Snack Time - John Doe 15, IV stagione

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John Doe

Si può descrivere l’intera saga di John Doe attraverso una palla?

Roberto Recchioni fa un tentativo nella storia Il cuore nelle scarpe, un racconto sportivo e che sfrutta l’elemento “calcio” per dirci, ancora una volta, chi è davvero John e chi sono i personaggi che lo hanno accompagnato in tutti questi anni. Il numero 15 della quarta stagione è rivolto ai vari nostalgici che non hanno accettato i vari cambiamenti e sentono un estremo bisogno di ritrovarsi nel bel mezzo della squadra più forte di sempre: la Trapassati Inc. guidata da Morte. Holly & Benji diventa il modello principale che è preso in considerazione per documentare un’avventura sportiva. John Doe, infatti, vive di spettacolarità e le sue azioni e i suoi pensieri sono come fuochi di artificio. E’ sempre pronto a capovolgere tutto con determinazione, anche in questo suo nuovo status quo, dove non ha più il potere di modellare le cose, ma solo quello di incidere nel destino della gente tramite la sua forza di volontà, guidata da un’esperienza unica. Il protagonista assume il ruolo di allenatore, di maestro ed anche in questo caso si ritrova più spesso ad un bivio. Quale è la retta via? La vittoria nasce con la forza o con il cuore?

Lo sceneggiatore si diverte con intelligenza, inviando suggerimenti al subconscio di John attraverso figure oniriche come quella del celebre maestro Miyagi. Un espediente narrativo che aggiunge valore ad un racconto che in una prima fase appare semplice e scontato. La profondità della storia emerge con calma e raggiunge l’apice nel momento stesso in cui il padre apre gli occhi al figlio e gli mostra come sopravvivere nel bel mezzo delle difficoltà. Ovviamente la furbizia e l’astuzia sono le prime armi da portare in tasca! Eccellente il lavoro grafico svolto dal team Genovese, Maconi, Scoppetta, che alternano stili differenti suggerendo una leggerezza assoluta nelle tavole e spensieratezza. Il calcio è amore e per questo il tratto quasi poetico di Genovese ben si adatta a scene spettacolari e fortemente dinamiche. Davide De Cubellis pone in un campo vuoto, sull’erba fresca, i due protagonisti principali: un quadro dolce e unico: non servono parole per esprimere l’intensità di una scena dove padre e figlio sono soli e si confrontano con il mondo.

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