considerando se esiste un'animazione in tv, la casa editrice di appartenenza, il valore dell'opera, l'importanza dell'autore. Alla fine, fatte le debite considerazioni, si procede all'invio dell'offerta ai partner giapponesi.

Come avviene solitamente la procedura di acquisto dei titoli in Giappone? Contatti l'editore, fai un'offerta, si partecipa a delle aste? Si sente spesso dagli addetti ai lavori che gli editori giapponesi sono piuttosto “schizzinosi” e selettivi nella scelta dei loro partner esteri...

Eh, ma questa è una domanda da un milione di euro! Partiamo dal presupposto che non è facile trattare con i giapponesi. Con loro valgono criteri di anzianità e fiducia. Bisogna avere una lunga militanza nel campo e proiettare un'immagine di grande solidità aziendale per poter lavorare con loro. Questa fiducia, però, viene ripagata con il tempo da un rapporto molto forte, che, per esempio, con GOEN ci ha permesso di bruciare le tappe, arrivando in soli sei mesi di pubblicazione a lavorare con alcune delle più prestigiose case editrici giapponesi, e a pubblicare grandissimi autori, come Osamu Tezuka, Yumiko Igarashi, Riyoko Ikeda. Per acquistare un titolo devi sapere a chi chiedere (alla casa editrice, a un agente che fa da intermediario, a volte all'autore stesso), poi devi intavolare una trattativa composta da mille sfumature, non solo dall'offerta in sé e per sé. Ci sono editori che raccolgono offerte, raramente qualche asta, altri che ti affidano un autore o una serie perché ritengono il tuo parco testate adatto o perché sei in grado di garantire una certa qualità di edizione. Per tutta una serie di motivi, GOEN è oggi considerata molto positivamente dai partner asiatici e questo ci riempie d'orgoglio, perché presto avremo accesso anche alle più blasonate case editrici giapponesi. Una piccola anticipazione? Presto in nostri primi titoli da Kadokawa Shoten, Shogakukan, e...

Apparentemente il nostro piccolo mercato sembrerebbe saturo di proposte ed editori, eppure, quasi ciclicamente nascono nuove realtà editoriali che attingono al serbatoio di manga giapponesi, manhwa coreani e, anche se in minor misura, perfino ai manhua cinesi... Da una parte, quindi, gli editori lamentano la crisi delle vendite, dall’altra si è creata una situazione anomala in cui l’offerta è maggiore della domanda. Nonostante questo, i prezzi delle pubblicazioni rimangono alti. Cosa succede nel mercato e come deve organizzarsi un editore per rimanere competitivo?

Credo che un editore debba crearsi un'identità per cercare di conquistare la fiducia dei lettori e dei rivenditori. Dal canto nostro abbiamo cercato di rispettare alcuni criteri: qualità di edizione, prezzi il più possibile contenuti, collane dall'identità precise (pescando anche nei classici), regolarità nelle uscite, aumento progressivo (e non eccessivo) delle uscite. Le nostre promozioni hanno dato buon esito e, seppure siamo ancora giovani, le prospettive per sopravvivere nel mercato sono altrettanto buone. Credo che la pluralità di operatori nel settore crei qualche confusione, ma la concorrenza è sempre uno stimolo positivo per migliorare, e un'opportunità per i lettori che hanno un grande ventaglio di scelte. Forse oggi il problema principale dei troppi operatori di settore è che per accaparrarsi un titolo o un autore famoso si arrivano a spendere cifre folli. Si vende meno della metà di tre anni fa e a volte si offrono cifre triple o quadruple rispetto al passato. Ciò fa sì che spesso vengano acquistati titoli con offerte molto al di sopra delle reali possibilità di vendita e il rischio di non pareggiare nemmeno diventa concreto prima, la norma poi.

titoli GOEN

Mai pensato di fare da mecenate per qualche giovane autore italiano formatosi con il cosiddetto “stile manga” e produrre almeno one-shot/ miniserie in Italia?

