Snack Time - Dylan Dog n.300

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Il fumetto: Dylan Dog festeggia con il numero 300!

Soggetto&Sceneggiatura: Dylan Dog n.300, mi dispiace dirlo, ma può apparire come una presa in giro. Mettete da parte le troppe aspettative: non accade nulla. Pasquale Ruju non ha potuto (o voluto) osare e sfruttare il suo Ritratto di Famiglia per approfondire ogni discorso legato all'origine del personaggio ed al suo rapporto con strani personaggi come la madre Morgana e Xabaras. Ci sono svariati riferimenti a numeri precedenti che hanno in qualche modo segnato la storia del protagonista; in definitiva il soggetto è da vedere come un mero espositore di ricordi per appassionati. Un'occasione veramente sprecata e che può illudere tutti coloro che sono affezionati al numero 100 e a tutti gli episodi ad esso collegati. Il messaggio finale è chiaro: il galeone di Dylan Dog non sarà completato nel prossimo futuro e questo significa accantonare ogni progetto in grado di irrobustire la caratterizzazione dell'Indagatore dell'Incubo, per tornare a narrare episodi isolati. Quindi il numero 300 è semplicemente un fumetto omaggio, dove c'è spazio anche per inserire il disegnatore Angelo Stano tra i protagonisti: escamotage che rallenta la lettura e appare come un riempitivo indispensabile per completare un mosaico con i giusti colori, ma disposti a caso e senza un filo logico. Un albo che dalla consistenza di una sola tavola riassuntiva, di quelle inserite all'inizio di una storia ed introdotte da un "In precedenza".

Disegni: Mentre la storia delude, i disegni di Angelo Stano sorprendono totalmente. L'autore non è mai stato così bravo. La cover racchiude un bel ritratto di famiglia appena sfornato. Lo sfondo blu maschera la mano del disegnatore che, dopotutto, è parte di questa strana famiglia dal passato misterioso e dal futuro imprevedibile. Lo stile di Stano sembra essersi evoluto nella definizione dei volti, i personaggi sono tridimensionali ed ogni singola vignetta gode di maggior profondità. Ogni singolo morto vivente è adorabile: nessuno riesce ad esprimere l'orrore in maniera così incisiva! Buone le sequenze di meta-fumetto dove lo stesso Stano è costretto a curare se stesso più del protagonista. Un grande contributo alla promozione del lato grafico di questo albo lo offre lo Studio di colorazione Rudoni. Le scene “girate” al tramonto sono poetiche.

Scheda: In un lontano e desolato futuro, qualcuno sta scrivendo l’ultima avventura dell’Indagatore dell’Incubo. Una storia che comincia molto, molto lontano, in un passato nel quale il nostro era solo un bambino felice, ignaro di ciò che il destino aveva in serbo per lui. Da un’altra parte, in un altro tempo, intanto, l’inquilino di Craven Road decide che è giunto il momento di partire per un viaggio che lo riporterà là dove tutto ha avuto inizio, durante una terrificante “alba dei morti viventi”...

Commento finale: Un collage fotografico piatto disegnato con una cura spropositata.

Voto: 6 - [pausa caffè]

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