Intervistato il professore degli aspiranti supereroi

schiaragola

Siamo riusciti ad intervistare Giampelmo Schiaragola (che vediamo nella foto davanti a un portale dimensionale), autore della Guida per aspiranti supereroi, guida che avrebbe voluto avere l'Uomo Ragno. Per non correre il rischio di rivelarvi nulla e quindi rovinarvi la lettura non indugio oltre, ma fate attenzione alla risposta all'ultima domanda, contiene uno spoiler sul serial televisivo Heroes.

Ciao, presentati ai lettori di comicsblog.

Mi chiamo Giampelmo Schiaragola, ho 41 anni, e da otto mi occupo di Gestione delle Risorse Superumane.

Come mai l'idea di una guida per aspirante supereroe?

In Italia i supereroi scarseggiano, e nella mia guida individuo quattro fattori determinanti: pochi incidenti nucleari e quindi pochi mutanti; governi deboli e quindi pochi progetti governativi segreti; pochi finanziamenti alla scienza, deviata e non; gli alieni ci snobbano.
Quattro questioni spinosi e di difficile soluzione. Un quinto fattore invece era facilmente modificabile, il Fattore G: a differenza che nel mondo anglosassone, in Italia non esisteva una guida dedicata al supereroismo. Ma adesso c’è.

Ti sei ispirato ad un supereroe in particolare per la stesura di questa guida?

No, anzi. Lo scopo è quello di offrire una prospettiva che sia la più ampia possibile, che spazi senza pregiudizi dal vigilante di quartiere all’entità galattica.

Qual'è il tuo supereroe preferito?

Wolverine.

Nel mondo reale, ritieni ci sia bisogno di supereroi?

Un bisogno disperato. Ma non tanto piromorfi, convertitori energetici, invulnerabili e gente di quel tipo. Servirebbero più telepati, gente che legga nella testa delle persone così che si raccontino meno balle.

Cosa ne pensi della serie televisiva Heroes?

Serie di ultima generazione come Heroes o Lost hanno avuto il merito immenso di imporre come standard lo sviluppo orizzontale forte nella serialità (una storia unica e non tanti episodi più o meno autoconclusivi) e in virtù di questo hanno imbastito storie di un respiro e una complessità mai visti prima sullo schermo. Nel farsi seriali si sono rese belle e avvincenti sfruttando una serie di strumenti narrativi messi a punto dal fumetto (finali cliffhanger, anticipazioni e flashback, gestione delle sottotrame), con risultati spesso eccellenti.
Il limite di Heroes è lo scarso spessore dei personaggi: mi appassiono alla vicenda, faccio dei gran salti a ogni colpo di scena, ma non mi domando mai che cosa ne sarà dei protagonisti. Personalmente preferisco Lost. Lo trovo più completo, uno dei pochi capolavori di questi anni (non solo in tv).

Credi che i personaggi di Heroes avrebbero potuto trarre giovamento dalla lettura della tua guida?

Certamente. Ma possono sempre leggere “Activating Evolution” del dottor Chandra Suresh. Non è la mia guida, ma può andar bene lo stesso.

Ma Hiro (uno dei personaggi di Heroes) ha letto in anteprima il tuo libro? Conosce praticamente tutte le regole del perfetto supereroe.

Per quanto timido e impacciato, Hiro è uno che ha studiato, che fin da piccolo si è confrontato con i mostri sacri: Reed Richards, il Capitano Kirk, il Maestro Yoda. La sua preparazione teorica è di prim’ordine e lo dimostra fin dai primi episodi.

Attualmente leggi fumetti? Se si, quali?

Leggo un po’ tutto quello che mi capita sotto mano. Ultimamente ho letto il primo volume di “A Skeleton Story”, edito da GG studio, e mi è piaciuto molto.

Cosa preferisci, manga o Comics americani?

Entrambi. Visivamente preferisco i Comics americani. I manga hanno il vantaggio di essere conclusivi, e la fine è ciò che rende una storia tale. Nel terzo volume della mia Guida un intero capitolo sarà dedicato alla morte dell’eroe.

Cosa ne pensi del prodotto fumetto italiano?

Tante persone coraggiose dotate di grandi capacità, e una Compagnia che le rapisce e le marchia e a volte le uccide se non scrivono e disegnano storie copiate da altre storie con protagonisti personaggi con il nome e il cognome che iniziano con la stessa lettera.

Dal tuo profilo inserito nelle pagine web dell'editore risulta che sei rientrato in italia perchè qui c'era bisogno di te, come mai?

Perché in Italia ci sono pochissimi supereroi, e sono sempre gli stessi. È ora che gente come Capitan Colosseo, l’Uomo Duomo e la Mole facciano spazio ai giovani, specialmente a quelli che hanno comprato la mia Guida.

Attualmente sei impegnato alla stesura di un nuovo libro (il manuale del perfetto antagonista)?

Di sicuro il secondo volume di questa guida, e magari il terzo perché le trilogie sono il sale della vita. E poi sempre con Zandegù stiamo discutendo la pubblicazione di un romanzo.

Come mai una tesi su Wolverine? Puoi dirci qualche cosa riguardo questo tuo lavoro?

Wolverine incarna la natura dell’eroismo, il suo fattore rigenerante lo rende il baluardo per eccellenza. [SPOILER] Non a caso l’eroe originale di Heroes, Takezo Kensei, ha il suo stesso potere [FINE SPOILER].
Wolverine non è un’invulnerabile: la sua carne è il teatro della lotta, si disfa e si riforma di continuo. Ma al centro il suo scheletro è indistruttibile. Allo stesso modo la sua esistenza è tormentata, piena di ombre che svaniscono e si riformano, ma al cuore ha un senso morale incrollabile (oserei dire adamantino).
Anche il suo rapporto con Jean Grey riflette la stessa caparbia disposizione a sopportare, sostenuta però da “un intima certezza che tutto andrà per il verso giusto”. Perché un giorno sposerà Jean Grey.
La tesi è un’analisi semiotica sul personaggio. L’editore ha insistito per metterla in biografia, ma è un lavoro tecnico e anche datato. Un volume che raccoglie brevi saggi (sia accademici che umoristici) su Wolverine e gli altri X-Men è “The Unauthorized X-Men”, edito nel 2006 da BenBella Books. È uscito sull’onda del successo dei film, ma raccoglie lavori anche più vecchi.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 1 voto.  
  • shares
  • +1
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO