Snack Time - John Doe #22 (99)

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Con un titolo così sfrontato e maleducato (nel pieno stile di John Doe, però) si conclude con il novantanovesimo albo (oppure il numero 22 della nuova numerazione) l’avventura editoriale dell’impiegato della Morte che alla fine è diventato un Dio (madonna che brutta sintesi).

Devo dire che l’ultima stagione mi aveva un po’ lasciato perplesso. Erano belle storie quelle che spaziavano tra i vari generi del fumetto ma mi davano più l’idea di essere un riempitivo di chi non sa più che inventarsi e le compravo maggiormente per collezione/fede/fanatismo. Questo ultimo albo, però, riscatta l’intera stagione. Riprende le varie storie precedenti dando un senso di unione a tutta la stagione. Il tema del meta-fumetto affrontato nei numeri precedenti qui raggiunge l’apice con John Doe che incontra e interagisce con i suoi creatori (poteva Roberto Recchioni non essere il simpatico coprotagonista?). In più c’è una sorta di riassunto di tutta la serie con i vari disegnatori che hanno collaborato che ripropongono momenti salienti dei loro albi (e della saga di John Doe, ovviamente).

In conclusione un numero veramente interessante. E’ la fine di John Doe? Sfruttando il classico gioco di esprimere i sentimenti degli autori per bocca del protagonista, sembrerebbe di sì. Ma si sa, specialmente nei fumetti, nulla è certo. Quelli bravi sicuramente scriveranno articoli e trattati sulla quarta parete (no, non c’entrano gli occhialini 3D delle tv) dato che fornisce molti spunti di riflessione a riguardo. Io mi fermo a consigliarvelo per le emozioni e il piacere che dà leggendolo.

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