
Mi pare doveroso iniziare questo editoriale con una breve premessa: chi scrive è un grande amante dei fumetti Bonelli e non vuole in alcun modo demolire o effettuare un giudizio univocamente negativo su una delle case editrici che, nel bene o nel male, è la più grande icona del fumetto italiano.
Una delle serie più di successo della casa editrice Sergio Bonelli è Dylan Dog:la creatura di Tiziano Sclavi è riuscita ad appassionare, nel corso degli anni, diverse generazioni di lettori ed ha avvicinato alla nona arte migliaia di persone, diventando uno dei personaggi più indicativi del panorama mainstream italiano.
Negli ultimi anni la serie ha subito duri colpi, sia a livello di vendite, sia nell’opinione dei fans, che seppure continuano ad acquistarlo non possono non lamentarsi della mancanza di idee o dell’assenza di mordente nelle vicende narrate. Mi pare opportuno in questo editoriale andare ad analizzare la situazione di Dylan e di chiedere a voi lettori quali siano le vostre opinioni in proposito.
Il politically correct: uno dei motivi per cui negli ultimi tempi ho trovato noiosa la lettura dei D.D. è un eccesso di correttezza nei soggetti, laddove una decina di anni fa il motivo principale per avvicinarsi alla serie era la presenza di avventure sconvolgenti, di violenza mostruosa e di sottile cinismo, adesso mi pare si stia trasformando lentamente in un epigone di Tex: linearità , buoni sentimenti, un semplice moralismo di fondo. Ma ahimè le serie bonelliane dal profilo “buono” già sono numerose: Tex, Zagor, Martyn Mystere… quindi perchè aggiungere Dylan al novero.
La sudditanza da altri media: in seconda istanza un grosso problema di D.D. è un senso di inferiorità , quasi forzato, nei confronti degli altri media artistici. Cinema e Letteratura in pirmis, da cui sembra trarre sempre più spesso ispirazione, in alcuni casi ai limiti del calco testuale.
Il bello dei primi numeri della serie era una totale distanza da alcuni linguaggi filmici; un esempio su tutti il coniglio volante con cui iniziava Il Signore del Silenzio, un’inquadratura azzardata decisamente poco cinematografica. Anzi in alcuni casi è stato D.D. a precedere il cinema utilizzando immagini forti e toni grotteschi, per fare un confronto Dylan nasce 6 anni prima de l’Armata delle Tenebre di Sam Raimi.
In conclusione ritengo che la serie per sopravvivere ai prossimi anni, e avvicinare nuovi lettori, debba riscoprire le sue radici: una forza visiva ormai persa, il tratteggio quasi psicologico del suo protagonista, e soggetti più duri, che attingano a nuovi bacini formali, allontanandosi definitivamente dallo scimmiottamento, un po’ puerile, di film e romanzi celebri.
lLuca
16 feb 2009 - 01:58 - #1Concordo, anch io credo che negli ultimi anni la qualità delle storie di DD e dei suoi personaggi sia molto scesa, molto spesso anche al di sotto della sufficenza, sembra quasi mancare la passione che c era un tempo tra i suo disegnatori e sceeggiatori. E la “sudditanza da altri media” è molto forte, ci sono storie ch eosno riprese pari pari a quello che è la fonte d ispirazione, risultanto così poco soprendenti e interessanti. E’ la voglia di provare e di creare che manca con i personaggi che ormai seguono il loro copione senza grandi slanci. Groucho è diventato ormai un om,bra di se stesso, appare solo un paio di pagine a numero per dire quella 4 battute, ma senza altri fini, la sua presenza è quasi un obbligo da dover fare e mettere. Nei primi DD aveva una sua dignità e forza.
E questo solo per parlare superficialemtne del problema DD se si dovesse analizzare per bene, credo che il post diventarebbe molto lungo. Spero che sia solo una fase di passaggio e che possa ritrovare e rinnovare la sua forza, altrimenti possono davvero mandarlo in pensione.
