Orfani: Ringo n.4 – Il numero quattro, la recensione del fumetto di Uzzeo e Massacci

Abbiamo letto il quarto albo della serie Orfani: Ringo, sceneggiato da Mauro Uzzeo e disegnato da Alex Massacci. Segue la nostra recensione!

Orfani: Ringo n.4 – Il numero quattro, disponibile nelle edicole dal 16 gennaio 2015, è un albo edito dalla Sergio Bonelli Editore, scritto da Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo, sceneggiato dallo stesso Uzzeo, disegnato da Alex Massacci, con colori di Alessia Pastorello e copertina del solito Emiliano Mammucari. Attenzione: in questa recensione troverete diversi spoiler e vi mostrerò alcune immagini estratte dall'albo. Pertanto, usatela con cautela!

Orfani sta vivendo un periodo d'oro. Anche per questo la casa editrice ha deciso di produrre non solo una terza, ma anche una quarta stagione della sua nuova serie di fantascienza. E' bene aspettarsi ulteriori stravolgimenti in futuro, visto che "Ringo" è un capitolo assai particolare, un racconto "on the road", che non potrà durare per sempre, ma che ci sta permettendo di conoscere scenari fantastici, ambientazioni da brivido, ridotte ai minimi termini dal lato oscuro dell'umanità...

La Trama

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Ringo ed i ragazzi hanno già conosciuto cosa vuol dire la parola paura, ma gli autori sono crudeli, crudelissimi e questa volta hanno voluto esagerare. La storia prende il via con un gioco, una lotteria che mette in evidenza il sistema di illusioni ed orrore messo in piedi dalla Juric. Poi i riflettori si spostano sul gruppo di protagonisti che per questioni "sentimentali" si ritrova gravemente fratturato.

Il numero quattro ha in realtà un unico grande attore principale: Nuè. Il nuovo albo di Orfani è un'Odissea in formato bignami, un racconto forte, che proietta con violenza nel lettore le paure e le difficoltà di un ragazzo che ha una grande voglia di diventare un adulto e superare i propri limiti. Nuè si separa dal gruppo, fugge lontano, sfida la sorte, ma viene catturato da una comunità di pazzi e coinvolto in un gioco di scommesse mortale.

Il gioco è una trappola, un'epidemia grave che sta dilagando tra i più senza controllo. Questo è il messaggio che esplode tra le pagine de Il numero quattro e mi piace vederlo come un avvertimento, poiché Orfani non è affatto una serie a fumetti piatta e muta. Orfani grida, grida molto spesso e lancia segnali di allarme, contro quei sistemi sociali da cui dipendiamo e che ci somministrano quotidianamente catene di ogni genere, per controllarci e consumarci. Il gioco è una piaga sociale legalizzata che schiaccia i deboli, poiché non tutti sono in grado di controllare il rischio. Nuè esce a testa alta da questa storia, riscoprendo il valore di parole forti come "gruppo" e "amicizia", non sentendosi più l'ultima ruota del carro. Per ottenere tutto ciò ha dovuto azzardare.

In Orfani non esiste un lieto fine. Le tavole conclusive dell'albo fanno tremare e sorridere, poiché solo un miracolo potrà salvare i protagonisti da una vendetta letale ed esplosiva...

Sceneggiatura

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Mauro Uzzeo è abile nel schematizzare il suo lavoro e costruire una storia unica, generando diversi atti completi e ben argomentati. Ha sfruttato il prologo per introdurre il tema del "gioco", senza dimenticare tutto quello su cui è fondato il nuovo mondo della Juric. E' passato poi a giustificare la fuga di Nuè, spingendo il ragazzo su un percorso quasi onirico, ma crudele e reale come non mai. Proprio in questo frangente la sceneggiatura raggiunge picchi elevatissimi di maturità: l'ambiente circostante, le emozioni del personaggio, tutti i contorni sono vivi e percepibili. Il bosco, la natura, le visioni riflettono l'anima di Nuè ed il lettore non può rimanere indifferente nei confronti di cotanta maestosità, energia pura che parte dal personaggio e anima quel che lo circonda.

