Intervista agli autori di Kepher - La miniserie sci-fi in otto numeri prodotta da Star Comics (2° parte)

kepher

Si conclude il nostro appuntamento speciale con Kepher, la serie di fantascienza in otto numeri che Star Comics sta pubblicando in edicola e che dimostra che è necessario credere negli autori italiani, nel loro talento e nella loro capacità di essere al passo con i tempi.

Kepher, di cui attendiamo il numero 5, Missione di Sangue - che inaugura la seconda parte - è una storia affascinante, elegante, ricca di cultura ed azione. Non c'è nulla di scontato nell'avventura di un soldato tutto speciale, sopravvissuto alla morte grazie ad un processo misterioso e che verrà svelato nelle prossime uscite! Abbiamo tra le mani una delle miniserie più belle prodotte da Star Comics, un'opera in grado di sorprendere numero dopo numero, grazie alla forza narrativa di un duo come Roberto Cardinale e Stefano Nocilli che hanno messo la loro esperienza e la loro passione al servizio di un'avventura composta dal giusto equilibrio tra sensualità, azione, horror, mistero. Il simbolismo è il collagene di tutti questi elementi indispensabili per un salto di qualità che il pubblico italiano troppo spesso va a cercare fuori dai nostri confini.

Comicsblog ha avuto la fortuna di ascoltare i protagonisti di questa grande avventura, gli autori, e di farvi leggere alcune interviste che ci hanno rilasciato in esclusiva. Cliccate qui per leggere la nostra chiacchierata con Davide Fabbri, autore delle cover di Kepher. Qui, invece, per ripassare la prima parte del nostro speciale, con gli interventi di Vito Rallo (illustratore del 1°albo di Kepher :”Limbo.” e di cui vi abbiamo mostrato gli studi preparatori), Lucilla Stellato (illustratrice del 2°e del 7° albo di Kepher : “Lo sguardo di Ra.” e “Ombre su Titano.”), Giacomo Pueroni (illustratore del 3° albo di Kepher : “Djed.”), Fabio Piacentini (illustratore del 4° albo di Kepher : “Resurrezione.”). In questo ennesimo appuntamento concludiamo la carrellata di interviste, presentandovi Matteo Giurlanda (illustratore del 5°albo di Kepher: “Missione di sangue.”), Antonello Becciu (illustratore del 6° albo di Kepher: “Antiche memorie.”), Sergio Ponchione (illustratore dell’8° albo di Kepher : “Quantum.”). Il contorno di questo articolo è delizioso: gli studi preparatori delle cover del disegnatore internazionale Davide Fabbri! Cosa volete di più? Un sentito grazie a tutti gli autori da Comicsblog!

Matteo Giurlanda ( illustratore del 5°albo di Kepher :”Missione di sangue.”)

CB: Come sei stato coinvolto nel progetto Kepher della Star Comics, scritto e sceneggiato da Cardinale e Nocilli?

MG: Alcuni mesi fa ho ricevuto una telefonata di Roberto Cardinale che mi chiedeva se ero interessato a realizzare un albo di KEPHER. Non conoscevo molto bene il progetto ma quel poco che sapevo mi aveva incuriosito. Diciamo che dopo una lunga chiacchierata con Roberto ero più che convinto!

CB: Non è facile inserire Kepher in un genere ben determinato, spaziando in maniera disinvolta dal fantascientifico, al mistico fino a sfruttare elementi storico-politici determinanti per la struttura stessa della trama. Quale è il genere fumettistico attraverso il quale riesci ad esprimere meglio la tua arte?
MG: La fantascienza è sicuramente uno dei generi che amo di più, da quella classica alle sue declinazioni più moderne. Narrativamente ho sempre trovato molto interessante la possibilità, insita in questo genere, di spostare il limite del”possibile” sempre più in là. Dal punto di vista del disegnatore poi è molto stimolante, perché ti viene richiesto di “inventare” ambientazioni e situazioni che ,non potendo“copiare” dalla realtà, richiedono una maggiore o comunque diversa partecipazione del disegnatore sotto il profilo dell’immaginazione. Mi trovo comunque a mio agio anche a rappresentare ambientazioni più “realistiche” e “urbane”.

