Guida Marziana per Autostoppisti - l'Uomo Ragno ha perso il suo grande dono nel Nuovo terribile Giorno?

Guida Marziana per Autostoppisti

Avete mai pianto per un fumetto? Da ragazzino mi è capitato di farlo; ci fu una storia talmente toccante, straziante che in qualche modo mi avvicinò come non mai ad alcuni personaggi, finendo per farmi sentire uno di loro.

Quel numero risale al 1996 e conteneva un breve racconto toccante, chiamato Il Dono. Se questo titolo non vi dice proprio niente aggiungo che l'albo era stato pubblicato da Marvel Italia e sulla copertina c'era raffigurato un uomo nella notte, tra la nebbia, con di fronte una tomba. Sulla lapide c'era scritto: Parker... 1995. Quell'uomo, disegnato da un rivalutato Mark Bagley, era l'Uomo Ragno e dodici anni fa era al vertice delle mie preferenze, prima d'esser scavalcato dal resto della popolazione del Marvel Universe. Comprai quello stesso numero evento ben tre volte, in tre versioni diverse (una anche in tedesco). La mia fissazione era giustificata dalla storia di The Amazing Spider-Man 400 di DeMatteis, dove la cara Zia May diceva addio per sempre all'amato nipote e a tutto il mondo.

Zia May, la vera Aunt May, nel mio cuore è morta e sepolta da 12 anni. Tutto quello che ho letto dopo il ritorno di Norman Osborn sulle scene lo considero solo il più grande scherzo organizzato da Marvel Comics. L'ultimo tassello di questo grande scherzo è Brand New Day, dove tra una cancellazione e l'altra della continuity del Ragno è stato completamente ibernato nel limbo il vero Peter Parker, quello che tanti di voi han cresciuto e si son fatti amico sin dalla sua prima apparizione su Amazing Fantasy (prima serie) n. 15, storico albo presentato da da Stan Lee (testi) e Steve Ditko (disegni) nel 1962.

Impossibile dimenticare la poetica, la magia de Il Dono; sorpresa, rabbia, dolore, grinta e amore investivano Peter Parker ed il suo clone Ben Really, che impotenti di fronte il mistero della vita rincorrevano la seconda stella a destra dritti fino al mattino. Ricordo con malinconia la forza di quella quella sceneggiatua, la dolcezza di quei disegni: i sentimenti dei miei eroi toccarono il mio cuore e piansi con loro. Innamorato completamente di quei momenti mi sfogai in un tema in classe (erano gli anni del liceo), lasciando a bocca aperta la mia insegnante d'italiano, che volle diventare mia amica. La potenza di un fumetto!

Pochi mesi dopo quel famoso Uomo Ragno n.185 e poi il vuoto: l'impietoso ritorno sulle scene di May, le origini di Peter Parker violate in più occasioni, Altri ed altri poteri. Qualcosa di leggibile è stato sfornato: nel totale sono state rare le storie di spessore, si contano sulle dita quelle simpatiche, con spunti intelligenti (mai sfruttati a dovere). L'andamento altalenante della serie si è dimostrato un dimenticabile countdown verso la morte di un simbolo storico. I sentimenti di passione si son trasformati in sensazioni di intolleranza. Sfoglio il nuovo Spider-Man, mi diverto forse, ma scuoto la testa, stringo i pugni e mi chiedo: chi è costui? Sfogarsi fa bene, accumulare energie e pensieri negativi non giova alla salute: mi sono sentito costretto ad inviare una missiva all'angolo della posta della testata del quindicinale Panini Comics. L'e-mail, diretta a Max Brighel (chissà se sarà pubblicata), era e continua ad essere il manifesto del mio sdegno critico verso questa operazione commerciale di azzeramento. Vi scrivo alcuni passaggi, riflessioni non tragiche, costruttive in alcuni punti:

I pro del Brand New Day sono altri e stanno nel modo rinnovato e fresco di raccontarne le trame. Erano anni che la vita del personaggio viveva di false svolte, di mutazioni forzate o sorprese prive di genuina genialità. Il vuoto lasciato dalla seconda saga del clone raramente è stato colmato. Tanti punti alti durante la gestione di J. Michael Straczynski , ma troppa mediocrità nel sfruttarli. Azzerare tutto è l'unica soluzione per rilanciare la prima dama dell'universo Marvel?

No, perchè mentre leggi le nuove storie non si può non pensare a quelle di tutta una vita passata; perchè cerchi tra le pagine di un fumetto ben fatto qualcuno che non esiste più: il nostro Peter Parker. A nessuno piacerebbe svegliarsi una mattina e scoprire che un amico, un fratello soffre di grave amnesia, al punto di non ricordare tutte le esperienze e le emozioni vissute parallelamente. La speranza è quella di vedere prima o poi una testata nuova, un grande What if, dedicato alle storie del vero Peter, lo stesso che ho iniziato a conoscere quindici anni fa e che è giunto a smascherarsi di fronte al mondo, per poi fuggire e nascondersi calpestato dalle sue incomprese responsabilità.

Un appello esagerato, dopotutto i problemi del mondo e della vita sono ben altri. Provate voi a tener incatenato lo spirito offeso di un nerd! Adesso chiudo gli occhi e torno ad immaginare un lungo racconto, dove la cara Zia May è stata messa da parte con dignità, dove c'era un clone che forse era l'originale, dove c'era una modella nervosa chiamata Mary Jane, dove c'era un bambino/a in arrivo, dove c'erano vere emozioni, dove forse... c'è ancora l'Uomo Ragno.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: