Eisner Award 2016, un'analisi sui vincitori di quest'anno

Chiuso il capitolo San Diego Comic-con 2016 si chiudono anche tutte le "speculation" sugli Eisner Awards, i riconoscimenti più importanti del mondo del fumetto americano. Riconoscimenti su cui dobbiamo spendere due parole...

San Diego Comic Con 2014

Ormai il San Diego Comic-con 2016 è bello che finito e, come ogni anno, l'evento fumettistico/televisivo/cinematografico/videoludico americano ha lasciato dietro di se una scia di trailer, anticipazioni e notizie che abbiamo provato a riassumere anche noi di Comicsblog. Ma come qualcuno di voi avrà sicuramente notato, mancava ancora un tassello, forse il più importante di tutti: i vincitori degli Eisner Awards 2016! Consegnati proprio durante il San Diego Comic-con, gli Eisner Awards sono da considerarsi a tutti gli effetti come "gli Oscar del fumetto". Personalmente non sono d'accordo con questa definizione, ma a conti fatti le similitudini tra i due premi sono ormai tantissime. E come succede per gli Oscar, anche gli Eisner Awards hanno bisogno di un'analisi attenta e ordinata. Per questo ho scelto di fare un articolo dove cerco di riassumere, usando le categorie come riferimento per questa nostra piccola analisi.

Southern Bastards e la riscossa della Image Comics

Partiamo parlando di quello che è stato uno dei vincitori di questa edizione 2016 degli Eisner Awards: Jason Aaron. L'autore americano è riuscito, grazie al suo Southern Bastards (di cui potete leggere qui la recensione del primo volume italiano), a portarsi a casa sia il premio come Miglior Serie in Corso e sia quello come Miglior Scrittore. Questo segna un punto a favore della Image Comics che, dando agli autori la possibilità di esprimersi al meglio senza troppe pressioni editoriali, riesce a pubblicare opere che rientrano subito nei favori della critica e dei lettori.


    Miglior serie in corso

    Bandette, di Paul Tobin and Colleen Coover (Monkeybrain)
    Giant Days, di John Allison, Lissa Treiman e Max Sarin (BOOM! Box)
    Southern Bastards, di Jason Aaron e Jason Latour (Image Comics)
    Silver Surfer, di Dan Slott e Michael Allred (Marvel)
    Invincible, di Robert Kirkman, Ryan Ottley e Cliff Rathburn (Image Comics/Skybound)

    Miglior Scrittore

    Ed Brubaker, The Fade Out, Velvet, Criminal Special Edition (Image Comics)
    John Allison, Giant Days (BOOM Studios)
    Jason Aaron, Southern Bastards (Image), Men of Wrath (Marvel Icon), Doctor Strange, Star Wars, Thor (Marvel)
    Marjorie Liu, Monstress (Image Comics)
    G. Willow Wilson, Ms. Marvel (Marvel)

Ma questi sono stati sicuramente gli Eisner Awards della Image Comics perché, oltre a portarsi a casa il premio sopracitato, la casa editrice americana ha messo in bacheca anche il premio come Miglior Serie Limitata e quello come Best New Series (questo non so proprio come tradurlo, scusatemi), andati rispettivamente a The Fade Out di Ed Brubaker e Sean Phillips ed a Paper Girls di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang. Lo stesso Chiang, proprio grazie a Paper Girls, ha ricevuto il premio come miglior disegnatore/inchiostratore.


    Miglior serie limitata

    Chrononauts, di Mark Millar e Sean Murphy (Image Comics)
    Lady Killer, di Joëlle Jones e Jamie S. Rich (Dark Horse)
    The Fade Out, di Ed Brubaker e Sean Phillips (Image Comics)
    Minimum Wage: So Many Bad Decisions, di Bob Fingerman (Image Comics)
    The Spire, di Simon Spurrier e Jeff Stokely (BOOM! Studios)

    Best New Series

    Bitch Planet, di Kelly Sue DeConnick e Valentine De Landro (Image Comics)
    Harrow County, di Cullen Bunn e Tyler Crook (Dark Horse)
    Kaijumax, di Zander Cannon (Oni PRess)
    Paper Girls, di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics)
    Monstress, di Marjorie Liu e Sana Takeda (Image Comics)
    The Unbeatable Squirrel Girl, di Ryan North e Erica Henderson (Marvel)

    Miglior disegnatore/inchiostratore o miglior team disegnatore/inchiostratore

    Michael Allred, Silver Surfer (Marvel); Art Ops (Vertigo/DC Comics)
    Erica Henderson, Jughead (Archie Comics), Unbeatable Squirrel Girl (Marvel)
    Cliff Chiang, Paper Girls (Image Comics)
    Joëlle Jones, Lady Killer (Dark Horse), Brides of Helheim (Oni Press)
    Nate Powell, March, Book Two (Top Shelf/IDW Publishing)

Fantasticamente indie (ma non troppo)

Se c'è una cosa che mi è piaciuta molto di questi Eisner Awards 2016 è stata la capacità della giuria di guardare oltre ai "big" del fumetto americano, dando parecchio spazio ai prodotti indipendenti. E con tanti fumetti "indie" in gara, prima o poi doveva scapparci anche qualche premio. Ed infatti, in alcune delle categorie più rappresentative della kermesse, a portare a casa gli Eisner Awards sono stati fumetti della Drawn & Quarterly, della Monkeybrain, della First Second e della SelfMadeHero, case editrici sicuramente poco mainstream rispetto a veri e proprio colossi come la Marvel e la DC Comics. Ma questa è davvero una svolta "autoriale" della giuria oppure, come avrete modo di vedere scorrendo le categorie qui in basso, quest'anno le "grandi" non sono riuscite a piazzare nulla di convincente? Io proponendo per un giusto mix di entrambe le opzioni, ma lascio a voi la parola!


    Miglior Storia Breve

    “Black Death in America,” di Tom King e John Paul Leon, pubblicata su Vertigo Quarterly: Black (Vertigo/DC Comics)
    “Hand Me Down,” by Kristyna Baczynski, pubblicata su 24 x 7 (Fanfare Presents)
    “Killing and Dying,” di Adrian Tomine, pubblicata su Optic Nerve #14 (Drawn & Quarterly)
    “It’s Going to Be Okay,” di Matthew Inman, pubblicata su The Oatmeal, theoatmeal.com/comics/plane
    “Lion and Mouse,” di R. Sikoryak, pubblicata su Fable Comics (First Second)

    Miglior pubblicazione per giovani lettori (fino a 8 anni)

    Anna Banana and the Chocolate Explosion, di Dominque Roques e Alexis Dormal (First Second)
    The Only Child, di Guojing (Schwartz & Wade)
    Little Robot, di Ben Hatke (First Second)
    SheHeWe, di Lee Nordling e Meritxell Bosch (Lerner Graphic Universe)
    Written and Drawn by Henrietta, di Liniers (TOON Books)

    Miglior pubblicazione per teenager (13-17 anni)

    Awkward, di Svetlana Chmakova (Yen Press)
    Drowned City: Hurricane Katrina and New Orleans, di Don Brown (Houghton Mifflin Harcourt)
    SuperMutant Magic Academy, di Jillian Tamaki (Drawn & Quarterly)
    Moose, di Max de Radiguès (Conundrum)
    Oyster War, di Ben Towle (Oni Press)
    March: Book Two, di John Lewis, Andrew Aydin e Nate Powell (Top Shelf/IDW)

    Miglior pubblicazione umoristica

    Cyanide & Happiness: Stab Factory, di Kris Wilson, Rob DenBleyker, e Dave McElfatrick (BOOM! Studios/BOOM! Box)
    Deep Dark Fears, di Fran Krause (Ten Speed Press)
    Step Aside, Pops: A Hark! A Vagrant Collection, di Kate Beaton (Drawn & Quarterly)
    Sexcastle, di Kyle Starks (Image Comics)
    UR, di Eric Haven (AdHouse)

    Miglior fumetto digitale/webcomic

    The Legend of Wonder Woman, di Renae De Liz (DC Digital)
    Fresh Romance, curato da Janelle Asselin (Rosy Press/comiXology)
    Bandette, di Paul Tobin e Colleen Coover (Monkeybrain/comiXology)
    Lighten Up, di Ronald Wimberly (The Nib)
    These Memories Won’t Last, di Stu Campbell

    Miglior Antologia

    24 x 7, curato da Dan Berry (Fanfare Presents)
    Eat More Comics: The Best of the Nib, curato da Matt Bors (The Nib)
    Drawn & Quarterly, Twenty-Five Years of Contemporary, Cartooning, Comics, and Graphic Novels, curato da Tom Devlin (Drawn & Quarterly)
    Mouse Guard: Legends of the Guard, vol. 3, curato da David Petersen (BOOM! Studios/Archaia)
    Peanuts: A Tribute to Charles M. Schulz, curato da Shannon Watters (kaBOOM!)

