Charlie Hebdo, un anno dopo: il ricordo della strage nei post di Comicsblog

Il 7 gennaio del 2015 eravamo qui, come tutti gli anni, a parlare della nona arte e di tutto quello che concerne il mondo del fumetto. Ma alle 11:30 circa, qualcosa ha scosso le nostre coscienze...

Uderzo-Asterix-Charlie-Hebdo

E fu il sottoscritto che, il 7 gennaio 2015, scrisse le prime righe dell'articolo che riportava l'attentato alla sede parigina del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, dove persero la vita ben dodici persone, tra cui ricordiamo il direttore Stéphane "Charb" Charbonnier, Jean "Cabu" Cabut, Bernard "Tignous" Verlhac, Georges David Wolinski e Philippe Honoré. La notizia fece subito il giro del mondo e, sconvolti dall'attentato parigino, sia gli autori italiani che quelli stranieri espressero la loro vicinanza alle vittime disegnando vignette in memoria dei colleghi scomparsi.

Nei giorni immediatamente successivi alla strage, tutta l'attenzione del mondo era rivolta al Charlie Hebdo: dai social network (con l'ormai immortale hashtag #JeSuisCharlie) alla stampa specializzata e non, passando dalla politica ai media generalisti, tutti parlavano del Charlie Hebdo e del perché alcuni terroristi avessero scelto proprio la sede del settimanale satirico francese come obiettivo.

La risposta, a un anno di distanza, è contenuta nei post che pubblicammo allora. Una risposta sottintesa ma ben chiara. Perché noi siamo ancora con Charlie. Sempre.

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