Southern Bastards by Panini Comics, la recensione

La Panini Comics è riuscita a portare in Italia l'attesissimo Southern Bastards, fumetto della Image Comics scritto da Jason Aaron e disegnato da Jason Latour. E noi di Comicsblog l'abbiamo recensito per voi!

Una delle serie della Image Comics più gustose che la Panini Comics è riuscita a sottrarre ai tanti competitor italiani è sicuramente questa Southern Bastards, opera scritta da Jason Aaron e disegnato da Jason Latour. E ci son voluti ben 2 anni (il primo albo originale risale ad aprile 2014, mentre il primo TP è di ottobre dello stesso anno) prima che la Panini riuscisse a pubblicare il volume #1 della saga che Aaron e Latour stanno serializzando con successo per la Image Comics! Ma fidatevi, ne è valsa davvero la pena!

Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio questo Southern Bastards Volume #1 della Panini Comics, presentato dalla casa editrice per la collana 100% HD. Una piccola nota prima di cominciare la recensione: il volume è quasi identico al primo TP pubblicato dalla Image Comics negli States, quindi contiene i numeri dall'#1 al #4 della saga. Una scelta che ho apprezzato davvero molto, perché in linea con l'edizione originale del fumetto.

La trama dell'opera

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Di solito si incomincia una recensione sulla trama di un fumetto parlando un po' dei protagonisti e della storia, ma per Southern Bastards basta la prima pagina per descrivere quel che Jason Aaron e Jason Latour vogliono dire con questo fumetto. E dopo aver letto la bella introduzione scritta proprio da Aaron e Latour, troverete un cane (onnipresente nell'albo) che fa i suoi bisogni sul ciglio della strada che porta a Craw Country (Alabama), teatro di tutte le vicende di questa prima tornata di storie! Ed è proprio sulla strada per Craw Country che incontriamo Earl Tubb, il vero protagonista del fumetto. Un protagonista particolare, sicuramente diverso dai canoni del fumetto moderno: anziano, stanco ed annoiato, Tubb si sta recando a Craw Country per svuotare la casa dello Zio Buhl, recentemente ricoverato in un ospizio. Ma qualcosa (o meglio, qualcuno) lo convincerà a rimanere a Craw Country...

In città spadroneggia una banda di criminali capitanata da un certo Euless Boss, allenatore della locale squadra di football americano. Squadra composta da giovani scapestrati del posto che, agli ordini di Boss, eseguono per lui delle commissioni decisamente losche. Ed i ragazzi in questione non hanno pietà di nessuno, donne e bambini compresi. Ma Boss non ha fatto i conti con Tubb che, turbato dalla morte di un caro amico (morte avvenuta per mano dei ragazzi della squadra di football), deciderà di far rispettare la giustizia come fece suo padre prima di lui. Solo che Tubb non andava d'accordo ne con il padre e ne tantomeno con la mentalità chiusa, violenta e bigotta di Craw Country!

Disegni e stile grafico

Ammetto di non aver seguito il percorso artistico di Jason Latour, e la cosa mi dispiace moltissimo. Dispiace soprattutto perché, proprio su Southern Bastards, Latour da una dimostrazione ben chiara di come dovrebbe essere un fumetto crudo come quello che ha disegnato. E sarebbe stato bellissimo poter fare un paragone con altri tipi di fumetti (magari supereroistici, come ad esempio il Captain America #616 che il disegnatore ha illustrato nel 2011), perché si riuscirebbe a dare la dimensione giusta di un'artista che qui impugna la matita come fosse un vero e proprio martello da scagliare in faccia al lettore! La violenza grafica di Southern Bastards è volutamente fine a se stessa (come andremo ad analizzare nella parte finale della recensione), e Latour fa in modo che gli scritti di Aaron prendano forma nella maniera più brutale e cattiva possibile.

Ma gran parte dell'atmosfera di Southern Bastards non è frutto del disegno, ma dei colori scelti da Latour per l'opera. Perché si, Latour si è occupato anche di colorare il fumetto, e lo ha fatto con una perizia da vero colorista! I toni di rosso, arancio e giallo dell'Alabama di Aaron saranno onnipresenti per tutta la durata della lettura, e si mischieranno fortissimo con il rosso del sangue che sgorga in ogni singola pagina di Southern Bastards. E vi assicuro, questa cosa vi lascerà davvero a bocca aperta!

Giudizio e considerazioni finali

Se devo trovare un paragone cinematografico a quanto immaginato da Jason Aaron e Jason Latour in Southern Bastards, i primi due riferimenti che mi vengono in mente sono Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen e Gran Torino di Clint Eastwood. Le tematiche trattate in entrambi i film da me citati sono molto simili a quel che si legge in Southern Bastards, ma limitare la capacità narrativa di Aaron ad un paio di citazioni cinematografiche sarebbe svilente, per un autore del suo calibro. Ben più sottile ma interessante è invece il piccolissimo omaggio (non so se voluto o meno) all'Amleto di William Shakespeare: la figura del padre di Tubb, violento e decisamente poco amato dal protagonista, ritorna come il fantasma del padre di Amleto a turbare la vita di questo vecchio uomo dell'Alabama. Un uomo che alla fine si lascia coinvolgere personalmente in una realtà che Aaron, nella brevissima prefazione iniziale (che vi consiglio di leggere molto attentamente), riesce a riassumere in maniera pressoché perfetta.

Leggendo Southern Bastards, mi sono chiesto se gli stati più a sud del Nord America sono davvero come li tratteggiano Aaron e Latour e, incuriosito dalla cosa, ho cominciato a leggere qualche news online su quanto avviene in Texas e Alabama. E con sommo stupore, ho notato che la storia narrata dai due fumettisti non è poi tanto distante dalla realtà di questi stati dove, spesso e volentieri, la violenza e l'ignoranza viaggiano pari passo. Una violenza che diventa qui davvero fine a se stessa, e che è spaventosamente simile ai tanti fatti cronaca che si leggono online.

In conclusione: dovete leggere Southern Bastards? Assolutamente si, anche perché la copertina Hardcover e il prezzo abbordabilissimo (14 euro sono davvero pochi, per un fumetto del genere) ne fanno uno dei prodotti più interessanti di questa primavera 2016 italiana a fumetti. Ed occhio al colpo di scena finale di questo primo volume, perché sarà qualcosa che vi farà sobbalzare dalla sedia!

Soggetto
8

Sceneggiatura
8

Disegni
10

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