    Miglior pubblicazione su fatti storici/realmente accaduti

    The Arab of the Future: A Childhood in the Middle East, 1978–1984, di Riad Sattouf (Metropolitan Books)
    Displacement: A Travelogue, di Lucy Knisley (Fantagraphics)
    March: Book Two, by John Lewis, Andrew Aydin, e Nate Powell (Top Shelf/IDW Publishing)
    Hip Hop Family Tree, Book 3: 1983–1984, di Ed Piskor (Fantagraphics)
    Invisible Ink: My Mother’s Secret Love Affair with a Famous Cartoonist, di Griffith (Fantagraphics)
    The Story of My Tits, di Jennifer Hayden (Top Shelf/IDW Publishing)

    Miglior Graphic Album - Novità

    Long Walk to Valhalla, di Adam Smith e Matthew Fox (BOOM! Studios/Archaia)
    Nanjing: The Burning City, di Ethan Young (Dark Horse)
    Ruins, di Peter Kuper (SelfMadeHero)
    Sam Zabel and the Magic Pen, di Dylan Horrocks (Fantagraphics)
    The Thrilling Adventures of Lovelace and Babbage, di Sydney Padua (Pantheon)

    Miglior Graphic Album - Ristampa

    Angry Youth Comics, di Johnny Ryan (Fantagraphics)
    Roses in December: A Story of Love and Alzheimer’s, di Tom Batiuk and Chuck Ayers (Kent State University Press)
    Nimona, di Nicole Stevenson (Harper Teen)
    The Less Than Epic Adventures of TJ and Amal Omnibus, di E. K. Weaver (Iron Circus Comics)
    Soldier’s Heart: The Campaign to Understand My WWII Veteran Father, di Carol Tyler (Fantagraphics)

    Miglior edizione americana di un fumetto straniero — Asia

    Assassination Classroom, vols. 2–7, di Yusei Matsui (VIZ)
    A Bride’s Story, di Kaoru Mori (Yen Press)
    Master Keaton, vols. 2–4, di Naoki Urasawa, Hokusei Katsushika, e Takashi Nagasaki (VIZ)
    Showa, 1953–1989: A History of Japan, di Shigeru Mizuki (Drawn & Quarterly)
    A Silent Voice, di Yoshitoki Oima (Kodansha)
    Sunny, di Taiyo Matsumoto (VIZ)

    Miglior edizione di materiale storico/da collezione — Strips

    Beyond Mars, di Jack Williamson e Lee Elias, curato da Dean Mullaney (IDW/LOAC)
    Cartoons for Victory, di Warren Bernard (Fantagraphics)
    The Complete Funky Winkerbean, vol. 4, di Tom Batiuk, curato da Mary Young (Black Squirrel Books)
    The Eternaut, di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano Lòpez, curato da Gary Groth e Kristy Valenti (Fantagraphics)
    Kremos: The Lost Art of Niso Ramponi, vols. 1 e 2, curato da Joseph P. Procopio (Picture This/Lost Art Books)
    White Boy in Skull Valley, di Garrett Price, curato da Peter Maresca (Sunday Press)

I frutti del duro lavoro

Tanti sono gli autori, i coloristi, gli inchiostratori, i disegnatori e i professionisti che lavorano nel mondo del fumetto. Ad alcuni è stata già consegnata gloria eterna, mentre per altri c'è ancora tanto da fare per riuscire ad arrivare nell'Olimpo degli "intoccabili". Ma cosa succede quando uno di questi professionisti vince un Eisner Award? Beh, che quel traguardo è un po' più vicino! Andiamo quindi a vedere chi è riuscito a guadagnarsi un piccolo pezzo di "storia" nel mondo del fumetto americano!