CB: Svelaci un aspetto dell'opera che ti ha sorpreso particolarmente. Cosa è che ti ha convinto maggiormente sia del progetto globale, sia del singolo numero che ti è stato affidato?
MG: Sin da subito ho pensato a Kepher come ad una serie molto diversa da quasi tutto ciò che viene prodotto in Italia e questo non solo per via di quella molteplicità di generi a cui accennavi prima Quello che mi ha affascinato è stato il fatto di trovarmi di fronte non tanto l’ennesimo nuovo personaggio , ma un intero “mondo” nuovo, entro il quale il personaggio si muove e col quale interagisce. Un mondo diverso dal nostro, anche se per certi versi simile, dove convivono insieme scienziati che maneggiano misteriose “nanotecnologie” e sacerdoti legati ad antichi culti religiosi. C’è un preciso tipo di società e una sua organizzazione politica, con tutte le contraddizioni e i problemi che ne derivano . Per quanto riguarda il mio albo mi ritengo addirittura fortunato: è una storia ambientata per lo più nello spazio, con tanto di navi spaziali, scene di azione e tutto il resto… Posso dire di essermi divertito molto nel disegnarla!

CB: Cerca, in poche parole, di offrire un'analisi sullo stile e sulle tecniche di sceneggiatura del duo Cardinale e Nocilli. Il loro approccio con i disegnatori ha qualcosa di speciale rispetto ad altri professionisti del settore?
MG: Mi sentirei di definire le sceneggiature di Roberto e Stefano come un mix tra una sceneggiatura “classica” italiana e una sceneggiatura americana. Pur muovendomi entro le indicazioni degli sceneggiatori ho avuto una certa libertà nell’individuare le inquadrature che potessero valorizzare al meglio le sequenze che andavo a raccontare e questo, credo, anche grazie alla scelta stilistica, voluta dagli autori, di lasciare il disegnatore libero di creare delle “gabbie” poco convenzionali per il fumetto italiano. Inoltre Roberto è anche un disegnatore e questo ha contribuito a creare una certa sintonia, non comune tra disegnatore e sceneggiatore, che ha influito molto positivamente sul mio approccio alla sceneggiatura.

Antonello Becciu (illustratore del 6° albo di Kepher: “Antiche memorie.”)

CB: Come sei stato coinvolto nel progetto Kepher della Star Comics, scritto e sceneggiato da Cardinale e Nocilli?
AB: Sono entrato nel progetto grazie a Roberto Cardinale che mi ha contattato.
Kepher mi ha subito conquistato per i suoi elementi fantascientifici con richiami egiziani e
simbolici. Questo è il mio primo albo a fumetti, e per tale motivo ho incontrato alcune difficoltà(essendo in particolar modo un illustratore) , ma grazie alla infinita pazienza di Cardinale ,nei miei confronti, sono riuscite a superarle.

CB: Non è facile inserire Kepher in un genere ben determinato, spaziando in maniera disinvolta dal fantascientifico, al mistico fino a sfruttare elementi storico-politici determinanti per la struttura stessa della trama. Quale è il genere fumettistico attraverso il quale riesci ad esprimere meglio la tua arte?
AB: Mi piacerebbe sperimentare più generi ,ma penso di essere attratto da quello mistico o comunque introspettivo ,graficamente ricco di neri.

CB: Svelaci un aspetto dell'opera che ti ha sorpreso particolarmente. Cosa è che ti ha convinto maggiormente sia del progetto globale, sia del singolo numero che ti è stato affidato?
AB: A parte gli elementi fantascientifici, simbolici,storici e il tema della rinascita interiore,
mi ha colpito molto la relazione fra microcosmo e macrocosmo, un rapporto che diventa
conflittuale causato ovviamente da una rinascita forzata non consapevole,ma necessaria per
attrarre ,probabilmente, forze più grandi ,che generano in Kepher un conflitto interiore, che trova il suo apice nel numero 6, il mio albo. Non a caso per i pitagorici questo numero era sia conflittuale che equilibrato, perché composto da 3+3 e raffigurato con due triangoli opposti sovrapposti,segno del macrocosmo e del microcosmo che si uniscono generando un conflitto. Infatti a causa delle nanomacchine impiantate nel corpo ,Kepher dovrà scontrarsi con un ‘entità molto antica e duale.

CB: Cerca, in poche parole, di offrire un'analisi sullo stile e sulle tecniche di sceneggiatura del duo Cardinale e Nocilli. Il loro approccio con i disegnatori ha qualcosa di speciale rispetto ad altri professionisti del settore?
AB: Lo stile di sceneggiatura di Cardinale e Nocilli è molto asciutto ed efficace. Mi hanno lasciato esprimere molto liberamente . In un mondo sempre più competitivo, dai ritmi sempre piu veloci, è difficile trovare persone come Cardinale che trovano il tempo per aiutare i giovani a diventare professionisti e che non si curano solo del progetto e dei soldi ,ma soprattutto delle persone.


Sergio Ponchione ( illustratore dell’8° albo di Kepher : “Quantum.”)

CB: Come sei stato coinvolto nel progetto Kepher della Star Comics, scritto e sceneggiato da Cardinale e Nocilli?
SP: Circa un'anno fa ricevetti un invito via email da Cardinale dove mi chiedeva se fossi interessato a illustrare un episodio della miniserie. Capitò in un momento in cui ero abbastanza libero da grossi impegni e quindi dopo averne parlato con lui decisi di accettare. Dopo aver realizzato gli albi di Grotesque per fumetterie e librerie non mi dispiaceva tornare a lavorare su un prodotto seriale per le edicole. In realtà ho comunque iniziato a lavorarci solo da pochi mesi, trattandosi dell'episodio conclusivo di tutta la serie, previsto per il prossimo agosto.

CB: Non è facile inserire Kepher in un genere ben determinato, spaziando in maniera disinvolta dal fantascientifico, al mistico fino a sfruttare elementi storico-politici determinanti per la struttura stessa della trama. Quale è il genere fumettistico attraverso il quale riesci ad esprimere meglio la tua arte?
SP: Sicuramente la fantascienza e l'horror, specie quelli classici, sono terreni molto favorevoli in cui far germogliare le mie creazioni. In generale prediligo generi che abbiano risvolti misteriosi o fantastici e che offrano elementi un po' grotteschi o surreali su cui lavorare. Mi interessa sempre molto trasmettere un'adeguata atmosfera alla storia, e cerco di renderla al meglio con i contrasti fra bianchi e neri.

CB: Svelaci un aspetto dell'opera che ti ha sorpreso particolarmente. Cosa è che ti ha convinto maggiormente sia del progetto globale, sia del singolo numero che ti è stato affidato?
SP: L'incrocio fra antico Egitto e tecnologia futuribile è affascinante, ma è soprattutto l'intrigante percorso che il lettore deve seguire per scoprire l'origine del progetto Kepher che ho trovato molto interessante. Un riuscito e ricco mix di (fanta)scienza e filosofia. Nell'albo che sto disegnando è prevista poi una lunga parte costituita da sole illustrazioni corredate da testo a margine, come un vecchio diario illustrato. Cardinale mi ha invitato a disegnarlo con uno stile meno realistico e invece molto più vicino alle mie identità grafiche oblique e grottesche, cosa che ha influito non poco nel far sì che accettassi l'incarico.

CB: Cerca, in poche parole, di offrire un'analisi sullo stile e sulle tecniche di sceneggiatura del duo Cardinale e Nocilli. Il loro approccio con i disegnatori ha qualcosa di speciale rispetto ad altri professionisti del settore?
SP: Sicuramente il racconto è più libero dai classici canoni del fumetto serial-popolare a cui siamo abituati. Il raccontare alcune scene tramite la ripetizione delle vignette con però piccoli nuovi sviluppi in ognuna avvicina molto la narrazione al moderno fumetto americano. I serrati e veloci scambi di battute fra i personaggi e il montaggio della tavola danno poi un originale ritmo cinematografico agli eventi.

Trailer di presentazione Kepher:

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