teddy
16 feb 2009 - 08:08 - #2spesso gli autori bonelli, vuoi omaggiando, vuoi mutuando, si sono sempre “ispirati” alla letteratura e al cinema. E questi vale per tutte le produzioni della casa editrice. Purtroppo è difficile mantenere alto il livello per titoli che durano da anni, in questo senso credo che la scelta migliore fatta negli ultimi anni sia stata quella di presentare miniserie. Scegliere un soggetto, raccontarne la storia e portarla a termine con soddisfazione o meno del lettore. Al massimo realizzare degli speciali annualmente se i fan ne chiedono ancora. Un grosso difetto delle produzioni bonelliane che ha secondo me messo sempre in secondo piano il fumetto italiano è proprio l’inutile lungaggine di serie come Tex, Zagor o DD, storie senza mordente e originalità che soffrono tanto la concorrenza spesso più fresca. Ripeto, meglio storie autoconclusive, magari riprese in futuro con “nuove stagioni” (manga e comics docent) se il pubblico lo richiede.
gigiturbo
16 feb 2009 - 08:51 - #3che dire, da assiduo compratore e lettore della serie di Dylan Dog…non posso che essere d’accordo sia con l’editoriale che con i commenti qui sopra
c’è bisogno di una “rinfrescata”…o (a mali estremi, estremi rimedi) di un cambiamento nelle uscite: meglio POCHE storie ma buone che uno stillicidio di albi senza “dylan style”…
paolocoss
16 feb 2009 - 09:13 - #4Il problema sta in una casa editrice che celebra il colore come fosse un evento, che non consente nessuna evoluzione dei personaggi (chiamiamola continuity), neppure un cambio d’abito, e strozza gli autori costringendoli alla reiterazione infinita degli stessi gesti (campanello, Groucho, battuta, the, clarinetto, galeone, lancio della pistola, ecc…) che dopo un po’ fanno sterminio di tutti gli spazi in cui sarebbe possibile ideare storie “nuove”. E infatti nessuno resiste, non solo Sclavi, ma alla lunga anche i tre sardi, e persino il Bvz Castelli hanno mollato. Per un autore è la morte, morte peggiore perché il personaggio in fondo è carne della loro carne.
Holmes
16 feb 2009 - 09:56 - #5Non è morto ma di certo non gode di buona salute…Su 12 numeri all’anno, ne esce uno o due almeno sopra la sufficienza. Dopo i primi 120 (più o meno) numeri c’è stata un’involuzione che ha seguito le linee descritte dall’editoriale (con cui sono pienamente d’accordo). Aggiungo, come proposto da qualcuno, che un’idea potrebbe essere creare una trama che abbia una sua continuity, perchè il solito copione (campanello, battute, lancio di pistola etc) può andare bene ma solo se supportato da una storia valida, non da una scopiazzatura di qualche film e sperare che ogni uscita sia quel famoso “unico numero valido dell’anno” (per poi rimanerci fregati) è un po’ triste…E lo dico da grande fan di Dylan essendo stato il primo fumetto che mi è capitato tra le mani quando avevo 8 anni!
Ero-Sennin
16 feb 2009 - 10:19 - #6per me il problema non è la casa editrice,
e lo dimostra il fatto che gli autori bonelli non combinano altro.
mi direte che non hanno tempo, mi direte che non possono, mi direte che sono sotto contratti capestro.. non ci credo.
un autore che non riesce a liberarsi dalle linee editoriali, beh… non fatemi finire la frase, ma è solo colpa sua.
sono gli autori che devono indurre la casa editrice a modificare le proprie linee. e in tutti questi anni non ci sono riusciti.
anzi, c’è stato un allineamento verso il basso.
lo stesso enoch secondo me rischia di fare una pessima fine in bonelli, a parte che tiene dei ritmi di lavoro assurdamente lenti, ma vabeh… ha firmato, come scrittura, quel polpettone fantasy oscenamente banale e sfacciatamente suddito del racconto cinematografico. vero.
dylan dog è morto anni fa.
non si può pensare di spremere un personaggio fino all’eccesso. .. e dico in generale eh, un personaggio non può vivere più di dieci anni. lo dico pure ai ‘mericani
molib
16 feb 2009 - 10:36 - #7il calo di DYD ha un inizio ben preciso e neanche tanto nascosto, forse non dovuto tanto alla mancanza di idee quanto di un non tanto celato adeguamento al buonismo:
Dylan Dog n. 69 Caccia alle streghe parla proprio di questo.
molib
16 feb 2009 - 10:38 - #8scusate la grammatica.
il calo di DYD ha un inizio ben preciso e neanche tanto nascosto. forse non dovuto tanto alla mancanza di idee quanto a un non tanto celato adeguamento “forzato” al buonismo. il numero in questione è:
Dylan Dog n. 69 Caccia alle streghe e parla proprio di questa auto-censura.
Pipischella
16 feb 2009 - 10:43 - #9Sclavi non scrive più. La Barbato ha latitato per un po’. Ovvio che il mordente cala… Speriamo che con il suo ritorno migliori…
ilLava
16 feb 2009 - 11:53 - #10Certamente la situazione è complessa…non potevo scrivere un post da 10 milioni di battute…..
bisognerebbe abituarsi a vedere cambiare i personaggi….che la bonelli tenga sempre tex come è va bene….( i lettori non si lamentano) ma su dylan si potrebbe aumentare il numero di svolte ed evoluzioni….non è nato come personaggio piatto… sinceramente mi sono rotto dei clichè……
tankboy
16 feb 2009 - 12:10 - #11L’ispirazione ad altri media è sempre stato uno dei punti forti di DYD. Originale o meno è stato uno degli elementi che, assieme alla genuinità e alla posizione di rottura delle prime storie [le prime molte storie] ne ha costruito il successo, divenendo un caso unico che spingeva il lettore a scoprirne le fonti. Non la chiamerei, quindi, sudditanza, quanto piuttosto omaggio ai media, laddove mantiene una sua identità forte. Si potrebbe quasi azzardarsi a parlare di “divulgazione della mtiologia horrorifica” per certe storie.
La vera sudditanza [la quale, purtroppo, non è da imputarsi al solo DYD bensì a gran parte del mondo del fumetto] è alle tecniche del cinema [con comics in prima linea, e il fumetto italiano appena dietro] e ad un uso errato di quello che la letteratura potrebbe portare al fumetto [eccezion fatta per gli sceneggiatori “di razza”]. Sul finire degli anni Ottanta, nelle sue lezioni di sceneggiatura, Alan Moore sottolineò come il fumetto dovesse svincolarsi dalle tecniche cinematografiche e anzi fare del proprio punto di forza tutte quelle tecniche proprie solo ed esclusivamente del fumetto e non del cinema. Pochi seguirono questo suggerimento, e il resto è storia.
Per quanto riguarda lo scivolare nel politically correct credo sia il cancro maggiore che intacca le pagine del buon Dylan… me lo ricordo irriverente e sfrontato, mentre ora, come questo pezzo sottolinea, mi ritrovo un investigatore buono che indaga sugli alieni [ma non lo faceva già Maryn Mistére] e su un aleggiante occulto, mistero, che è sempre meno lettura dei mali della società e sempre più [ed è qui la sudditanza] spettacolarmente mediatizzato.
marte
16 feb 2009 - 14:45 - #12Ribadisco, io lo compro solo quando lo scrivono autori rivelazione o affermatissimi. Compro lo speciale a colori che è un bel passatempo estivo. Altre volte che ho preso l’albo sono rimasto impressionato negativamente. Certe storie sono banali, insipide, scontate, raccontate senza voglia, come per costrizione.
kill freeman!
16 feb 2009 - 14:58 - #13tankboy secondo me ha centrato appieno il problema. il vecchio DD denunciava i mali della società , quello nuovo non lo fà più, è slegato dal mondo reale e per questo ha meno appeal
w4
16 feb 2009 - 15:05 - #14Rileggendo i primi numeri di DD grazie alla granderistampa devo dire che forse quei primi numeri sono sopravvalutati. Spesso si ricordano in un idillio para adolescenziale-, rileggendoli oggi molti risultano privi di mordente, privi di direzione artistica e con trame spesso sconclusionate o scontate. Praticamente quello di cui si accusa gli ultimi numeri… In definitiva penso che siano i lettori ad essere cambiati nelle loro attese (giustamente) più di quanto non sia cambiato DD
clauderouges
16 feb 2009 - 18:38 - #15I primi numeri di Dylan mi piacevano proprio perché Dylan era scorretto. Per sua stessa ammissione accettava i casi non in base all’interesse ma in basse alla bellezza delle clienti e alla possibilità di portarsele a letto. Inoltre non ci pensava due volte a dar dei pazzi ai propri clienti. Adesso sinceramente più che salvare cagnolini dall’autostrada non fa. Sembra il buon samaritano…
Zoroastro
16 feb 2009 - 18:59 - #16Quoto Bettlejuice al 100%…purtroppo ha pienamente ragione…
