Sottoterra #3: Intervista a Fabrizio Lascimmia parte 2



Prosegue l'approfondimento sulla rivista indipendente Lascimmia, che era iniziato con il primo numero della nostra rubrica Sottoterra; in questo post pubblichiamo la seconda parte dell'intervista a Fabrizio Festa, nella primo spezzone di questo confronto ci eravamo soffermati sulla sua attività di curatore della linea editoriale del Magazine, in questo ultimo frammento il dialogo si è incentrato sul suo profilo di autore di storie disegnate.

Comicsblog:Nel mio post evidenziavo come l’essere milanese abbia influito sulle tue storie, è solo una mia impressione oppure un certo senso di alienazione metropolitana è un leitmotiv continuo nelle tue opere a fumetti?

F.Festa:Il fatto che Lascimmia sia nata a Milano indubbiamente ne ha influenzato l'identità. Nella tua recensione identificavi un punto che è secondo me chiave. Cioè il discorso sulla bellezza. Milano è una città bellissima, spesso lascia senza fiato. Ma è bella di una bellezza particolare, è una signorina discreta, non si mostra, non smania per dover piacere. E' bella di una bellezza difficile, in cui ti ci devi tuffare senza respirare, devi toccarne il fondo per godere della bellezza degli abissi, come piace dire ad Akab.

Così a mio parere è bella Lascimmia. Penso sia per questo che mi pare naturale mettercela dentro, come personaggio nelle storie. Come le famme fatal nei film noir, che arrivano, incasinano tutto, sparano, ammazzano e tradiscono, ma fanno impazzire i protagonisti con la loro bellezza lacerante. La mia fascinazione per questa città probabilmente deriva anche dal fatto che io non sono cresciuto a Milano, ma nella provincia di Varese, in un comune il cui territorio è composto all'80% di boschi di betulle e castagni. Da piccoli le maestre ci insegnavano a riconoscere gli alberi dalle foglie, con i miei amici catturavamo i girini e con mio fratello i grilli. Mi sono trasferito a Milano proprio a causa di questa attrazione per questa città così ammaliante. L'alienazione di cui parli c'è, ma è più ampia, ed è raccontata con scopo catartico, è vuoto zen.

Comicsblog:Mi pare infatti che le tue narrazioni per immagini si sviluppino principalmente sulla contrapposizione interno-esterno, sintomatica la scelta della fotografia delle interiora sulla lacerazione che questo rapporto dicotomico genera condividi questa breve disamina o ritieni siano altri i movimenti interni alle tue opere?

F. Festa: Mah a me piace utilizzare il contesto (o l'assenza di contesto) come personaggio vero e proprio. In fondo è questa la forza del fumetto, cioè di raccontare non solo tramite le parole e i disegni, ma anche tramite la scelta dei soggetti e il modo di rapparesentarli, o di ometterli. Per questo far dialogare i personaggi con il contesto crea senso e arricchisce il racconto.

Comicsblog:Come fumettista quali sono i tuoi autori di riferimento? Quali invece i riferimenti culturali ( musica, cinema letteratura) da cui non può prescindere il tuo cammino come disegnatore e sceneggiatore?

F.Festa:Il fumetto è un media che mi affascina, ma non sono un cultore, tantomeno un purista. Da ragazzino leggevo molto i supereroi, Pazienza e i disgraziati dello Shok Studio. Poi negli ultimi anni ho recuperato sul fumetto d'autore e i classiconi. Nello scrivere fumetti, o nel pensare alla rivista, in realtà guardo ad altri fumetti raramente. Mi viene più naturale pensare allascimmia come ad un disco, con una serie di collaborazioni, di strumentisti, compositori, etc.. I fumetti escono molto spesso imbastarditi con aspetti più teatrali, o letterari, o con linguaggio "cantautoriale".

Ad esempio ho scritto con Akab un paio di libri (che usciranno non si sa bene quando) utilizzando un metodo alla Mogol-Battisti. Akab arrivava con delle pagine coi baloon bianchi, talvolta un accenno di storia, talvolta delle vignette singole da montare come puzzle, e io ci mettevo i "testi". Con risultati a volte particolarmente belli ed "emozionanti", per quanto mi riguarda. Ma visto che pare piaccia nelle interviste l'elencone lo faccio anche io: Apocalypse Now, Carver, Capossela, i CCCP, Foster Wallace, Zadie Smith, Tom Waits, Lost in Traslation, i Monty Python, Panda Bear, i Fuck Buttons, i Baustelle, Clowes, Seth, Morrison, De Crecy, Palahniuk, Black Hole e Niko MD.

Comicsblog:Concludo chiedendoti quali siano i tuoi progetti futuri; che cosa hai in programma per il tuo cammino di fumettista; hai mai pensato a comporre un opera più complessa, un romanzo a fumetti?

F.Festa:
Mah, innanzitutto ho una tesi da dare e una laurea da prendere. Poi c'è della roba in cantiere, ma è ancora in fase di vaglio, quindi, dato che ho già sbrodolato alla grandissima direi che evito di parlarne, per ora. Comunque grazie sia della recensione che delle domande, mi sono piaciute molto entrambe. Saluti e baci a 4 mani!

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