
Sul numero di Topolino in edicola a partire da oggi, il 2714, potrete leggere una storia ideata da Enzo Biagi già apparsa nel 1996 sempre sul settimanale Disney intitolata Topolino e la memoria futura.
La storia, sceneggiata da Alessando Sisti e disegnata dal maestro Romano Scarpa, vede Topolino viaggiare nel futuro per scovare informazioni sull’anno 2000.
Oltre a questo omaggio al giornalista recentemente scomparso che non era nuovo al mondo del fumetto, troverete il nuovo episodio della serie dedicata alla Numero Uno di Zio Paperone, la seconda parte della storia di Artibani Topolino e il tesoro di Temugin e la storia di Sergio Badino intitolata Topolino e la leggenda dei robo-presidenti, illustrata da Giorgio Cavazzano.
Via | Papersera
Polpetta
27 nov 2007 - 01:13 - #1Topolino è una lettura per bambini, non ha nulla a che fare con il fumetto. Mi vergognerei a comprarne una copia come se mi dovessi comprare un porno!!!
segreto
27 nov 2007 - 03:29 - #2silvia ziche
tito faraci
cavazzano
barbucci e canepa
mi pare sian tutti provenienti dalla disney italia….. e non hanno a che vedere con il fumetto? ma stiamo scherzando? l’elenco è ancora lungo, e ho voluto evitare nomi di grandi maestri! che poi negli ultimi anni il crollo qualitativo delle storie sia notevole è indubbio, ma si spera sia solo un trend e si possa tornare ai livelli degli anni passati (magari recuperando qualche “dimenticato eccellente” come paperetta ye ye, dinamite bla, penna bianca, ok quack e compagnia bella!
… no comment sull’articolo….
Nicola
27 nov 2007 - 08:37 - #3@ Polpetta:
Sbatterti una porta in faccia (proprio “sulla faccia”) sarebbe come dirti “ti voglio bene”. Apri la pattumiera e nascondiciti dentro piuttosto che dire certe stron**te per piacere. Il fumetto, tu che lo conosci tanto bene, si distingue per la tecnica e non per il contenuto! E Topolio è un fumetto al 100%, punto.
Comunque, ottima iniziativa! Da loro c’era da aspettarselo!
Polpetta
27 nov 2007 - 10:18 - #4@Nicola: Vuoi mettere un Alan Moore con un Tito Faraci! Roba da creparsi dalle risate
D3S1GN-2080
27 nov 2007 - 11:49 - #5Polpetta non dire più vaccate.grazie.
-
Ottima iniziativa comunque, se nn sbaglio è la prima volta che va in ristampa una storia!Ciao Enzo
Polpetta
27 nov 2007 - 12:13 - #6Mi stupisce che ci sia gente così offensiva, che non sappia distinguere diversi spessori narrativi. Dove sono in Topolino stili complessi ed idee geniali?
Un Grant Morrison, un Talbot, un Moore, un Gaiman sono tutt’altra cosa in confronto a giornalini per bambini.
Nicola
27 nov 2007 - 12:52 - #7@ Polpetta:
Nessuno può essere paragonato ad Alan Moore. Sarebbe come dire: “vuoi mettere un sacerdote con Dio? E’ meglio Dio!”. Grazie al cacchio scusa! Il fatto che esistano dei grandissimi autori, oltreoceano o in Inghilterra, non è sufficiente a rendere i nostri autori “non-fumettisti”. Lo “stile complesso” non è una caratteristica necessaria del fumetto (perchè sennò Amazing Fantasy # 15 non è un fumetto, seguendo il tuo ragionamento), e le idee geniali non sono certo io a dire quali sono. Se proprio però ci vuoi pensare, magari chissà , torni indietro e mi dai ragione: pensa a cosa rappresenta, metaforicamente, Zio Paperone o Nonna Papera o Paperino. Pensa al rapporto tra Topolino e Minnie, pensa al rapporto tra Qui, Quo e Qua. Ci sono storie che sono state raccontate: certo, non saranno Watchmen, ma di Watchmen ce n’è uno solo… non saranno V for Vendetta, ma anche questo è unico. E comunque sono generi diversi… e il fatto che siano fumetti commerciali non li rende “meno fumetti” di quelli di autore, solo (come da te rilevato) meno complessi e meno geniali. Punto.
Anzi, proprio perchè dici di apprezzare Alan Moore dovresti sapere bene che Topolino è un fumetto in piena regola.
marte
27 nov 2007 - 13:03 - #8Nicola, già che ci sei perchè non citi qualche storia Disney indispensabile?
Nicola
27 nov 2007 - 16:56 - #9Onestamente non sarei in grado di farlo! Da piccolo avrò avuto centinaia di fumetti (poi tutti buttati via, come spesso purtroppo accade), ma adesso non ho più niente del genere :-(.
Però ricordo bene molte caratteristiche dei fumetti made in disney: prima di tutto esiste e viene applicato il concetto di Continuity (gli esperti dicono che esistono anche problemi di discontinuity, quindi…), quindi viene adottata la caratteristica principale del fumetto seriale americano (anche se in modo meno “evidente”, trattandosi di un prodotto pensato e rivolto prevalentemente per fasce di pubblico poco esigente dal punto di vista cronologistico, a differenza ad esempio del pubblico americano).
In più (anche se in maniera molto semplice), spesso si possono filtrare diversi livelli di lettura: quante volte capita di leggere dei nomi di personaggi che si ispirano a personaggi reali? Ricordo un albo in cui compariva Maurizio Sostanco (ovviamente citando Costanzo, LOL!!!). Lo stesso Archimede ed Edi sono un esempio di questa cosa… loro due rappresentano la scienza (Archimede) e il suo risultato (la lampadina-assistente Edi), che viene sempre ricondotto a persone pacifiche (il significato è semplice, ma non esplicito: questo è un livello di lettura e interpretazione, classico canone fumettistico…). Per un altro esempio: Paperino, re degli sfigati, sta insieme con Paperina, la quale è spesso soggetta alle attenzioni del fortunatissimo Gastone, che nella vita può avere tutto ciò che desidera tranne che lei… anche qui c’è una morale semplice, ma non è esplicita…
Insomma, quello che voglio dire è che questi fumetti non sono delle semplici strisce settimanali. Sono fumetti veri e propri! Scritti, pensati, ragionati, corretti… che si rivolgono ad un pubblico giovane non gli toglie dignità , anzi :-)
comicsblog
04 dic 2007 - 15:13 - #10[…] […]