growl
16 feb 2009 - 21:10 - #17una volta Antonio Serra (e se siete un minimo lettori di fumetti sapete chi è) disse in un incontro alla scuola di fumetto che frequentavo anni e anni fa che Dylan era cambiato da quando Sclavi aveva smesso di andare dallo psicologo, la cosa fa sorridere, ma nasconde una verità , sono le nostre (dello sceneggiatore) paure/devianze ossessioni etc a dare un’impronta a quello che raccontiamo e stando in pace con noi stessi e vediamo cuoricini ovunque di sicuro non ne esce nulla di buona se intendiamo sceneggiare Dylan Dog. Certo un professionista resta sempre tale e può scrivere di quel che vuole essendo il suo mesterie. Ma la mancanza di ispirazione unito ad un buonismo da Comic Code italiano ha fatto la differenza. Dylan è ancora oggi un personaggio coi contr…. e lo sanno bene gli americani che ne hanno rilevato i diritti per cinematografici. Quello che manca ai fumettari bonelli, e di avere soltando la grinta e la spinta che aveva Enoch anni fa, che avevano e hanno tante nuove promesse della letteratura disegnata italiana. Sarò pesante ma la direzione artistica alla bonelli ha rotto, elesticità , voglia di rinnovamento e non solo “l’importante e portare i soldi a casa” fanno di una casa editrice la differenza. E’ importante anche la responsabilità di mantenere in vita decine di disegnatori etc… ma per quanto tempo può durare? Un’altra generazione?
growl
16 feb 2009 - 21:11 - #18una volta Antonio Serra (e se siete un minimo lettori di fumetti sapete chi è) disse in un incontro alla scuola di fumetto che frequentavo anni e anni fa che Dylan era cambiato da quando Sclavi aveva smesso di andare dallo psicologo, la cosa fa sorridere, ma nasconde una verità , sono le nostre (dello sceneggiatore) paure/devianze ossessioni etc a dare un’impronta a quello che raccontiamo e stando in pace con noi stessi e vediamo cuoricini ovunque di sicuro non ne esce nulla di buona se intendiamo sceneggiare Dylan Dog. Certo un professionista resta sempre tale e può scrivere di quel che vuole essendo il suo mesterie. Ma la mancanza di ispirazione unito ad un buonismo da Comic Code italiano ha fatto la differenza. Dylan è ancora oggi un personaggio coi contr…. e lo sanno bene gli americani che ne hanno rilevato i diritti per cinematografici. Quello che manca ai fumettari bonelli, e di avere soltando la grinta e la spinta che aveva Enoch anni fa, che avevano e hanno tante nuove promesse della letteratura disegnata italiana. Sarò pesante ma la direzione artistica alla bonelli ha rotto, elesticità , voglia di rinnovamento e non solo “l’importante e portare i soldi a casa” fanno di una casa editrice la differenza. E’ importante anche la responsabilità di mantenere in vita decine di disegnatori etc… ma per quanto tempo può durare? Un’altra generazione?
M.s.m.
17 feb 2009 - 13:06 - #19Io ho passato la mia adolescenza tra i vari Tex, Zagor, Martin Mystere, ecc. e di Dylan Dog ne acquistavo soprattutto le raccolte… Non me ne vogliano i vari fan ma a me non è mai riuscito a piacere, l’ho sempre trovato di una retorica irritante (il vuoto dell’esistenza, vita senza scopo… Ecchèdumaroni!). Va detto tuttavia che a lungo andare mi ero stancato anche del BVZM, che alla fine era caduto in storielle trite e banali (cessai di acquistarlo dopo il mistero dei nani da giardino, bleagh!) e di N.N. del quale mi piacevano da matti i disegni dei 3 Sardi e di Mari ma anche qui, da un futuro tutto sommato abbastanza possibile (bellissimo il n° 50, La Biblioteca di Babele) è finito poi con lo strafare - la Fratellanza Ombra, la Civiltà dei Dinosauri, ecc. ecc. - che alla fine finirono con lo stancarmi, complici forse anche gli albi di Legs Weaver, una delle mie spalle preferite ma che qui finì col diventare una macchietta pseudofemminista.
Forse, Tex a parte, alle edizioni bonelliane gioverebbe una pubblicazione bimestrale che darebbe maggior respiro alle storie nonchè una miglior selezione qualitativa di queste ultime.
annooi
20 feb 2009 - 11:36 - #20cè poco da dire,concordo con tutto cio che è stato scritto e penso che la bonelli debba prenderne atto……..io personalmente non compro piu dylan dog e mi auguro anche voi facciate lo stesso……secondo me è l unico modo per dare una svegliata a quelli della bonelli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
roby2099
26 feb 2009 - 18:02 - #21dylan dog e’ e sara’ sempre un fumetto superiore alla media perche’ e’ un fumetto morale che essenzialmente parla di noi stessi un po’ come avveniva in ken parker dove il protagonista erano gli altri e non lui . la barbato e medda, e qualche volta anche pasquale rujo hanno realizzato belle cose . il vero problema e’ il politicamento corretto della casa editrice bonnelli che probabilmente ha paura dei cambiamenti o di accusare una classe borghese che sta facendo affossare il paese e non vuole evidenziarlo neanche nei fumetti per paura di non offendere nessuno , un po’ come avviene nei film americani.all’inizio della saga di dylan dog le storie non si facevano nessun scrupolo di andare oltre tutti i confini anche grazie al talento di sclavi.
oggi ddy e’ diventato piu’ commerciale invece di portare gli sceneggiatori su altre strade che potrebbero benissimo percorrere con un pizzico di coraggio in piu’.
peppetantecose
19 mag 2009 - 22:47 - #22secondo me dylan dog non è un fumetto ma uno stile di vita.Benchè io abbia 18 anni vi assicuro che amo dylan quanto amo la mia ragazza…ho notato anche io un calo mostruoso di idee rispetto ai primi numeri…cioè scherziamo storie come “storia dinessuno” o “sciarada” non se ne vedono da un pezzo e cmq raga faccio la tesina su dylan, speriamo che non me la snobbino…!
slayer
22 ott 2009 - 13:10 - #23beh che dire. io ho amato dylan tanto tempo fa e mi sono trovato per diversi anni a non leggerne uno. avevo venduto tutta la collezione, speciali, giganti, ecc ecc quasi abbandonando un amico. Adesso alla soglia dei 31 anni mi sono ritrovato un dylan tra le mani. l’ho letto tutto d’un fiato e mi è piaciuto. Dylan è sempre dylan, magari un po più al passo con questi maledetti tempi in cui ci si sconvolge per tutto…
Ho ricomprato tutta la collezione e sono ritornato a comprarlo mensilmente. non mi aspetto nient’altro che un buon fumetto e a dire la verità non sta deludendo le mie aspettative. E’ sempre bellissimo.
grande Dylan . sei e sarai sempre nel mio cuore perchè alla fine sono cresciuto insieme a te e al tuo pazzo assistente e MAI tradirò più l’acquisto in edicola poichè sono io e molti altri che ancora ti vogliamo bene a mantenerti in vita. Ti leggo e leggerò sempre con immenso piacere. mi hai regalato tantissimi brividi e tutt’ora , nonostante le storie siano palesemete meno spatter di un tempo, trovo le storie piaceoli.
Tutto sommato consiglio magari un po più di psicologia in più. un entrare, come si faceva un tempo, nella mente delle persone descritte nel fumetto, dove un semplice passante, apparentemente disegnato come comparsa, aveva , solo guardandolo, una sua psicologia, uno sguardo spesso malinconico che ti portava a bloccarti e osservarlo. La solitudine, la pazzia spesso erano legate come non mai, come a dipingere dei problemi tutt’altro che fumettistici. insomma , ritornare un po più alla realtà cercando di risolvere il tutto con quell’humor eccezionale creato nel tempo e cmq ancora ben saldo…Basta poco credetemi…Dylan è e resterà uno dei più grandi fumetti italiani di sempre.
GRAZIE DYLAN
luke dog
03 gen 2010 - 10:49 - #24sinceramente penso che DD ANCORA OGGI SIA UNO DEI PIU’ BEI FUMETTI IN CIRCOLAZIONE .E’ VERO CHE HA PERSO LO SMALTO CHE AVEVA ALL’INIZIO NN C SN PI’ STORIE SE NN OGNI TANTO CHE T TENGANO ATTACCATO AL FUMETTO.SECONDO ME DOVREBBERO FARE UNA PAUSA E POI TORNARE ALLA GRANDE,MAGARI CN UN NUOVOM TEAM BONELLI PERCHE’ NO DYLAN DOG E TEX WILLER INSIEME SAREBBE UN SOGNO ANCHE SE TEX NN LO VUOLE TOCCARE NESSUNO .CMQ UN NUOVO TEAM PER ATTIRARE INSOMMA..COSA NE PENSATE?