Robotics, intervista a Claudio Iemmola autore del nuovo fumetto edito da Shockdom

Comicsblog ha intervistato per voi Claudio Iemmola, autore ed ideatore di Robotics, un nuovo fumetto pubblicato da Shockdom Edizioni.

Dopo avervi presentato il fumetto fantascientifico Robotics, pubblicato dalla casa editrice Shockdom, abbiamo pensato di raggiungere il suo creatore Claudio Iemmola, per parlare con lui della genesi di questo progetto e per conoscerlo da più vicino.

L'artista, si è reso disponibile per un'intervista, che potete leggere qui sotto e dove si parla prevalentemente della grande fantascienza. Quindi, fan di Philip K. Dick e di Isaac Asimov spalancate bene gli occhi, perché la Shockdom ha deciso di rinvigorire i vostri sogni di lettori appassionati di un genere immortale. Ricordiamo che Robotics è stato ideato da Claudio Iemmola, scritto con Francesco Polizzo, disegnato dallo stesso Iemmola con la collaborazione di Giacomo Pilato e Gaetano Matruglio, mentre la sua copertina è stata realizzata da Christian G. Marra.

Il fumetto in questione parla prima di tutto di sentimenti umani, che sopravvivono in un mondo governato da androidi. La "meccanicizzazione del corpo" è destinata a non prevalere, poiché un qualcosa di buono, un principio puramente umano sopravviverà per sempre, anche in un mondo costruito da circuiti elettronici e silicio. Per altre informazioni sul fumetto Robotics e per scoprire tutti i dettagli sulla sua trama, cliccate qui e leggete il nostro articolo di approfondimento. Segue l'intervista a Claudio Iemmola!

L'intervista a Claudio Iemmola

shockdom

Quando si sente parlare di "androidi", vengono in mente subito i romanzi di Philip K. Dick (in particolare Do Androids Dream of Electric Sheep?) e di Isaac Asimov (I , Robot). Robotics è più vicino alla fantascienza del creatore di Blade Runner o alla fantasia sconfinata di Asimov?

In realtà né l'uno né l'altro o forse entrambi in lieve uguale misura. Nella premessa c'è una società decadente che ha accettato l'inevitabile e accelerato la sua inarrestabile corsa in discesa verso l'autodistruzione. Anzi, peggio, perché la fine è già stata vissuta. Quindi è come se parlassimo di una storia di fantasmi o di post mortem.

Dall'altra parte però, piuttosto che di Dick sarebbe più appropriato riferirci all'universo narrativo della pellicola di George Miller, Mad Max. Ho amato fin da bambino il genere post-apocalittico e sognavo da sempre di raccontare una storia che partisse dalle stesse basi per poi svilupparsi in modo del tutto originale, quantomeno diverso.

C'è anche molto Asimov, è evidente, ma più che per i robot, per i dilemmi morali che suscita la loro stessa presenza, nella presa di coscienza di ognuno di loro, che dopo un periodo molto lungo di inerzia dei pensieri e assenza dei sentimenti si ritrovano ad affrontare l'ondata emozionale tipica della vita umana.

Robotics è una storia di robot o c’è dell’altro dietro questo titolo così gelido? Che fine ha fatto l'umanità e quale è il suo ruolo nel tuo fumetto?

Definire Robotics una storia di robot è inesatto… è una storia che invece parla di umanità molto più di quanto non sembri. Ed è proprio grazie all'assenza di esseri umani che questo aspetto viene evidenziato e portato all'eccesso. Rispetto a tutti i riferimenti letterari o cinematografici c'è però un presupposto fondamentale in chiave metaforica: siamo così materialisti che la morale ormai è diventata solo una mera argomentazione giornalistica. Già adesso voltiamo lo sguardo a tutte le questioni del caso e modifichiamo ipocritamente il mondo attorno a noi per l'unico scopo di appagare i nostri desideri, anche quelli più morbosi. Uno tra tutti: vivere per sempre. E mi domando, parafrasando Amleto, vivere o sopravvivere? In Robotics l'umanità ha realizzato questo “sogno” con un atto estremo quindi non resta che affrontare le conseguenze, che saranno, ovviamente, estreme...

Anteprima Robotics della Shockdom

Se un giorno la Bonelli ti chiamasse per la realizzazione di una storia, preferiresti dare la tua disponibilità per un classico della fantascienza come Nathan Never o cercheresti di metterti alla prova su una collana di diverso genere?

