
Alla maggior parte dei lettori italiani il nome di Chelo Candia non dice assolutamente niente, e questo è indice di come in Italia, anche solo a livello di notizie, sui fumetti ( e non solo), ci siamo chiusi in un provincialismo fatto di pubblicazioni mainstream e poco altro.
Chelo, all’anagrafe Marcelo, Candia, rappresenta uno dei magiori esponenti del fumettto underground argentino e cileno, il disegnatore infatti proviene dalla Patagonia ( regione all’estremità meridionale del continente americano divisa tra i due grandi stati), e di questa terra poverissima ha saputo rappresentare tutti i drammi e le paure: lo spettro dei totalitarismi passati, la povertà estrema, la violenza delle bande di strada, con uno stile scarno e fortemente espressivo.
In una certa prospettiva il suo lavoro richiama il tratto grafico della generazione di disegnatori americani anni ‘70 ( Robert Crumb in primis), ma guardando con maggiore attenzione le sue tavole escono dai confini tradizionali del fumetto ed entrano in contatto vivo e vicino con altre forme d’arte: la pittura rupestre, i graffiti, le arti pittoriche neo-primitiviste, i murales. Ed è proprio una dimensione più performativa del fumetto ad interessare Chelo, che arriva a rendere i fumetti parte integrante del paesaggio urbano, facendo diventare alcuni muri delle strips giganti, oppure affiggendo su semafori e porte le pagine delle sue opere, che difficilmente, in una regione così povera, possono essere comperati dai ceti meno abbienti, a cui l’autore, con le sue opere, offre una voce.


In questi ultimi giorni Chelo si è occupato, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre, di raffigurare su una tavola, il dramma di migliaia di ragazze che, ogni anno, vengono rapite in sudamerica, per diventare merce di scambio nei mercati della prostituzione dei paesi più ricchi. L’immagine potrebbe non essere apprezzata da chi non è abituato a un fumetto di denuncia così forte, ma invito tutti a leggere ( purtroppo esiste solo in spagnolo) e a prendere coscienza di una situazione così drammatica, che un fumetto è riuscito con così pochi tratti a stigmatizzare con violenza e decisione.
E’ un’occasione, per ricordare a noi amanti di fumetti, che il mondo dei baloon non è solo fatto di storie fantastiche e supereroi, ma anche di vicende vere e arte palpitante.
Pipischella
02 dic 2008 - 09:50 - #1E’ una tavola bellissima. Dove posso trovare qualcosa di suo a Roma? PS: Grazie di avermelo fatto conoscere, sono molto curiosa di leggere di più.
marte
02 dic 2008 - 10:26 - #2Fumetto interessante, la tavola è molto dura… la violenza non è sempre nel sangue che scorre.
ilLava
02 dic 2008 - 11:36 - #3Sono contento sia piaciuto, purtroppo in Italia non troverai niente di suo, io ho faticato a trovare qualcosa, in un antologia sul fumetto in patagonia, in Spagna. Il suo maggior capolavoro: El Sistema è un fumetto di culto in sudamerica. Comunque la rete i fornisce una buona soluzione con il suo blog personale http://chelocandia.blogspot.com/ che ha aggiornamenti frequenti e ti permette di leggere le due riviste online POW e RIGOR MORTIS ( da non confondere con l’omonimo italiano). Spesso Chelo pubblica lavori di giovani disegnatori per cui fate attenzione alle didascalie; su youtube si possono trovare alcuni filmati sulla genesi dei suoi murales…
se cercate maggiori info magari ci lanceremo in un intervista eheheh
Gothrek
02 dic 2008 - 13:13 - #4Io che ho una moglie cilena e vado spesso in cile lo trovo con una certa “facilità” li chiaramente.
Torno li (proprio in patagonia per fare una crociera al polo :P) a febbraio, vediamo se riesco a informarmi come reperirli più facilmetne anche qui.
Gothrek
02 dic 2008 - 13:16 - #5aggiungo che:
argentina, cile, sono paesi molto sensibili ai problemi sociali e spesso rappresentati a fumetti (Mafalda su tutti).
Mafalda che qui spesso etichettato come “fumettuccio” è in realtà molto duro con il sistema e contro l’emancipazione delle donne.
Chi non lo ha fatto lo invito a rivisitare da grande il fumetto di Quino
Pipischella
02 dic 2008 - 15:04 - #6Grazie per le info! Proverò comunque a chiedere se me lo ordinano ai miei “fumettari”, dove mi servo di solito. Tentar non nuoce e, se invece va a buon fine, ve lo faccio sapere. Intanto mi guardo il blog. Grazie ancora
ilLava
02 dic 2008 - 16:17 - #7Grazie delle info aggiuntive Gothrek, sicuramente il fumetto sudamericano si è sempre distinto per le tematiche sociali ( ricordiamo che tra i molti desaparecidos dei regimi ci sono molti disegnatori e sceneggiatori illustri)..se riesci ad avere qualche news su come ottenerli in Italia ti sarei molto grato..anche perchè ne rimasi veramente folgorato leggendo qualche pagina su un volume di raccolta trovato per caso in una fumetteria a Girona ( purtroppo non mi sono spinto fino in cile a cercarli)….
Gothrek
03 dic 2008 - 07:45 - #8promesso che vi faccio avere info, con più probabilità arrivano in spagna (sicuramente) canale preferenziale dove purtroppo la violenza sulla donna è un tema molto ricorrente sui notiziari (anche da noi..ma qui fa notizia solo quando è sensazionale).
Rientro dalla patagonia i primi di marzo lasciami una mail (gothrek@hotmail.com) cosi ti aggiorno.
LUca
chelo
05 gen 2009 - 02:14 - #9agradezco sus palabras y la difusión de mi obra. No entiendo el italiano, asi que lo he leido mediante una pobrícima traduccion del servicio de google.
los invito a visitar mi blog www.chelocandia.blogspot.com y seguir el contacto desde allí.