    Miglior Autore/Disegnatore

    Sydney Padua, The Thrilling Adventures of Lovelace and Babbage (Pantheon)
    Nathan Hale, Nathan Hale’s Hazardous Tales: The Underground Abductor (Abrams)
    Bill Griffith, Invisible Ink: My Mother’s Secret Love Affair with a Famous Cartoonist (Fantagraphics)
    Ed Piskor, Hip-Hop Family Tree, vol. 3 (Fantagraphics)
    Noah Van Sciver, Fante Bukowski, Saint Cole (Fantagraphics)

    Miglior colorista/Artista Multimediale

    Federico Bertolucci, Love: The Tiger and Love: The Fox (Magnetic Press)
    Colleen Coover, Bandette (Monkeybrain)
    Dustin Nguyen, Descender (Image Comics)
    Carita Lupattelli, Izuna (Humanoids)
    Tony Sandoval, A Glance Backward (Magnetic Press)

    Miglior Copertinista

    Amanda Conner, Harley Quinn (DC Comics)
    Rafael Albuquerque, Ei8ht (Dark Horse), Huck (Image Comics)
    David Aja, Hawkeye, Karnak, Scarlet Witch (Marvel)
    Joëlle Jones, Lady Killer (Dark Horse), Brides of Helheim (Oni Press)
    Ed Piskor, Hip-Hop Family Tree (Fantagraphics)

    Miglior Colorista

    Laura Allred, Lady Killer (Dark Horse); Silver Surfer (Marvel); Art OPS (Vertigo/DC Comics)
    Jordie Bellaire, The Autumnlands, Injection, Plutona, Pretty Deadly, The Surface, They’re Not Like Us, Zero (Image Comics); The X-Files (IDW); The Massive (Dark Horse); Magneto, Vision (Marvel)
    Elizabeth Breitwiser, The Fade Out, Criminal Magazine, Outcast, Velvet (Image)
    John Rauch, The Beauty (Image); Batman: Arkham Knight, Earth 2: Society (DC Comics); Runaways (Marvel)
    Dave Stewart, Abe Sapien, BPRD Hell on Earth, Fight Club 2, Frankenstein Underground, Hellboy in Hell, Hellboy and the BPRD, (Dark Horse); Sandman: Overture, Twilight Children (Vertigo/DC Comics), Captain America: White (Marvel), Space Dumplins (Scholastic Graphix)

    Miglior "letterista"

    Lucy Knisley, Displacement (Fantagraphics)
    Steve Dutro, Blood-C, Midnight Society, Plants vs Zombies (Dark Horse)
    Derf Backderf, Trashed (Abrams)
    Troy Little, Hunter S. Thompson’s Fear e Loathing in Las Vegas (Top Shelf/IDW)
    Kevin McCloskey, We Dig Worms! (TOON Books)

Le ultime categorie e le considerazioni finali

Questa edizione degli Eisner Awards 2016 dimostra come, a fronte di tantissime proposte editoriali, le "big" del mercato mondiale siano rimaste molto indietro rispetto al buon lavoro che le case editrici indipendenti riescono a fare con mezzi e persone decisamente più modesti. Non che la Image Comics, la Dark Horse Publishing o la IDW Publishing siano delle "indie" nel vero senso della parola, e questo lo sappiamo bene. Ma case editrici quali la Monkeybrain, la Drawn & Quarterly e via dicendo sono indipendenti quasi al 100%, e alcuni dei loro prodotti hanno vinto riconoscimenti molto, molto importanti. Anche l'anno scorso si verificò una situazione simile, ma quest'anno la presa di posizione della giuria degli Eisner Awards mi sembra molto più netta. E a fronte di un solo titolo della Marvel che riesce ad agguantare almeno un premio, sia la "Casa delle Idee" che la DC Comics (che è praticamente rimasta a secco) devono cominciare a capire dove sbagliano e cosa possono fare per migliorare le proposte editoriali. Certo, un premio non fa cassa, ma sicuramente aumenta il prestigio dell'azienda. Soprattutto se è un Eisner Award.


    Miglior uscita singola o One Shot

    A Blanket of Butterflies, di Richard Van Camp e Scott B. Henderson (HighWater Press)
    I Love This Part, di Tillie Walden (Avery Hill)
    Silver Surfer #11: “Never After”, di Dan Slott e Michael Allred (Marvel)
    Pope Hats #4, di Ethan Rilly (AdHouse)
    Mowgli’s Mirror, di Olivier Schrauwen (Retrofit/Big Planet)

    Miglior pubblicazione per ragazzi (9-12 anni)

    Baba Yaga’s Assistant, di Marika McCoola e Emily Carroll (Candlewick)
    Child Soldier: When Boys and Girls Are Used in War, di Jessica Dee Humphreys, Michel Chikwanine e Claudia Devila (Kids Can Press)
    Nathan Hale’s Hazardous Tales: The Underground Abductor, di Nathan Hale (Abrams Amulet)
    Over the Garden Wall, di Pat McHale e Jim Campbell (BOOM! Studios/KaBOOM!)
    Roller Girl, di Victoria Jamieson (Dial Books)
    Sunny Side Up, di Jennifer Holm e Matthew Holm (Scholastic Graphix)

