Sottoterra#1 - Lascimmia


Che senso ha parlare di avanguardia quando non c'è niente rispetto a cui stare davanti? In un' Italia anestetizzata da luoghi comuni e ovvietà Lascimmia mi è sembrato un buon punto di inizio per la nostra rubrica Sottoterra.

Sarà perchè sono milanese come Fabrizio ( una delle due anime genitrici de Lascimmia), e quindi leggendo questo volume mi sono ritrovato addosso lo sporco di una metropoli ritualizzata e piccolo borghese, che conosco fino dai primi anni di superiori ( e che forse avrei preferito non conoscere); sarà perchè a furia di leggere Bonelli quando ho messo gli occhi su Lascimmia mi sono innamorato subito, sarà che..... Alla fine ho deciso che era giusto parlarne anche a voi, e per l'occasione ho anche dismesso un po' il solito stile formale, e ho deciso di scendere sottoterra.

Lascimmia è disturbante, è un albo che a guardarlo non potresti, neanche sotto torura, dire che è bello, ti colpisce duro, ed è proprio questo a renderlo incredibilmente prezioso. E' disturbante, dicevo, e non fa niente per mascherarlo, riesce a rappresentare, in maniera sintetica e artisticamente sbalorditiva, uno stato esistenziale : la Coscienza, coscienza di essere al mondo, a questo mondo e non al mondo-giostra del nostro circo mediatico ( da stato libero di Bananas).
Scans de Lascimmia3
Scans de Lascimmia3

Sicuramente non è un albo per tutti i gusti, ma in un mondo ( anche fumettistico) in cui la tensione generale è all'omogeneità, fare qualcosa, che piaccia a pochi, diventa un gesto morale, quasi unico nella sua rarità. Chi non gradisce può anche rimetterlo nello scaffale. Invece, per quanto mi concerne come blogger, vi offro qualche buona motivazione per convincervi a entrare nella vostra fumetteria e comperarvi la vostra copia de Lascimmia#3 ( il magazine è distribuito da Alastor, se non avete negozi di quella catena vicino a casa potete sempre andare a farvi un giro sul bel Blog della rivista e ordinarne direttamente una copia, che vi arriverà direttamente a casa).

Il terzo numero di Lascimmia è un numero che colpisce per la sua intensità narrativa ( più ancora che per la forza visiva), che ci offre, nei frammenti che compongono l'albo, una prospettiva diversa del quotidiano, dall'apologia funeraria della memoria ( nelle pagine di Thomas Ray) all'assenza di sguardo de Il Boato ( firmato da Jaimie Lascimmia), dalla serialità anonima della scatola di Simmenthal ( nel racconto di Mr Brace e Pona) all'affresco milanese Robenere ( firmato da Fabrizio Lascimmia).

Ed è quasi impossibile in un post analizzare tutte le parti ( quasi frattaglie per citare la foto iniziale) che compongono questo magazine ma sottolineo che personalmente ho molto amato i racconti Un Angolino di Cielo ( di Akab e Fabrizio Lascimmia) e Chiuso ( di Gianni Miraglia e Jaime Lascimmia), e consiglio vivamente a chi si sente "abbastanza cosciente" di procuraselo( la copertina è l'immagine qui sotto). Ricordo che Gianni Miraglia è autore di Six Pack, libro tra i più elogiati della scena underground italiana ( per farvi un idea leggetevi la recensione dei nostri colleghi di Booksblog)

Vi lascio a settimana prossima dove approfondiremo la genesi di Lascimmia proprio con i suoi creatori, e nelle settimane a venire ci avventureremo su altri lidi, a cavallo tra cultura Punk Hardcore e Street art.

Scans de Lascimmia3
Scans de Lascimmia3
Scans de Lascimmia3
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