Jack Kirby, oggi i primi vent'anni dalla morte del disegnatore più famoso del mondo

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Proprio oggi si celebrano i primi vent'anni dalla morte di Jack "The King" Kirby, colui che ho nominato nel titolo come il "disegnatore più famoso del mondo". Perché dico questo? Perché dovevo appioppare a Kirby quell'etichetta? Seguitemi e lo capirete...

Prima di parlare di Jack “The King” Kirby e della sua storia personale ed artistica, ho da fare un appunto personale sul disegnatore americano e sul contributo che questo ha dato al mondo dei fumetto supereroistico americano: Kirby era un innovatore. Tralasciando l’aspetto tecnico dei fumetti da lui disegnati e degli stilemi che Kirby ha introdotto nelle sue tavole durante il corso della sua lunghissima carriera (cose che sono poi diventate le basi del fumetto americano), il concetto stesso di supereroe e la sua definizione artistica all’interno di un mondo che doveva essere sia fantastico che reale allo stesso tempo sono stati, e qui bisogna dirlo senza troppa piaggeria, la chiave del successo e della popolarità del buon Jack. Perché si, è vero, Kirby può piacere come non può piacere…ma è stato proprio lui a inventare un nuovo modo di costruire e disegnare delle storie basate sulle gesta di superuomini e superdonne! Ma chi era Jack “The King” Kirby?

Jack Kirby, una vita per il fumetto

Pur avendo vari esempi di autori e artisti che hanno lavorato sino alla fine dei loro giorni (Magnus su tutti), non si può dire che Jack “The King” Kirby sia stato da meno, anzi: si calcola che, nel corso della sua lunga carriera (che è iniziata attorno alla prima metà degli anni trenta del secolo scorso), il disegnatore abbia realizzato qualcosa come oltre 25.000 tavole, senza contare tutti i lavori che questo ha realizzato per il mondo del cinema e tutte le opere che avrebbe voluto realizzare e che sono rimaste nei suoi cassetti. Tralasciando un attimo la pessima gestione delle controversie legali tra Kirby e le case editrici per cui ha lavorato (cose portate avanti dalla famiglia del disegnatore scomparso, che si è dimostrata molto avida e poco interessata al lascito culturale dell’artista), quello che traspare chiaro dall’eredità di Kirby è la sua grande, grandissima passione per il mondo del fumetto: Kirby non ha mai smesso di pensare storie, personaggi, mondi fantastici e quant’altro, disegnando tantissimo e lasciando sempre che la sua matita fosse libera di dar forma ai suoi pensieri e alle sue fantasie.

Si può dire quindi, senza dubbio alcuno, che Kirby è vissuto in funzione del fumetto e che le nuvole d’inchiostro fossero, per l’artista statunitense, l’unica ragione per cui fosse venuto al mondo. Non la cosa sia dispiaciuta a Kirby, anzi…secondo me, Kirby amava così tanto il suo lavoro che, anche nell’aldilà (se esiste), avrà sicuramente trovato una matita e dei fogli per disegnare quello che gli passa per la testa!

La Marvel, Stan Lee e Jack Kirby: un legame indissolubile…o quasi

Nonostante Kirby abbia lavorato per quasi tutte le case editrici di fumetti americane (DC Comics compresa, dove l’autore ha lasciato delle opere davvero fantastiche), il nome dell’artista americano è legato indissolubilmente alla Marvel e a quello che è stato il suo collaboratore per tanti anni: Stan “The Man” Lee. Credo che Lee non avrebbe avuto il successo che è riuscito a raccogliere se non avesse incontrato Kirby e la sua matita, e lo stesso si può dire del disegnatore americano…i due erano una coppia quasi perfetta, e nessuno può dire il contrario! Senza Lee e Kirby non avremmo avuto i Fantastici Quattro, Thor, Hulk, i primi X-Men, Iron Man, i Vendicatori, il Dottor Destino, Silver Surfer, gli Inumani, Galactus, Uatu l’Osservatore, Pantera Nera e tutta una serie pressoché infinita di comprimari, eroi e villain che non basterebbe un giorno intero per citarli tutti! Purtroppo, come sappiamo bene, Lee ha il suo bel caratterino e, a quanto pare, anche Kirby non era uno che non la mandava a dire (anzi), quindi il sodalizio fra i due era destinato a finire, prima o poi. Anche se, su questo punto, c’è da fare una precisazione importante: più che fra Kirby e Lee, i veri attriti che il disegnatore ha avuto in Marvel sono stati con gli editor e manager dell’epoca, che spesso hanno corrisposto all’artista americano dei contratti davvero scadenti.

Avendo guadagnato fama e successo, a Kirby non importò poi molto di lasciare la Marvel per approdare alla DC Comics (cosa che fece a cavallo tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli settanta) e, dopo aver dato il suo contributo alla causa della diretta avversaria della “Casa delle Idee”, l’autore ritornò all’ovile verso la seconda metà degli anni settanta, annunciato in pompa magna proprio dall’amico e collaboratore Lee.

Una piccola polemica…

Chiudo il post dedicato al grande Jack “The King” Kirby con una piccola polemica: perché nessuno, Google compreso, si è ricordato di omaggiare l’artista scomparso? Mentre in America sembra esserci un tiepido interessamento alla ricorrenza, qui da noi siamo rimasti davvero in pochi a ricordarci di Kirby e, con mio profondo rammarico, noto che anche Google sembra essersi dimenticato dell’autore statunitense: oggi un bel Doodle su Kirby ci stava, così come ci stavano anche un paio di passaggi televisivi ed approfondimenti sulla storia personale e artistica del grande Jack. Purtroppo per lui, Kirby era solo “un disegnatore di fumetti” e, nonostante tutto quello che ha lasciato alle vecchie e nuove generazioni, il ricordo di una grande artista come lui non risulta abbastanza “appetibile” per la stragande maggioranza dei mass media italiani (e non)…

Ma noi non dimenticheremo mai Jack “The King” Kirby e le sue opere quindi, nel nostro piccolo, ci ricorderemo sempre di lui e delle sue opere! Ho inoltre pensato di postare un video (preso dal canale Youtube del Jack Kirby Museum) dove l’autore viene intervistato da Catherine Mann per la puntata di Entertainment Tonight del 1988. Ascoltatela, perché è davvero una bella intervista!

foto | Comic Book Resouces

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