Lo feci ai tempi del vecchio LODOSS Magazine e non mi tirerei certo indietro oggi, anche se devo dire che non è facile per un autore di “manga italiani” sopravvivere. Le vendite generali sono basse e la quantità di tavole da produrre per avere una buona regolarità alta. Bisognerebbe quindi trovare un autore di talento talmente motivato da investire tempo (e quindi denaro), rimboccandosi le maniche all'inverosimile.

Quando si parla di “materiali” inviati dal Giappone, in concreto di cosa si tratta? Di tankobon da “squartare” e scansionare in casa, di tankobon già “squartati”, di materiale già scansionato in Giappone e inviato su CD, copie dei file originali dello stesso autore, in caso questo lavori al PC? Se le opzioni sono tutte previste, quale di queste è la più frequente?

Tutto quello che hai citato. A volte scansioni albi, a volte hai i materiali, se disponibili (a caro prezzo). In generale il mix più frequente è file digitali su CD per le pagine a colori e scansioni da volumetto originale per il b/n (per questo bisogna avere una grande esperienza con lo scanner e buone competenze informatiche).

A questo proposito, le vostre edizioni sono molto buone e la stampa non presenta retinature bruciate o “l’invalidante”, direi quasi, effetto moiré. Come si verifica questo difetto, a cosa è dovuto e come riuscite ad evitarlo (quando ovviamente non è presente o perfino voluto in origine dallo stesso autore per riprodurre effetti particolari)?

Cercherò di rendere comprensibile la risposta, visto anche molti tipografi hanno le idee un po' confuse sull'argomento. In breve il moiré si verifica per una “incomprensione” tra la retinatura originale e il retino di stampa. Quando la sovrapposizione tra l’inclinazione delle due retinature sfugge al controllo avviene l'effetto “morbillo”. I motivi possono essere vari, e solo una certa perizia (e un po' di fortuna) evitano i patatrac. Bisogna dosare in maniera ponderata risoluzione di scansione e creazione della lastra di stampa. Certo, se il difetto è presente sull'albo originale giapponese non si può fare quasi nulla, bisognerebbe cancellare il retino dal disegno e riapplicarlo manualmente, cosa quasi impossibile (e vietata dal contratto).

GOEN manga

Nel caso in cui i “materiali” inviati dall’editore giapponese non fossero della qualità ottimale, un editore italiano è nelle condizioni di pretenderne di migliori? Riesce ad imporsi? La risposta ottenuta sovente da alcuni editori alle critiche sulla resa stampata è infatti “Dal Giappone ci hanno mandato materiali di pessima qualità”...

Eh, dipende. A volte sì a volte no. In generale devi saperti accorgere se il materiale è buono o no. Spesso, infatti, solo in fase di stampa vedi i difetti. Ma posto che uno se ne accorga prima, ci si può lamentare per ottenere materiali migliori. Se non ne esistono e sei comunque obbligato ad acquistare quelli originali, spesso hai comunque l'opzione di pagarli e non usarli. Devo però dire che non mi è mai capitato di dover essere costretto a usare materiali non buoni. E' più frequente che i materiali (anche a colori) non esistano più e devi essere bravo a scansionare e fotoritoccare. E' il caso, per esempio, del nostro “Lady!!”, dove dobbiamo ogni mese usare bacchette magiche e cloni di Photoshop come il miglior Harry Potter.

Talvolta i capitoli dei manga sono pubblicati su rivista con delle pagine a colori, ma non è automatico che queste finiscano anche nella versione tankobon. E’ possibile richiedere per le edizioni estere – nel nostro caso quelle italiane, ovviamente – di avere la versione a colori apparsa su rivista di quelle tavole, invece che quella in scala di grigio pubblicata in tankobon?

A volte sì, a volte no. Ma più spesso è difficile, per non dire impossibile averle. Sia per motivi pratici (gli editori giapponesi non le hanno o sarebbe troppo oneroso anche per loro ottenerle), sia per motivi legali (anche loro possono rivendere solo l'edizione in tankobon). Diciamo che ottenere feature esclusive per le edizioni italiane è un caso abbastanza raro. Noi per la limited di “Yoichi – Professione samurai” abbiamo addirittura ottenuto una cover disegnata apposta per l'Italia, che credo sia un unicum nella storia dei manga nella nostra penisola!

