Editoriale #5 - Italia Sì, Italia No

pubblicato: lunedì 26 gennaio 2009 da Andrea in: Editoriali



Ritengo, che come avviene in moltri altri campi, anche per quanto concerne il fumetto, in Italia, siamo abituati a tirarci la zappa sui piedi da soli; se uno gira abitualmente fumetterie o fiere sente espositori e venditori lamentarsi di una crisi del fumetto italiano ( forse perchè la parola crisi ci piace tanto) eppure se guardo alle pubblicazioni mi accorgo di come in questo anno gli albi italiani, sia di autori che pubblicano all’estero, sia autori che lavorano entro i nostri confini nazionali, siano di ottimo livello.

Parlando di fumetto mainstream e pensando a Bonelli, Disney, Astorina e Eura mi accorgo di come l’Italia possa guardare a testa alta i concorrenti americani, credo che Tex come vendite possa tranquillamente superare Batman o Spider-Man senza grossi problemi; in più il caso Disney dovrebbe farci riflettere su come noi italiani siamo in grado di prendere un’idea buona altrui e di ri-crealra e re-inventarla in maniera efficace e geniale ( la nostra cucina non è forse un continuo re-interpretare le tradizioni culinarie dei nostri invasori?); forse, come già dicevo nel terzo editoriale, uno dei problemi maggiori è proprio legato ai canali distributivi e al formato che, un po’ per tradizione, ignora il mercato delle fumetterie, che nei giovani ( punto dolente del consumo bonelliano) hanno il loro target principale.

Se penso invece al fumetto definito d’autore l’Italia in questo utlimo anno ha realmente dato fuoco alle polveri sfornando ottimi lavori di diverse generazioni di fumettisti ( cito solo quelli che mi hanno colpito di più, ma ci sono realmente tantissimi esempi); partendo da LMVDM di Gipi, passando per il bellissimo Blatta di Ponticelli, per giungere poi ad Interni di Ausonia. Inoltre di recente ottime matite italiane sono emigrate all’estero e sono riuscite a creare alcuni dei lavori più interessanti di questo 2008 passato, e solo per fare due esempi: il DMZ disegnato da Riccardo Burchielli e lo stupendo Battlin’ Jack Murdock di Carmine DiGiandomenico ( per non parlare di Unknown Soldier sempre disegnato da Ponticelli).

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Ma allora vi chiedo cari lettori di Comicsblog dove è la crisi del fumetto italiano di cui tanto si parla? E’ vero non è più, per certi versi, attiva la generazione Pazienza, Scozzari e Tamburini ma il ricambio c’è stato penso solo ai trenta-quarantenni : Maurizio Rosenzweig, Alberto Ponticelli,Vanna Vinci, Davide Toffolo, Carmine DiGiandomenico, Giancarlo Olivares…e tantissimi altri.
Mi pare assurdo quindi parlare di mancanza di idee o di autori, al massimo credo che il problema maggiore sia nella percezione del pubblico e di marketing spicciolo. Voi come la pensate?

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di marte

    marte

    26 gen 2009 - 12:23 - #1
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    Aggiungo che sto leggendo Nemrod della Star Comics… più vado avanti nella lettura più mi appassiono. W il made in Italy

  • robertoroma

    26 gen 2009 - 12:28 - #2
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    20 che leggo fumetti , dai tempi della corno che si parla di crisi, è che volgiono tutti sempre più soldi, perchè allora l’edicola è zeppa e lo stesso vale per le varie ferie d’italia? di fumetti in buona qualità ne escono sempre tanti, e molti sono italiani, io ci metterei oltre i già citati , john doe, murphy e volto nascosto, e poi tanti altri stampati in brossurato della pavesio e della ad.

  • Hellbly

    26 gen 2009 - 13:30 - #3
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    secondo me quanto affermi non è corretto: non conosco tutti i dati di vendita del fumetto in Italia (se parliamo di Crisi, parliamo di vendite non di qualità) e sono in pochi a conoscerle davvero perché manca da noi un organo unico di distribuzione che possa dichiararle efficacemente. Porto però l’esempio di Bonelli, che tu citi, come fonte porto me stesso e il periodo in cui mi sono occupato di una fumetteria (di cui preferisco non fare il nome, fidatevi oppure no: fate voi). Bonelli negli anni ‘90 vendeva qualcosa come 4.000.000 di copie/mensili, nei primi cinque anni del 2000 scese a 1.500.000 scarse, nel dettaglio Tex è sceso da una media ventite di 700.000 copie facile mensili a le 230.000-240.000 odierne. Vogliamo poi parlare di Comic Art? La stessa Eura ha dovuto radicalmente ridurre la qualità di stampa dei propri albi per sopravvivere, provate a confrontare uno dei cartonati eura, qualunque serie, di fine anni ‘90 con quelli più recenti. Sul valore delle opere non mi esprimo, ma se il nostro fosse un mercato così in salute e privo di crisi come vorresti suggerire non sarebbero così tanti i nostri autori a emigrare all’estero.

  • alex111

    26 gen 2009 - 16:59 - #4
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    la cultura del fumetto in italia è un pò diversa dagli altri paesi. Si può dire che solo ora stiamo cominciando ad alzare la testa, fino a poco tempo fa il fumetto veniva letto solo sulla tazza del c e ss o (mitico diabolik) ora invece si pretende giustamente la qualità,ma siamo solo all’inizio e per quel che abbiamo siamo molto fortunati (vedi Dylan Dog che è un mito)

  • Andrea S.

    26 gen 2009 - 17:29 - #5
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    Non saprei dire, mai comprato nulla di italiano. Non digerisco lo stile di disegno e le storie. Senza contare che in Italia il fumetto ha una mentalità americana, almeno per quanto riguarda le testate più famose: tex, DD, ecc. Hanno più di 50 anni e continuano con le stesse storie e gli stessi personaggi.
    Cosa che odio infatti non compro mai comics.

    Beh, non è proprio vero, ho comprato la collana LE OPERE di Milo Manara..

  • Sangue_

    26 gen 2009 - 18:19 - #6
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    Crisi … forse si, troppe etichette piccole e piccolissime, mentre le grandi o camminano sul velluto o non osano mai, export quasi inesistente, o si produce per il mercato estero o il materiale esce con ENORMI difficoltà dall’Italia.
    E il punto peggiore: il fumetto italiano non esce … dal fumetto italiano, in rancia esistono giochi per il pc di Asterix, parchi a tema, film e serie animate, qui di Tex abbiamo solo la serie su Repubblica. O si tenta di sviluppare qualcosa che pubblicizzi anche il fumetto, magari guadagnandoci, o il fumetto imploderà …

  • verogabri

    27 gen 2009 - 14:32 - #7
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    In friuli trovare una edicola ben fornita di fumetti è un impresa, e anche l’unica fumetteria di Udine non sempre ha tutto e spesso arrivo che ha già finito lo stock.
    Forse se gli editori iniziassero a curare la distribuzione vedrebbero le vendite aumentare.

  • alex111

    28 gen 2009 - 09:50 - #8
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    ribadisco.. è questione di cultura. In giappone il fumetto è radicato nella storia del paese, qui in italia prima un modo fascista di fare propaganda, poi una conquista del mercato americano da cui abbiamo cominciato ad imparare i tempi ed i modi

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