    Miglior adattamento a fumetti (da un altro medium)

    Captive of Friendly Cove: Based on the Secret Journals of John Jewitt, di Rebecca Goldfield, Mike Short e Matt Dembicki (Fulcrum)
    City of Clowns, di Daniel Alarcón e Sheila Alvarado (Riverhead Books)
    Two Brothers, by Fábio Moon e Gabriel Bá (Dark Horse)
    Lafcadio Hearn’s “The Faceless Ghost” e Other Macabre Tales from Japan, adattati da Sean Michael Wilson e Michiru Morikawa (Shambhala)
    Ghetto Clown, di John Leguizamo, Christa Cassano e Shamus Beyale (Abrams ComicArts)

    Miglior edizione americana di materiale internazionale

    Alpha . . . Directions, di Jens Harder (Knockabout/Fanfare)
    The Eternaut, di Héctor Germán Oesterheld and Francisco Solano Lòpez (Fantagraphics)
    The Realist, di Asaf Hanuka (BOOM! Studios/Archaia)
    The March of the Crabs, di Arthur de Pins (BOOM! Studios/Archaia)
    A Glance Backward di Pierre Paquet and Tony Sandoval (Magnetic Press)

    Miglior progetto editoriale da collezione - Fumetti

    Frank Miller’s Ronin Gallery Edition, curato da Bob Chapman (Graphitti Designs/DC)
    P. Craig Russell’s Murder Mystery and Other Stories Gallery Edition, curato da Daniel Chabon (Dark Horse)
    Walt Kelly’s Fairy Tales, curato da Craig Yoe (IDW)
    Walt Disney’s Uncle Scrooge and Donald Duck: The Don Rosa Library, vols. 3–4, curato da David Gerstein (Fantagraphics)
    The Puma Blues: The Complete Saga, by Stephen Murphy, Alan Moore, Michael Zulli, Stephen R. Bissette, e Dave Sim (Dover)

    Miglior periodico/testata dedicata al mondo dei fumetti

    Alter Ego, curato da Roy Thomas (TwoMorrows)
    Back Issue, curato da Michael Eury (TwoMorrows)
    Hogan’s Alley, curato da Tom Heintjes (Hogan’s Alley)
    Comic Riffs blog di Michael Cavna
    Jack Kirby Collector, curato da John Morrow (TwoMorrows)

    Miglior libro sul fumetto

    Only What’s Necessary: Charles M. Schulz and the Art of Peanuts, di Chip Kidd e Geoff Spear (Abrams ComicArts)
    King of the Comics: One Hundred Years of King Features Syndicate, curato da Dean Mullaney (IDW/LOAC)
    Harvey Kurtzman: The Man Who Created Mad and Revolutionized Humor in America, di Bill Schelly (Fantagraphics)
    Out of Line: The Art of Jules Feiffer, di Martha Fay (Abrams ComicArts)
    Will Eisner: Champion of the Graphic Novel, di Paul Levitz (Abrams ComicArts)

    Miglior lavoro accademico/scolastico sul fumetto

    Graphic Medicine Manifesto, di M. K. Czerwiec et al. (Penn State University Press)
    Boys Love Manga and Beyond: History, Culture, and Community in Japan, curato da Mark McLelland et al. (University Press of Mississippi)
    The Blacker the Ink: Constructions of Black Identity in Comics and Sequential Art, curato da Frances Gateward e John Jennings (Rutgers)
    Superheroes on World Screens, curato da Rayna Denison e Rachel Mizsei-Ward (University Press of Mississippi)
    Unflattening, di Nick Sousanis (Harvard University Press)

    Miglior design per una pubblicazione

    Beyond the Surface, design di Nicolas André, Sam Arthur, Alex Spiro e Camille Pichon (Nobrow)
    The Eternaut, design di Tony Ong (Fantagraphics)
    Sandman Gallery Edition, design di Graphitti Designs e Josh Beatman/Brainchild Studios (Graphitti Designs/DC)
    King of the Comics: One Hundred Years of King Features Syndicate, design di Dean Mullaney (IDW/LOAC)
    Only What’s Necessary: Charles M. Schulz and the Art of Peanuts, design di Chip Kidd (Abrams ComicArts)
    Eventually Everything Connects, design di Loris Lora, Sam Arthur, Alex Spiro e Camille Pichon (Nobrow)

via | Fumettologica

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