FreakAngels, il webcomic di Warren Ellis è terminato

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“Ventitré anni fa, dodici strani bambini sono nati in Inghilterra nello stesso preciso momento. Sei anni fa, il mondo è finito. Oggi, undici strani ventitreenni vivono e difendono Whitechapel, forse l’ultimo vero insediamento in una Londra sommersa dalle acque. Questa è la storia di quello che è successo dopo.”

Questo testo, pubblicato in apertura del secondo arco narrativo, è la premessa completa di una lunga storia a fumetti ideata da Warren Ellis e Paul Duffield, pubblicata online e poi raccolta in volumi dalla casa editrice Avatar Press (e in Italia dalle Edizioni BD).
Centoquarantaquattro episodi e ottocentosessantaquattro pagine oggi, la saga di FreakAngels è giunta alla sua conclusione.

Il progetto era stato annunciato da Ellis nell’estate di quattro anni fa, al Comic-Con del 2007 quando, in un lungo incontro con i fan, rivelò che stava lavorando a “un lungo fumetto per il web” che sarebbe stato pubblicato “a partire dall’autunno” in “forma totalmente gratuita online”.

Il primo capitolo non è però apparso in autunno come previsto ma qualche mese dopo, a inverno inoltrato, il 15 febbraio del 2008. Da allora FreakAngels è andato avanti abbastanza regolarmente per la sua strada sino alla conclusione prevista, diventando un appuntamento settimanale per molti lettori e uno dei migliori esempi di come sia possibile sposare Internet con l’editoria fumettistica tradizionale.

FreakAngels non è il primo o l’unico webcomic di Warren Ellis ma è sicuramente il più ambizioso e, dopo più di tre anni di pubblicazioni, possiamo archiviarlo come un esperimento riuscito, oltre che un ottimo fumetto.
Il merito è in buona parte dello scrittore britannico, della sua indubbia capacità di narratore, della sua voglia di provare cose nuove e di rischiare, oltre che del nutrito gruppo di lettori fedeli che si è conquistato nel corso della carriera, uno “zoccolo duro” che garantisce un pubblico di acquirenti a qualunque dei suoi fumetti, anche quelli più fuori dalle righe o “alimentari”.

Freak Angels 143 - Alice

Da non sottovalutare anche i meriti del disegnatore e della casa editrice.
Paul Duffield, seppure a volte un po’ incerto e con un tratto derivativo, ha comunque dimostrato di essere un artista estremamente capace e quindi un’ottima scelta. Ha reso bene da subito l’ambientazione steampunk, le scene di azione, quelle di dialogo nonché gli scorci architettonici, la caratterizzazione dei personaggi e dal 2008 a oggi è migliorato sensibilmente contribuendo alla riuscita del fumetto e ottenendo una visibilità notevole.

Altrettanto meritoria, infine, è la Avatar Press che ha creduto nell’iniziativa e ha scelto di adottare le pratiche dei webcomic.
Invece di pubblicare il fumetto sotto forma di albi mensili stampati da distribuire e vendere nei negozi specializzati, magari in perdita, la Avatar ha serializzato FreakAngels sul web. Ha utilizzato questo canale per far conoscere la serie e per fidelizzare il pubblico, puntando a vendere raccolte stampate in volume e merchandising con l’iconografia del fumetto (borse, magliette, tazze e altro ancora).
Si potrebbe obiettare che non c’è nulla di nuovo e da anni che vari autori, tra cui alcuni professionisti, percorrono questa strada. La particolarità di FreakAngels sta proprio nel fatto che dietro l’iniziativa non c’è un autore ma una casa editrice “tradizionale” che ha deciso di provare un modello nuovo e rischioso, regalandoci l’avventura di FreakAngels.

Nota: Le immagini sono © di Warren Ellis, Paul Duffield, Avatar Press e rispettivi detentori dei diritti.

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