Cassidy - un commento finale sul grande finale

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Penultimo ed ultimo numero di Cassidy letti uno dietro l'altro. L'opera di Pasquale Ruju ha detto l'addio definivo ai suoi lettori.

Non c'è da essere tristi. Tutto è andato come doveva andare, a conferma del buon lavoro effettuato dall'autore nel progettare con i tempi giusti la miniserie. Una chiusura dal ritmo è pimpante e che ha offerto il giusto spazio a quasi tutti i personaggi chiave che hanno avuto un ruolo fondamentale nella trama. Il sipario è stato chiuso e finalmente Cassidy ha affrontato il suo destino, dando anche un senso a quelle sue visioni mistiche che lo hanno accompagnato sin dal primo episodio. Buona la scelta di Ruju nel mescolare misticismo, mistero e passato del protagonista, andando a dare un'identità definitiva al suo “angelo custode”, un uomo anziano e che dal primo numero protegge e benedice la missione di vendetta del protagonista. La presenza del fantasma è diventata, infatti, sempre più vivida e fondamentale per apprendere determinate circostanze che giustificano i fatti letti fino ad oggi.

La caratterizzazione dei comprimari, in particolare quella dei nemici, è stata un valore aggiunto, utile per dare spessore alla trama a renderla ancora più avvincente. Il fumetto non presenta buchi di sceneggiatura e tiene il lettore incollato alle pagine, risolvendo ogni questione tra una sparatoria e svariati colpi di scena. Cassidy mi mancherà, ma posso accettare di non vederlo più in azione. Ogni singolo dettaglio è stato trattato con completezza e non avrebbe alcun senso una continuazione. La scena finale è bellissima, perché racchiude la vera essenza del criminale biondo, libero da ogni impedimento, pronto a guardare in faccia il proprio destino, affrontandolo con padronanza e quel pizzico di follia e temerarietà che lo contraddistinguono. L'abbraccio con la famiglia, le lezioni impartite al figlio per allontanarlo dalla via della slealtà, il rapporto intimo e sincero con gli alleati: Cassidy è un fumetto vivo. La Sergio Bonelli Editore ci ha regalato diciotto mesi stimolanti ed appassionanti.

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