Il terzo atto dell'albo lo possiamo ribattezzare "Gioco Mortale". Uzzeo apre la scatola, individua i giocatori, srotola per terra una scacchiera di morte, pesca i pedoni e li posa con una delicatezza beffarda. Crea un'atmosfera da Auschwitz Birkenau, facendo partecipare il ragazzo ad una sorta di roulette russa letale. Gli attimi di tensione e terrore sono assolutamente coinvolgenti, grazie anche al disegnatore che compie uno sforzo magistrale nel rendere vividi e comunicativi gli sguardi di Nuè durante il massacro.

Orfani: Ringo n.4 si chiude con la missione di recupero, dove l'ex-pistolero si butta a capofitto per salvare la situazione. Azione pura che spettacolarizza l'ennesima lezione di vita.

Disegni

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Alex Massacci è una sorpresa, assolutamente positiva, che conferma la volontà della casa editrice di mettere a disposizione della serie un parco disegnatori stellare. Il suo stile e il suo modo di interpretare la sceneggiatura sembrano rivolgersi ad un pubblico internazionale. E' questa la forza di Orfani: educare i lettori di vecchia data ad una grafica più moderna, meno legata ai canoni classici, corteggiando allo stesso tempo gli utenti di ultima generazione.

Alex Massacci ha un tratto morbido e pulito, che diventa graffiato all'esigenza; rende con disinvoltura la tridimensionalità delle forme e si esalta nel caratterizzare i personaggi attraverso espressioni facciali sincere e coerenti. Ha reso le scene all'aperto incantevoli, rendendo il passaggio nel bosco una favola agrodolce. Restano magistrali anche le scene che riguardano I Corvi, guardia personale della Juric, che confermano quella duttilità che tutti gli illustratori di Orfani sono chiamati a dimostrare.

Copertina, colorazione, formato, prezzo, data di uscita, contenuti extra

orfani 4 ringo

Emiliano Mammucari sta realizzando tutte le cover di questa seconda stagione. Per Il numero quattro si è concentrato, giustamente, su Nuè, mettendolo in primo piano. Alle sue spalle spunta Ringo, nella modalità "grillo parlante". L'artista ha trovato finalmente una propria dimensione in questo ruolo da copertinista, concludendo quella fase di sperimentazione stilistica che l'ha portato ad addolcire i disegni con la colorazione, per realizzare un effetto pittorico quasi visionario.


    Copertina: Emiliano Mammucari
    Colori: Alessia Pastorello
    Pubblicazione: 16/01/2015
    Formato: 16 x 21 cm, a colori
    Pagine: 98
    Prezzo: € 4,50

Giudizio finale

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Ad una prima lettura Orfani: Ringo n.4 sembra un albo di passaggio. Alla seconda lettura si apprezzano sfumature molto sottili, che ti fanno capire la profondità del racconto e l'ampiezza degli argomenti sfiorati. Mauro Uzzeo, frettolosamente (lo spazio è risicato), parla di adolescenza, di passioni, di crisi, di sogni di rinascita e di sfide impossibili. Punta il dito contro altre degenerazioni del sistema sociale e per farlo spinge il suo giovane eroe in fondo al baratro. Cosa chiedere di più?

Le tavole

Orfani: Ringo informazioni generali sulla serie

orfani

La seconda stagione di Orfani sarà composta da dodici numeri mensili. Si alterneranno alle sceneggiature Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo (Dylan Dog, John Doe); per il settimo numero è stato ingaggiato lo special guest Luca Vanzella. Il team dei disegnatori è composto da Emiliano Mammucari, Carlo Ambrosini, Paolo Bacilieri, Giancarlo Olivares, Roberto Zaghi, Luca Maresca, Alex Masacci, Davide Gianfelice, Alessio Avallone, Luca Genovese, Matteo Cremona, Luigi Pittaluga. Tra i coloristi ritroviamo Annalisa Leoni, Giovanna Niro, Alessia Pastorello, Nicola Righi.

Cosa ci piace - Cosa non ci piace




Cosa ci piace
Cosa non ci piace


  • A chi non piace l'Odissea?

  • Nuè da comparsa diventa vero protagonista.

  • La passeggiata nel bosco è poesia pura.

  • Alex Massacci all'ennesima potenza!




  • L'ingenuità di Nuè.

  • L'ultimo estratto dal libro della Juric è genialmente antipatico.

  • L'ultima tavola rende fastidiosa l'attesa del prossimo albo.



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