Tutto Alberto Ponticelli - Egon


Eccoci giunti alla giusta conclusione di questa breve panoramica sulle opere più importanti di Alberto Ponticelli, se vi siete persi gli scorsi post potete cliccare qui e riprendere le fila di questo percorso. Mi pare giusto concludere con l'opera che ha permesso ad Alberto di diventare a tutti gli effetti un professionista del fumetto: Egon.

Il progetto di Egon nasce dalla mente collettiva dello Shok studio, gruppo di giovani fumettisti fumati con molte idee e tanta voglia di divertirsi e divertire; per chi non lo sapesse lo Shok è stata la prima, e credo l'unica, realtà italiana indipendente che ha autoprodotto una serie ad un livello talmente alto da convincere la Dark Horse a pubblicarli in America ( prima di una produzione italiana); in Italia undici anni fa fece talmente scalpore che il Corriere della Sera si sentì in dovere di scrivere un articolo di recensione ( che potete leggere qui sul sito del corriere); cosa assai rara per un fumetto contemporaneo.

Sinossi: Egon è un pazzo maniaco, con un lungo naso a punta, una maglietta attillatissima e dei muscoli da far sbiancare mister Olympia; il suo scopo nella vita è quello di migliorare la vita monotona delle persone che la quotidianità ha reso alienate, il mezzo per questo miglioramento è comunemente la morte, preceduta da torture e beffe di varia natura.

Perchè do un voto così alto ad un fumetto che nel bene o nel male risente molto del passaggio del tempo, è dotato di una sintassi fumettistica tipicamente anni '90 e di un ipercolorismo che fa quasi male agli occhi? Perchè Egon continua a divertire anche dopo undici anni, perchè nell'Italia immobilista e ferma degli anni '90 un gruppo di ragazzi ha fatto scuola.

Perchè Egon con il suo lungo naso appuntito, come Zanardi più di un decennio prima ( il naso era a becco in quel caso), ha saputo incarnare lo Zeitgeist meglio di migliaia di saggi sull'evoluzione sociale e sulla cultura metropolitana. Perchè il crocevia tra Cartoon e Supereroismo, tra grottesco e realismo non è più stato battuto.

Sopratutto perchè mi sarebbe piaciuto ritrovarmi a Lucca, una decina abbondante di anni fa, a comperare Egon o Ragno o Videomax a scambiare quattro chiacchere, e probabilmente quattro insulti ( visto i modi "grezzi" del gruppo), con lo Shok studio. Invece se guardo i miei coetanei ad una fiera di fumetto cosa trovo? due cosplay spelacchiati e quattro rampolli da scuola di fumetto (qualcuno mi deve spiegare se servono sul serio queste scuole) convinti che il cinema finisca con Quentin Tarantino...

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