Sottoterra #2: Intervista a Fabrizio Lascimmia



Ci tengo a ringraziare Fabrizio Festa ( in arte Fabrizio Lascimmia) per la disponibilità a questa intervista, Fabrizio, insieme a Jaime Grandi, è uno dei due ideatori-genitori di Lascimmia, Aperiodico a Fumetti con un occhio alle ossessioni. Siccome Fabrizio è sia autore di testi e disegni che curatore della rivista ho deciso democraticamente di fare tre domande al creatore della rivista e tre domande all’autore di fumetti.

Comicsblog:Inizierei questa intervista cercando di sapere quali siano stati i vostri riferimenti nel creare un ( per usare la vostra definizione) Aperiodico a Fumetti, come avete mosso i primi passi? soprattutto a livello creativo. Chi sono stati invece i vostri primi lettori?

F.Festa: L'idea di fare una rivista ci venne un pomeriggio in università mentre aspettavamo l'esito di un esame. Stavo raccontando a Nicola di un libro che stavo leggendo in cui il protagonista raccontava la sua vita (mediamente interessante) e soprattutto la sua avventura come "creatore di riviste" (decisamente interessante!), il tizio in questione è Dave Eggers, il libro "la struggente opera di un formidabile genio", e la rivista di cui si parla è, principalmente, McSweenies. Così ci è saltata la pulce nell'orecchio, poi dopo poco sono incappato in "Prima pagare, poi ricordare" di Scozzàri e l'idea malsana si è concretizzata.

All'inizio abbiamo cominciato a mandarla via posta a chi ce la richiedeva, la nostra prima uscita pubblica degna di nota fu al Miami di quell'anno (mi pare 2007) dove vendemmo una marea di copie sfinendo i potenziali acquirenti e offrendo una via di mezzo tra un freak show e avanspettacolo, tutti i soldi guadagnati quella sera li abbiamo devoluti poi alle patrie ferrovie per andare a Roma al Crack! al forte prenestino. Nello stesso periodo abbiamo conosciuto Alberto (Ponticelli), poi Gabri (Akab), Bombo e via dicendo. Il nostro primo lettore in assoluto è stato Silvio Mancini (autore di una storia nell'ultimo numero col nome di Harto), che poi ci ha presentato Thomas Ray, Brace e la sua Tafuzzy e anche quella che sarebbe diventata la mia ragazza, e lo è tutt'ora, ma questo rientra nel campo dell'aneddotica.

Comicsblog:Come ti muovi nello scegliere i tuoi collaboratori? Quali sensibilità ricerchi nelle storie che pubblichi; hai una precisa idea della forma che avrà un numero de Lascimmia o ti lasci guidare da momento e dalle persone che ti circondano?

F.Festa:I collaboratori che scegliamo sono o nostri amici con cui abbiamo un rapporto di stima e di cui ci conosciamo i lavori, come Akab, Alberto, Bombo, oppure persone che non conosciamo personalmente ma che hanno fatto qualcosa che ci ha colpito, come Gianni Miraglia, Marino Neri o Andrea Mozzato, oppure persone che conosciamo che si occupano di altro ma che sentiamo affini e a cui chiediamo di cimentarsi con qualcosa che non è loro campo specifico, come Thomas che ha realizzato il suo primo fumetto sullascimmia02, o Silvio, o Mr.Brace, che fa il musicista, di suo.

Per i primi due numeri e mezzo abbiamo lasciato che venisse tutto come capitava, lasciandoci suggestionare dagli umori dei collaboratori, dalle cose che ci incuriosivano in giro, tenendo una linea molto forte come impostazione, ma che poi risultava abbastanza leggera nei fatti. Per il 3° numero la linea è stata definita molto più rigidamente a livello di "prodotto" che volevamo. Ho stressato gli autori all'inverosimile prima che iniziassero a lavorare, spiegandogli per filo e per segno dove volevo andare a parare, Arianna e P0na mi prendono ancora in giro per le mille mail che gli ho mandato spiegandogli come avrei voluto che usassero lo spazio.

Comicsblog:Nell’ultimo numero di Lascimmia ho notato una forte carica narrativa, data non solo dalla presenza di quattro racconti brevi ( tra cui per forza spicca sicuramente quello di Gianni Miraglia), ma anche da una maggiore letterarietà dei testi delle pagine a fumetti; come è nato questo nuovo orientamento? È un processo direzionale oppure un’istanza-esigenza del momento?

F.Festa:E' stato una precisa volontà, soprattutto mia, che abbiamo discusso a lungo. Rendere Lascimmia una rivista più corposa, da leggere leggere, più che guardare. Io in particolare non capisco le riviste di illustrazione, mi annoiano. E' un mio limite, magari, ma sono sempre molto legato alla narrazione. Riesco a leggere o guardare qualunque cosa mi racconti qualcosa, anche se parla di qualcosa di cui non mi interessa niente.

Secondo me la capacità di raccontare e argomentare è un pregio di per sè. Ho chiamato Gianni appunto per questo. Alberto mi parlò di lui quando uscì il suo libro "Sixpack", leggendolo la cosa che mi ha colpito è che nonostante fosse un libro senza una storia (nel senso classico) e che parlasse di una realtà che io non conosco e da cui non sono particolarmente attratto, mi tenesse attaccato per interi viaggi in metro, perdendomi le fermate.

Poi lui ha risposto subito e dopo circa 7 minuti mi ha spedito il racconto, che mi ha immediatamente stregato. I fumetti sono più letterari per una precisa volontà, innanzitutto di coinvolgere pochi autori che venissero dal mondo del fumetto, in senso stretto, solo Marino forse può essere considerato un autore di fumetti, utilizzato come tale. Con Akab ad esempio è stato un vero e proprio esperimento far raccontare una storia ad un "attore" a fumetti, conciliando così la nostra passione comune per un certo tipo di narrativa e di cinema.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO