Sin City 2 - Il seguito del film di Miller è ufficiale

Dopo tanti anni hanno ufficializzato che Sin City 2 si farà!

Sono passati ormai troppi anni dall'annuncio di questo film dal successo garantito, visto anche il forte impatto mediatico che il primo Sin City ha ottenuto in tutto il globo, riuscendo ad avvicinare semplici appassionati di cinema al mondo del fumetto. Frank Miller, dopotutto, è tra i più grandi rappresentanti del mondo dei comics e per questo non ha mai sorpreso la sua capacità di adattarsi con originalità alla cinematografia. Sin City, la serie a fumetti, è un piccolo gioiello che periodicamente viene ristampato per essere offerto in pasto alle nuove generazioni. Per questo sin dal 2005 c'è sempre stata la volontà di produrre questo sequel, le cui riprese partiranno proprio in estate. Il regista Robert Rodriguez e Frank Miller sono pronti ad attivarsi per impacchettare Sin City: A Dame To Kill For, un film prodotto dalla AR Films e dalla Quick Draw Productions e che sarà distribuito dalla Dimension Films.

Nel cast, probabilmente, vedremo Mickey Rourke, Michael Clarke Duncan, Angelina Jolie, Rosario Dawson e Michael Madsen. Miller sta scrivendo la sceneggiatura, lavorando a quatto mani, accompagnato dal vincitore del premio oscar per The Departed, William Monahan. Anche questa volta il fumettista tanto caro e sempre più discusso (questa settimana troverete in fumetteria la sua ultima follia: Sacro Terrore) ha intenzione di realizzare qualcosa di grande ed innovativo!

A proposito di Sacro Terrore, ecco la sinossi del volume che ha fatto urlare allo scandalo critica e gran parte del pubblico: "Duro, brutale, senza mezzi termini, Frank Miller torna d'imperio con un romanzo grafico doloroso e provocatorio. Empire City viene colpita da un attacco terroristico senza precedenti e tocca a Fixer e alla Gatta reclamare giustizia per le vite perse nella strage. Duro come un romanzo di Dashiell Hammett, teso come un noir d'altri tempi, Sacro terrore non è una sottile analisi del terrorismo e dell'angoscia dell'Occidente. È un pugno in mezzo agli occhi alla retorica e al perbenismo, la risposta rabbiosa di un narratore di razza a una delle più laceranti ferite ancora aperte della nostra società: l'11 settembre."

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