Quante copie deve vendere un titolo in Italia per essere considerato un “successo editoriale”? A questo proposito, quali sono i titoli del vostro catalogo che attualmente hanno ricevuto dal pubblico un'accoglienza più immediata e/o favorevole?

Il successo di vendite si misura sull'aspettativa che ha ogni editore, parametrato sull'offerta fatta, sui costi di struttura, sui costi di edizione, sull'importanza strategica del titolo. Non esiste una risposta precisa: un titolo che vende 1000 copie può essere un successo (anche economico), mentre uno che ne vende 5000 può rappresentare una perdita secca. Nel nostro catalogo abbiamo ricevuto una sorpresa estremamente positiva per “Tyr Chronicles”, mentre vanno bene i titoli legati per alle promozioni, “Yoichi – Professione samurai” e “Sakura Mail”. La MIRAI COLLECTION ha subito un (prevedibile) balzo in avanti con il “The Saint Comes at Midnight” di Masaomi Kanzaki. I classici si mantengono in costante progressione, con incoraggianti risultati per “Koronde Pokkle” e per “Lady!!”, che era partito un po' piano, ma sta recuperando alla grande.

Goen anteprime

Gli editori nel vostro “bersaglio” sono numerosi. Ci sveli almeno qualcuno dei nuovi titoli che vedremo nell'immediato?

In via del tutto esclusiva ti posso anticipare la pubblicazione dell'intera saga vampirica di Narumi Kakinuchi presso Akita Shoten. Mensilmente (alternandole) potremo leggere le bellissime saghe di “Vampire Princess Miyu” e “Vampire Princess Yui”: difficile trovare titoli che mischino meglio atmosfere horror/goth, romanticismo e disegni eleganti. Per il primo numero, poi, è prevista una bella promozione. Che si può volere di più? Per quanto riguarda la MIRAI COLLECTION, inoltre, avremo il piacere di ospitare un seinen adulto del maestro Yoshihisa Tagami (autore di Grey e Horobi): “UNDER GROUND” è una miniserie in due volumi dal grande sapore cinematografico, con cui l'autore ci presenta una fiction a metà strada tra “8 mm” e “Boogie Nights”. Ultima chicca: per quanto riguarda Mari Okazaki avremo il piacere di cominciare con un'opera famosa, già editata all'estero.

Cosa ne pensi della distribuzione digitale a pagamento dei manga su dispositivi portatili come iPad, iPhone, iPod e cellulari? La via verso l'abbandono della carta come supporto per la lettura è già segnata? Non si rischia di dare ancora maggior impulso alla pirateria? Ovvero, mettendo da parte l'ovvio fattore legale, qual è il valore aggiunto di un'edizione a pagamento tradotta ufficialmente rispetto a quella comunque immateriale, praticamente “usa e getta”, degli scanlator navigati, che probabilmente riescono a renderla disponibile anche più rapidamente?

Sono un grande appassionato di nuove tecnologie e seguo con attenzione l'evolversi dell'editoria digitale, ma penso che sia ancora presto per la diffusione di massa del manga digitale. Esistono problemi oggettivi: gli iPad costano tanto, la Apple applica una rigida politica di censura, molti editori giapponesi sono interessati a controllare direttamente il business. Infine, secondo me, la nicchia di lettori italiani appassionati di manga preferisce il fascino della carta stampata. In più l'italiano medio non è portato a pagare quello che può avere gratuitamente, anche se con qualche espediente, tanto più che spesso il lavoro degli scanlator è anche migliore di quello dei professionisti.

Ringraziamo Paolo Gattone per la disponibilità dimostrata, la piacevolissima chiacchierata e le anteprime che ha voluto concederci. In attesa di conoscere tutte le novità annunciate e di un nuovo incontro su queste stesse pagine, non possiamo che augurare a tutto lo staff di GOEN e al suo direttore buon lavoro!

Un grazie ai lettori di Comicsblog e a risentirci (rileggerci?) su queste pagine e su quelle degli albi GOEN!

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