Internet e mondo fumetto - una comunicazione sempre più efficace con gli autori

mistere

Grazie ad internet tutto il mondo è cambiato e soprattutto il panorama fumettistico che ultimamente sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale.

Prima di “trasferire” le tavole su dispositivi digitali, l'informatica ha fatto molto di più: ha avvicinato gli autori dei fumetti e gli editori ai lettori, aprendo potenti canali di comunicazione. Dieci anni fa non era facile conoscere i pensieri di uno sceneggiatore/disegnatore. Tramite lo spazio della posta, all'interno degli albi, era possibile creare un dialogo freddo e lontano con qualcuno, ma oggi tutto è diverso. I blog spopolano e permettono ai grandi protagonisti dei fumetti di essere vicini ai propri fans, aggiornandoli, scambiando pareri, mostrando loro anteprime e facendo conoscere le loro idee fumettistiche e non. Recentemente gli interventi degli autori stanno diventando necessari, visto che il web è un oceano poco sicuro e con troppa facilità si sollevano voci poco attendibili o non del tutto precise. E' stato il caso di Roberto Recchioni che ha rassicurato i lettori di John Doe sul destino della quarta stagione; è il caso di Alfredo Castelli che si è mosso attraverso una mailing list per stoppare una volta per tutte le teorie che vogliono la fine del mito di Martin Mystère. Bisogna ammetterlo: non è facile per i professionisti contrastare notizie che in fondo sembrano veritiere, fondate e ben argomentate. Insomma ecco come Castelli ha affrontato il delicato argomento:

"Spettabilissimi Nipoti, A titolo di informazione allego un mio secondo messaggio al sito PQEditori che spiega le ragioni della notizia della chiusura. Garantisco che questo mio secondo commento alla notizia sulla possibile chiusura di Martin Mystère sarà anche l'ultimo, perché da sempre cerco di evitare polemiche internettiane, soprattutto se possono dare l'impressione che servano a tirare acqua al mio mulino; mi limito a "segnalare l'errore", come ha chiesto espressamente di fare Ivano Garofalo "se quanto scritto risulta infondato". "La notizia si basa su solide fonti" ¬ è scritto; vorrei ricordare che le fonti più solide su Martin Mystère sono/siamo la direzione della casa editrice e io, e di chiusure, grazie al cielo, non se ne parla. Di tanto in tanto, mysteriosamente, questa ferale previsione ritorna sulle pagine di Internet, e se rispondesse al vero, il BVZM non dovrebbe essere più nelle edicole fin dalla fine degli anni '90. Il dato "oggettivo", sempre grazie al cielo, oggettivo lo è assai poco. Per la cronaca Martin Mystère ha 160 pagine e non 94, e impone calcoli diversi; per Martin Mystère Bonelli non paga 140 Euro a tavola, ma paga spesso di più (il che peggiora addirittura le cose), la valutazione del costo della stampa invece è totalmente sballata in eccesso. Per farla breve, mi domando come si possa ottenere un punto di pareggio "oggettivo" (operazione particolarmente complessa e basata su molti parametri che variano di testata in testata) senza almeno conoscere costi, tirature e vendite esatte. Ciò che conta è che, almeno per ora, (terzo "grazie al cielo") Martin Mystère non risulta in perdita. Grazie per l'attenzione Alfredo Castelli".

via | Comicsfactory

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