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Tutto Alberto Ponticelli - Egon

Pubblicato: 20 feb 2009 da Andrea

Commenti dei lettori


Eccoci giunti alla giusta conclusione di questa breve panoramica sulle opere più importanti di Alberto Ponticelli, se vi siete persi gli scorsi post potete cliccare qui e riprendere le fila di questo percorso. Mi pare giusto concludere con l’opera che ha permesso ad Alberto di diventare a tutti gli effetti un professionista del fumetto: Egon.

Il progetto di Egon nasce dalla mente collettiva dello Shok studio, gruppo di giovani fumettisti fumati con molte idee e tanta voglia di divertirsi e divertire; per chi non lo sapesse lo Shok è stata la prima, e credo l’unica, realtà italiana indipendente che ha autoprodotto una serie ad un livello talmente alto da convincere la Dark Horse a pubblicarli in America ( prima di una produzione italiana); in Italia undici anni fa fece talmente scalpore che il Corriere della Sera si sentì in dovere di scrivere un articolo di recensione ( che potete leggere qui sul sito del corriere); cosa assai rara per un fumetto contemporaneo.

Sinossi: Egon è un pazzo maniaco, con un lungo naso a punta, una maglietta attillatissima e dei muscoli da far sbiancare mister Olympia; il suo scopo nella vita è quello di migliorare la vita monotona delle persone che la quotidianità ha reso alienate, il mezzo per questo miglioramento è comunemente la morte, preceduta da torture e beffe di varia natura.

Perchè do un voto così alto ad un fumetto che nel bene o nel male risente molto del passaggio del tempo, è dotato di una sintassi fumettistica tipicamente anni ‘90 e di un ipercolorismo che fa quasi male agli occhi? Perchè Egon continua a divertire anche dopo undici anni, perchè nell’Italia immobilista e ferma degli anni ‘90 un gruppo di ragazzi ha fatto scuola.

Perchè Egon con il suo lungo naso appuntito, come Zanardi più di un decennio prima ( il naso era a becco in quel caso), ha saputo incarnare lo Zeitgeist meglio di migliaia di saggi sull’evoluzione sociale e sulla cultura metropolitana. Perchè il crocevia tra Cartoon e Supereroismo, tra grottesco e realismo non è più stato battuto.

Sopratutto perchè mi sarebbe piaciuto ritrovarmi a Lucca, una decina abbondante di anni fa, a comperare Egon o Ragno o Videomax a scambiare quattro chiacchere, e probabilmente quattro insulti ( visto i modi “grezzi” del gruppo), con lo Shok studio. Invece se guardo i miei coetanei ad una fiera di fumetto cosa trovo? due cosplay spelacchiati e quattro rampolli da scuola di fumetto (qualcuno mi deve spiegare se servono sul serio queste scuole) convinti che il cinema finisca con Quentin Tarantino

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di El_Nico

    El_Nico

    20 feb 2009 - 11:30 - #1
    0 punti
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    Oh finalmente si parla anche di Egon! Gran Fumetto! Condivido pienamente il giudizio!

  • Antonio dB

    20 feb 2009 - 15:12 - #2
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    Io una decina di anni fa mi son trovato con i ragazzi dello Shock in uno stanzino del Quark Hotel di Milano in cui esponevano durante la Comicsconvention. Ho ancora da qualche parte quel pazzo fumetto di Egon, epigono del Lobo DC, con un tratto che mi sconvolse per la maturità di quei ragazzi, che poi tanto grezzi non erano, ma al contrario molto disponibili, quasi imbarazzati, nel ricevere adulazioni e complimenti.

  • Profilo di ilLava

    ilLava

    20 feb 2009 - 17:11 - #3
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    Oh finalmente un bel po’ di testimonianze……
    devo dire Antonio Db che ti invidio non poco……
    come già ho detto è una bella rogna essere ventenne alla fine degli anni 2000