Ehi! Shockdom Edizioni è molto più ganza! Ritengo Staiano un editore illuminato e generoso per la sua disponibilità nell'affrontare e produrre progetti all'apparenza “spinosi”da gestire. Bonelli non è al centro dei miei interessi, con tutto il rispetto dovuto, ovvio. Mai stato interessato ad essere assunto da questa o quella casa editrice. Mi interessa di più alleggerire i pesi di tutte le idee che mi frullano in testa che con gli anni aumentano. Non mi piace la sensazione frustrante di non vederne mai realizzata nessuna. Come direbbe Verdone “vorrei fare il carabiniere per trovare una dimensione”. Sarebbe piacevole semmai, devo ammetterlo, se un giorno la Bonelli accettasse un progetto mio, ma sto bene così, giuro.

C'è un androide o un robot dei fumetti che vorresti vedere al cinema come protagonista assoluto?

Risposta secca: Grendizer. Ma in versione americana, non giapponese. Impossibile? Allora punto tutto su Robotics. Un bel filmone blockbuster in CGI basato sui miei personaggi, diretto da un buon regista di genere, con Dreamer (uno dei protagonisti) doppiato in inglese da Mark Hamill e in italiano da Francesco Pannofino.

Svelaci cosa è la tecnologia per un fumettista e quale è il tuo rapporto con gli strumenti elettronici in ambito lavorativo. Preferisci utilizzare i classici "carta, matite e chine" o spingerti oltre?

Sono assolutamente a favore della tecnologia. Ha migliorato e cambiato l'arte in mille modi e spero di poter vedere molte altre meraviglie in futuro. Lavoro ormai da 5 anni esclusivamente in digitale. Lo trovo pratico e soprattutto ecologico. La tecnologia mi ha aiutato a trovare un mio stile e una buona sicurezza del gesto. D'altronde senza una buona mano (non la mia), la tecnologia è nulla, allo stesso modo di un pennello o una matita.

Anteprima Robotics della Shockdom

Cosa ne pensi dei fumetti digitali? Possono sostituire la carta come i tuoi androidi hanno sostituito gli umani?

Il giorno in cui case editrici e autori potranno guadagnare dai prodotti digitali in maniera efficace, io sarò il primo ad abbandonare il cartaceo. Ho esordito nel 1996 con uno dei primi fumetti in rete interamente fruibili gratuitamente: son quasi 20 anni di gavetta sul web. Siamo nel 2014 e solo oggi comincio a ricevere un minimo di feedback. Le cose stanno cambiando lentamente, ma ancora non si può parlare di rivoluzione. Siamo ancora in fase di “ragionevole dubbio ”.

Raccontaci come è nato il progetto Robotics e come hai coinvolto tutti gli altri artisti che ti hanno accompagnato in questa avventura.

Disegnavo da sempre con molta facilità i robot. Appassionatissimo di Go Nagai, Sorayama. Terminator, Transformers ecc… l'illuminazione me la diede Massimo Perissinotto che davanti a un paio di birre del discount, mi disse ironicamente: “fai un fumetto solo di robot dato che ti piacciono tanto!”. Così, circa 5 anni fa, ideai l'ossatura della storia che poi è diventata appunto Robotics.

Col tempo, conscio del fatto che non avrei saputo (o potuto, o voluto) far tutto da solo, sul web conobbi Francesco Polizzo, tecnicamente molto bravo, grazie a un amico comune, Andrea Manfredini (ex compagno alla scuola del fumetto di milano). Gli proposi di aiutarmi a sviluppare la sceneggiatura. Temevo infatti che la mia “mania” per i robot potesse rovinare una storia potenzialmente carina e renderla inaccessibile ad un pubblico non appassionato al genere.

Successivamente cercai un altro disegnatore in grado coprire le mie mancanze, quindi arrivò Giacomo Pilato e fu “amore a prima vista”. Un bravo disegnatore con grandi margini di evoluzione, un bravissimo ragazzo, modesto e con la testa sulle spalle. Io lo chiamo ormai “il mio amichetto robotico preferito”. Una bella squadra, direi col senno di poi e anche una piacevole, inattesa, amicizia, che non guasta mai nella vita.

Anteprima Robotics della Shockdom

Il disegnatore della cover è Christian G. Marra. Come giudichi la collaborazione con questo artista?

La collaborazione di cui son più orgoglioso ed onorato invece è quella di Christian G. Marra.
Lo conosco da tanto tempo ormai, abbiamo sempre avuto molto in comune, come la visione dell'arte, il gusto personale. Lo apprezzo moltissimo e lo ammiro davvero, come persona e come professionista. Da sempre estimatore di Passenger, avere lui come copertinista ufficiale di Robotics per me è motivo di vanto e lui non capirà mai quanto ne sia felice.

Video in appendice: il trailer del film Io, Robot

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
  • shares
  • +1
  • Mail