
Il blog Storie di Nessuno sta portando avanti un’indagine molto accurata, cercando di svelarci luci ed ombre all’interno dell’intricato mondo dell’editoria a fumetti.
Dopo aver dato voce a vari editori in merito al problema della nuova legge Levi, quella che regola gli sconti (cliccate qui per capire meglio di cosa stiamo parlando), l’autore del blog ha sfornato un articolo intitolato “I fumetti in varia vendono davvero così tanto?”. Anche in questa occasione sono stati contattati alcuni editori per chiarire quali sono i vantaggi o gli svantaggi dell’introduzione dei fumetti all’interno delle librerie classiche (dette di varia). Veramente trascurare le librerie specializzate (le fumetterie) per meglio rafforzare i rapporti con le tantissime librerie di varia potrà migliorare il mercato del fumetto? Secondo me, il fumetto difficilmente avrà quel trattamento privilegiato che solo un “fumettivendolo” può riservargli. Un venditore specializzato tratta i suoi prodotti con amore e passione e, cosa molto importante, conosce la maggior parte di essi e può far avvicinare loro il pubblico adatto. Tornando all’articolo di Hulkspakk… gli editori hanno risposto alla seguente domanda: “Ma quale tra fiere, librerie specializzate e librerie di varia, rappresenta lo sbocco migliore per gli editori?”.
Per adesso hanno risposto Andrea Ciccarelli (SaldaPress), Michele Foschini (Bao Publishing), Marco Schiavone (Edizioni Bd/JPop), Emanuale Di Giorgi (Tunué). Cliccate qui per leggere tutte le risposte. Su Comicsblog vi riporto un pezzo delle dichiarazioni di Ciccarelli che offre ulteriori spunti di riflessione: “Io lo interpreto in questo modo: la gente continua a volere i fumetti ma sono sempre meno quelli che sanno che, oltre all’edicola, esistono dei negozi appositi per acquistarli.”