Dylan Dog Speciale 29, Il Pianeta dei Morti - La casa delle memorie, la recensione in anteprima

Abbiamo avuto la possibilità di recensire lo speciale numero #29 di Dylan Dog, Il Pianeta dei Morti, nuova serie annuale che la Sergio Bonelli Editore ha lanciato a partire da questo settembre!

Scritto da Alessandro Bilotta, con disegni di Giampiero Casertano e cover di Massimo Carnevale, il Dylan Dog Speciale #29, Il Pianeta dei Morti - La casa delle memorie è sicuramente un prodotto molto interessante che, se sviluppato a dovere, potrà dare parecchie soddisfazioni sia ai lettori più "radicali" di Dylan Dog e sia a quelli che, per un motivo o per un altro, si stanno avvicinando solo adesso alle avventure dell'Indagatore dell'Incubo bonelliano. La "rivoluzione" apportata da Roberto Recchioni alla Sergio Bonelli Editore passa anche da qui, ed è per questo che il Dylan Dog Speciale #29 dedicato all'universo narrativo de Il Pianeta dei Morti doveva essere recensito in maniera approfondita.

Una linea narrativa, quella de Il Pianeta dei Morti, che risale al numero #2 del Color Fest di Dylan Dog e che Bilotta, nel corso degli anni, è riuscito ad espandere fino a farla diventare sempre più intrigante e avvincente. Ed ora, grazie a questa serie di speciali annuali, tutti quelli che hanno amato Il Pianeta dei Morti potranno godere delle nuove avventure futuristico-horroristiche dell'Indagatore dell'Incubo!

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire pregi e difetti di questo Dylan Dog Speciale 29, Il Pianeta dei Morti - La casa delle memorie.

La trama dell'opera

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Sconvolto dagli eventi e distrutto dai sensi di colpa, Dylan Dog decide di affidarsi ad una compagnia che si occupa di suicidi assistiti per porre fine alla sua esistenza una volta per tutte. I morti governano la Terra e Dylan Dog non riesce a dimenticare che, se fosse riuscito ad uccidere Groucho quando aveva la possibilità di farlo (il "paziente zero" che ha dato il via ad una nuova forma dell'epidemia era proprio l'assistente/amico dell'Old Boy), tutto questo non sarebbe mai accaduto. Rintanatosi in una casa che si trova tra un cimitero e il centro abitato, Dylan aspetta con ansia il giorno prefissato per l'incontro fatale con la Morte, riempiendosi di alcool e disertando volontariamente i suoi obblighi da capo ispettore di un'agenzia governativa che ha come scopo quello di recuperare i Ritornanti (così vengono chiamati gli zombie ne Il Pianeta dei Morti) per studiarli e comprendere come fermare l'epidemia una volta per tutte.

Ma è la Morte stessa ad apparire spesso a Dylan in questa storia e, mentre cercava di godersi i suoi ultimi giorni di vita, la noia quotidiana dell'ex Indagatore dell'Incubo viene sconvolta prima dall'arrivo di una donna misteriosa e poi, man mano che la storia va avanti, da una serie di eventi che lo riportano a collaborare con Scotland Yard e con la sua stessa agenzia. E tutto questi eventi hanno come filo conduttore gli Immemori, persone non infettate dall'epidemia che vivono in alcune strutture gestite da persone senza scrupoli.

Dylan tornerà quindi al lavoro per il suo ultimo caso e, tra un discorso e l'altro con la Morte in persona e l'incontro con un'affascinante e ricchissima donna, l'Old Boy dovrà sbrogliare un intrigo che con i "ritornanti" non sembra avere nulla a che fare. In tutto questo si inserisce anche la figlia di Jenkins che, oltre ad essere simpatica quanto il padre, sembra avere un qualche interesse (sia lavorativo che personale) nei confronti del nostro Dylan...

Disegni e stile grafico

Solo un uomo "di fatica" come il grande Giampiero Casertano poteva occuparsi di questo nuovo inizio de Il Pianeta dei Morti e, come sempre, la Sergio Bonelli Editore dimostra di saper scegliere con cura gli artisti che andranno poi a lavorare sulle singole opere. Ogni disegno di questo albo sembra uscito dalle chine di Casertano come un urlo di orrore dalle bocche di innocenti spettatori di un film dedicato agli zombie, e la potenza del tratto del maestro milanese riesce a tratteggiare benissimo le varie sequenze di devastazione e massacro che caratterizzano questo Speciale #29 di Dylan Dog.

Nulla da dire neanche sulla copertina di Massimo Carnevale che, se ce ne fosse ancora bisogno, dimostra ai lettori di Dylan Dog che potrebbe essere lui il degno erede del grande Angelo Stano, storico cover artist della collana!

Giudizio e considerazioni finali

Sia a livello tecnico che a livello di storia, questo Dylan Dog Speciale #29, Il Pianeta dei Morti Viventi - La casa delle memorie è un lavoro studiato sin nei minimi dettagli che riesce, nonostante le sue 160 pagine, a tenere incollato il lettore fino a quando la lettura dell'albo non viene completata nella sua interezza. Ma il fatto di avere tante pagine quante ne potrebbe avere un graphic novel è sia un pregio che un difetto perché, pur riuscendo a lavorare bene sulla storia, Bilotta deve sempre considerare che il formato dello Speciale è fatto per essere un seriale. Un seriale pensato e realizzato per essere un annuale, con tutti i rischi che una serializzazione del genere comporta.

Questo è il vero ed unico difetto di questo Dylan Dog Speciale #29, Il Pianeta dei Morti Viventi - La casa delle memorie: seppur godibile, l'albo è paragonabile a un graphic novel nel senso stretto del termine e, grazie al finale aperto, Bilotta mette addosso al lettore la curiosità di sapere cosa accadrà da qui a un anno! Con una serializzazione del genere sarebbe stato più corretto avere tante piccole storie che vanno a formare un disegno più grande, quindi episodi autoconclusivi che vanno poi a legarsi a una "grande trama" da riprendere nei numeri successivi.

Voto Finale 8 Da leggere assolutamente

L'albo rimane comunque godibile e, se per caso l'ambientazione "zombesca" ricorda a molti il caro The Walking Dead di Robert Kirkman, mi dispiace deludervi: Il Pianeta dei morti è una storia di Dylan Dog al 100%, solo con un Dylan un po' diverso e un mondo ripieno di morti viventi! Da notare anche le belle citazioni inserite da Bilotta nell'albo, tra cui spicca sicuramente una dedicata al grande Lewis Carroll.

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