Punk is undead vol. 2 - Live in London, intervista a Paolo Baron e Ernesto Carbonetti

Sta per uscire il fumetto Punk is undead – volume 2 - Live in London. Per presentarvelo al meglio abbiamo intervistato gli artisti Paolo Baron e Ernesto Carbonetti, i quali ci hanno dato la possibilità di mostrarvi una tavola in anteprima!

Il fumetto Punk is undead sta per tornare, grazie ad un secondo volume realizzato da Paolo Baron (soggetto e sceneggiatura) e Ernesto Carbonetti (disegni). Comicsblog ha avuto l'occasione di intervistare i due artisti, i quali, non solo ci hanno parlato del loro progetto Punk is undead – volume 2 - Live in London, ma ci hanno dato la possibilità di mostrarvi in anteprima la prima tavola ufficiale che la casa editrice 80144 Edizioni ha deciso di diffondere!

Il nuovo volume 2, legato alla serie Punk is undead, sarà disponibile in fumetteria a partire da settembre, distribuito da Pan. Cliccate qui per visitare il potale ufficiale del progetto. Punk is Undead è una serie italiana che fonde musica e comics. Le sua caratteristica principale è quella di illustrare il rock americano attraverso una vena decisamente horror, sfruttando una narrazione ansiogena che si ispira alle migliori serie tv made in Usa.

Segue l'intervista allo scrittore e sceneggiatore Paolo Baron, dove troverete un intervento del disegnatore Ernesto Carbonetti, il quale ha svelato chi sono i due grandi artisti che lo hanno influenzato maggiormente.

L'intervista a Paolo Baron e Ernesto Carbonetti

baron paolo punk

Per realizzare un volume come Punk is undead – volume 2 - Live in London bisogna avere due grandi passioni: la musica e il fumetto. Il vostro graphic novel nasce dal desiderio di parlare di musica o è solo un espediente per realizzare un'opera a fumetti originale?

Paolo Baron: Innanzitutto ci piace pensare di essere stati i primi a mettere insieme rock e fumetto per raccontare una crime story dalle forti tinte horror. Ci sono in giro biografie a fumetti dedicate a musicisti ma la nostra serie racconta una storia originale. Poi, c’è una passione maniacale per la musica. Sia io che Ernesto Carbonetti siamo musicisti. Io ho avuto una band per quasi 20 anni, sono passato per il festival di Sanremo e, addirittura, ho ricevuto il premio Ciampi dalle mani di Fabrizio De André. Ernesto è cantante e chitarrista, ha ancora una band con la quale incide e fa serate. E infine la voglia di raccontare un mondo bizzarro, fatto spesso di persone ambiziose ed egocentriche, soprattutto nel panorama rock americano. Proprio quel rock che ha sempre avuto un lato oscuro, fortemente legato a creature demoniache, che trovo molto interessante da romanzare.

Esclusi i personaggi che avete già utilizzato, quali sarebbero le star musicali ideali per diventare i protagonisti di una serie a fumetti?

Paolo Baron: Sicuramente Frank Zappa, Elvis, Joe Strummer e Sid Vicious. Poi ci vedrei Bob Marley, così pieno di colore. Passando ai vivi mi piacerebbe far muovere in una storia Steven Tyler degli Aerosmith o Billy Joe Armstrong dei Green Day: se non fosse per il fatto che hanno scritto grandi pezzi, sembrerebbero personaggi di fantasia.

Perché scegliere Londra come location del sequel di Punk is undead? Il connubio Londra-horror-fumetto italiano potrebbe richiamare involontariamente Dylan Dog. Ci sono tracce del personaggio bonelliano nella vostra storia o non è mai stato una fonte di ispirazione?

