Comicsblog intervista Milo Manara parte 2


Prosegue la seconda parte dell'intervista effettuata a Milo Manara da parte di Comicsblog; se vi siete persi la prima parte cliccate qui; in queste due domande si sono evidenziati maggiormente i gusti letterari e fumettistici del maestro Manara.

Comicsblog: Come primi fumetti letti lei citava i francesi anni '60 e la generazione americana di Mad Magazine; mi interessava sapere se lei continui o meno a leggere fumetti e se sì quali siano i suoi gusti in materia di nona arte.

Manara: Sì leggo ancora fumetti, anzi il mio interesse per il fumetto aumenta andando avanti con il tempo. Mi rendo sepre più conto delle possibilità creative e sterminate che ha questo media testuale. Io ho iniziato a fare fumetti quando il fumetto era un genere a sè stante, e il termine stesso veniva usato per descrivere in senso dispregiativo i film ( di cui si diceva è un "fumettone") o i romanzi; o ancora ci si riferiva a fatti di cronaca dicendo che erano fumetti per sottolineare la loro natura irreale o parossistica. Mentre oggi il fumetto è diventato adulto, è diventata una forma espressiva che contiene al suo interno tutti i generi e parla di quasi tutti i temi: dal noir al comico, dall'eros alla denuncia sociale. Di tutte queste potenzialità mi sono accorto proprio negli ultimi anni, proseguendo la mia attività di autore. E proprio il fare fumetti mi ha portato a diventarne un acanito lettore; ricevo infatti molti libri a fumetti da parte dei miei editori in tutto il mondo, e i prodotti che mi paiono più interessanti diventano per me un nuovo riferimento.

In particolare ritengo che, artisticamente parlando, gli avvenimenti più innovativi degli anni '70, sia in Italia che nel mondo, riguardino proprio il mondo dei fumetti. All'epoca di Frigidaire e Cannibale i fumetti erano l'unica espressione efficace sul piano culturale, è avvenuto che poi fosse la letteratura a seguire il fumetto con la generazione degli scrittori anni ottanta. Ma non penso che l'evoluzione culturale italiana possa prescindere dai " fenomeni" di Frigidaire; penso a Pazienza ma anche a Scozzari e Tamburini. Quest'ultimo è stato un fumettista veramente eccelso, che ha rivoluzionato non solo la grafica a fumetti ma anche l'editoria e la pubblicità. In conclusione facendo fumetti ho scoperto quanto fossero interessanti ed importanti. E rimpiango tutti quelli che non leggono fumetti perchè non sanno di quale universo si stiano privando.

Comicsblog: Vorrei, dopo questa interessantissima panoramica, parlare del Milo Manara lettore, in questo caso di letteratura. Quali autori si sente di accreditare? Quali letture sono state fondanti nel suo cammino artistico?

Manara Mi ritrovo sicuramente a tributare gli stessi autori che hanno influenzato Hugo Pratt, la mia infanzia è stata caratterizzata dalle letture di Salgari, Verne e Stevenson; mentre in adolescenza sono stati fondamentali altri classici di avventura come ad esempio Jack London. Da adulto mi sono ritrovato a ri-scoprire l'Odissea di Omero; leggerla con occhi più maturi mi ha portato a scoperte eccezionali. In chiave moderna alcuni episodi del poema sono di un'attualità incredibile. Si può citare l'episodio in cui Ulisse riceve da Eolo l'otre dei venti e fa rischiare il naufragio alla sua nave, e leggerne il rapporto dell'uomo con la natura, che non appena viene imbrigliata si ribella causando catastrofi terrificanti. Oppure il passo di Scilla e Cariddi, in cui Ulisse si trova a dover sacrificare alcuni uomini per il bene di tutti, e questa è una scelta umana sofferta che si ri-propone drammaticamente in ogni guerra, da ogni lato, dal Vietnam all'Iraq. L'odissea, come già dicevo prima, è ricchissima di queste sorprese, uno dei miei passi preferiti è quello in cui Ulisse scende all'Ade per incontrare Tiresia e si imbatte in Achille. Questo personaggio, quasi spaventoso, prototipo del vero guerriero, dice ad Ulisse che avrebbe preferito essere l'ultimo servo tra i viventi anzichè essere un valoroso nella terra dei morti. Questo è un passaggio di una potenza incredibile, se venisse scritto su tutti i muri delle caserme del mondo credo che le cose cambierebbero!

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