Una confessione di Davide Bonelli - Sergio Bonelli e Annalisa Macchi sono la stessa persona

bonelli

Aprendo il numero tre di Shanghai Devil di Gianfranco Manfredi, sono stato rapito da un fulminante "Grazie" nella seconda di copertina.

A firmare l'editoriale è stato proprio quel Davide Bonelli di cui, un po' tutti, abbiamo tanto parlato negli ultimi mesi per immaginare la figura del successore del grande Sergio Bonelli. Davide si è fatto vivo con uno scritto lungo e sentito e questo mi ha fatto molto piacere. Il senso di vuoto che Sergio ha lasciato non è indifferente. Un cambio di guardia così immediato è importante per tranquillizzare il popolino (noi lettori) di un grande impero (la casa editrice). Abbiamo un nuovo re sul trono e il suo primo pensiero è stato quello di ringraziare tutti, soprattutto coloro che hanno sofferto per la notizia del 26 settembre scorso, quando è calata sul mondo del fumetto italiano un'ombra nera che ha annunciato la scomparsa di uno degli artisti ed editori più illustri di sempre.

Davide si presenta così: "Oggi, per l'appunto sono io, Davide Bonelli, a lanciare a tutti voi un messaggio d'affetto e di riconoscenza: non ci conosciamo ancora, questo è vero, ma mi auguro di poter contare sulla vostra fiducia e sulla vostra complicità anche per il futuro. D'ora in avanti, sarò infatti io a guidare la Casa editrice, continuando una tradizione familiare, prima che imprenditoriale, iniziata più di settant'anni fa."

Dopo il suo saluto, Davide ha fatto pubblicare, all'interno del suo editoriale, una piccola immagine che rappresenta un indiano adulto che si avvicina ad uno più piccolo ed al suo cane. Davide spiega: "... voglio mostrarvi un'immagine nata tanto, tanto tempo fa, per l'esattezza nel 1954, quando mio padre Sergio esordì, poco più che ventenne, come autore di testi, sulle pagine di un librino a colori illustrato da Roy D'Amy e dedicato alle biricchinate di un piccolo indiano chimato Ciuffetto Rosso. Lo fece allegramente, ma anche timidamente, nascondendosi dietro un imprevedibile pseudonimo, molto diverso da quel "Guido Nolitta" con cui avrebbe firmato i suoi capolavori Zagor e Mister No: il suo nome d'arte fu nientemeno che Annalisa Macchi!" Davide riconosce in questa immagine il suo nuovo portafortuna, un amuleto magico che accompagnerà questa sua nuova grande avventura con noi al suo fianco.

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