Paolo Baron: Nulla a che vedere con Dylan Dog. Nonostante il grande affetto che nutriamo per il personaggio, Punk is undead condivide con lui solo Londra e solo per questo secondo volume in arrivo a settembre. La storia si sposterà in Inghilterra perché Note, il protagonista della serie, ci è nato e ci ha vissuto e suonato a lungo. Ora, è in fuga da L.A. per il casino combinato nel primo volume risvegliando gli zombie delle rockstar e, una volta a Londra, proverà a riportare in vita due miti del punk: Strummer e Sid Vicious. Lo stile grafico del primo volume ha dimostrato il vostro coraggio nell'osare, nel proporre un prodotto assolutamente non commerciale e lontano dai canoni italiani.

Prima tavola in anteprima di Punk is undead – volume 2 - Live in London

Quali sono i vostri punti di riferimento, sia graficamente che da un punto di vista narrativo? Quale casa editrice internazionale potrebbe "adottare" Punk is undead?

Ernesto Carbonetti: Penso che non sia "coraggio" ma "attitudine", ovvero Paolo scrive così, fortemente influenzato dalle serie TV , e io disegno così, forse influenzato dai fumetti anni '90. Voglio dire che non c'è una scelta, ma un bisogno di esprimersi. Lo stile grafico deriva dalla voglia di guardare quello che facciamo e goderne, quasi a livello infantile. Se posso fare dei riferimenti, ricorrerei a Alex Ross per alcune cose, a Greg Capullo, ma più come atteggiamento che come disegno.

Paolo Baron: È proprio come dice Ernesto, ho scritto la storia cercando di lavorare come fanno gli sceneggiatori delle serie tv americane. Ho cercato l’effetto, la narrazione serrata e il colpo di scena. Prima di questa esperienza avevo già scritto narrativa cercando di seguire lo stesso criterio. Ma, lavorando stavolta a un fumetto, mi sono concentrato ancora di più sulla sintesi, parola d’ordine: asciugare.
Comunque, a giudicare dal fatto che abbiamo esaurito il primo volume, non direi che Punk is undead sia così “non commerciale”.

Non conosco bene il panorama indipendente delle case editrici estere, non saprei chi potrebbe pubblicare il nostro volume. Forse, per il mercato americano, potrei dirti la Image o la Boom.

Il fumetto/serietv The Walking Dead di Kirkman ha "risvegliato" il fenomeno zombie in maniera massiccia, portando numerosi autori ed editori a proporre la loro idea di "morto vivente". Punk is undead guarda all'orrore lanciato da George A. Romero nel 1968 con La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), richiama in qualche modo il successo videoludico Resident Evil o si aggancia direttamente al nuovo filone lanciato da Robert Kirkman e Image Comics?

Paolo Baron: Né l’uno né l’altro. Punk is undead riprende il mito hawaiano dello zombie (quello dei sacerdoti voodoo) e lo mischia con la crime story. Gli zombie sono presenti solo nel volume uno, nel secondo passiamo a tutt’altro orrore. Sicuramente stiamo “surfando” su un periodo propizio per gli zombie, questo lo ammetto, e l’idea di rivedere sulle loro gambe Jim Morrison, Jimi Hendrix e Pastorius poteva realizzarsi solo così e col sistema adottato in Live in London: l’evocazione spiritica. Ooops, ho spoilerato!

Sinossi di Punk is undead vol.2

punk is undead

L’incubo delle rockstar zombie sembra passato. Il protagonista Note è rimasto solo a coltivare la sua grande ossessione: vuole riportare in vita i grandi musicisti e far suonare loro la bella musica dei vecchi tempi. Per questo decide di rifugiarsi a Londra, la sua città, per rivivere in qualche modo il suo passato punk e generare un nuovo orrore, un incubo che difficilmente potrà essere fermato.

Scheda tecnica: Punk is undead - Volume 2 – Live in London (settembre 2014)


    Uscita prevista: Settembre 2014
    Pagine: 64 colore.
    Formato: 14,5x21
    Prezzo: 7,00
    ISBN: 9788897203254

Prima tavola in anteprima di Punk is undead – volume 2 - Live in London

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