Prosegue l’intervista( iniziata in questo post) a Jeph Loeb, autore di fumetti come Superman for All Seasons, Batman Long Halloween, Batman Dark Victory, sceneggitore di serie televisive come Lost, Smallville e Heroes; in questa seconda parte abbiamo approfondito i lavori di Jeph e il suo lavoro con i differenti disegnatori.
Mi permetto di dissentire da quanto è stato detto sul web riguardo a Jeph Loeb; in molti nel dopo Mantova si sono scatenati su alcuni atteggiamenti da supposta star…non da ultimo Roberto Recchioni sul suo blog ne offre un ritratto da cui prendo personalmente le distanze.
Per quanto ha riguardato Comicsblog Jeph è stato estremamente disponibile ( si era pattuita un’intervista da 10 minuti e ci siamo dilungati oltre i quaranta con una sincera cordialità che di rado ho esperito in un autore di fama internazionale, sopratutto dopo 2 ore di confereza stampa) e finito il tempo dell’intervista Jeph ha imbastito una piacevole chiaccherata sul cinema italiano degli anni ‘60-’70, Pasolini e Bertolucci in particolare. Vi lascio dunque alla seconda parte dell’intervista, se vi siete persi il primo post cliccate qui.
Comicsblog:: Batman il Lungo Halloween si può considerare il suo capolavoro, il film Dark Knight è stato ispirato da questa opera; che sensazioni si provano a vedere trasportate su schermo le proprie idee e il proprio lavoro?
Jeph Loeb: Chris Nolan e David Goyer sono stati estremamente gentili nel consultarmi e nell’accreditare il mio lavoro; quando hanno iniziato a scrivere e hanno deciso di raccontare la storia di due facce mi hanno voluto incontrare. E’ stato un comportamento molto onesto, ho lavorato ad Hollywood e so quanto sia raro trovare persone in grado di ringraziare un altro autore per il contributo offerto.
Nel vedere Dark Knight la scena che più mi ha colpito è stata la comparsa di Due Facce, dopo che Harvey Dent è stato sfigurato: Jason Heckart in quel momento sembrava un disegno di Tim Sale; con Tim avevamo parlato molto di come rendere il volto di Due Facce, su come dovesse avere un’aria scarna, in cui si delineassero le ossa della mascella, i denti, in cui si vedessero i brandelli di carne che ricoprivano il teschio. E’ stato fantastico vedere che tutte le nostre conversazioni erano diventate parte di una pellicola!
Coomicsblog: Lei ha realizzato la maggior parte dei suoi lavori con Tim Sale, che rapporto ha con questo disegnatore, come avete creato l’alchimia che vi ha permesso di generare Long Halloween e Dark Victory? Come cambia la sua scrittura nel lavorare con un disegnatore in particolare?
Lavorare con Tim è entusiasmante abbiamo un buon rapporto di amicizia, all’inizio non è stato facile: io non conoscevo il linguaggio dei fumetti, in più lui viveva a New York mentre io ad Hollywood, la tecnologia non era così avanzata e le tavole venivano spedite via posta per cui impiegavano più di tre giorni; venendo dal cinema mi capitava di scrivergli come note: zoomma su un particolare, oppure sposta in carrellata, e a Tim spettava il compito di ri-disegnare, una volta al telefono mi ha detto : ” Diamine ( Damn it) Jeph non esiste nessuna macchina da presa, ogni volta devo ri-iniziare da capo!”.
Ad esempio per la prima consegna di 22 pagine gliene feci disegnare 68; poi piano piano ci siamo creati un linguaggio nostro, e mentre avanzava il rapporto lavorativo abbiamo iniziato a scambiarci opinioni sul cinema, sulla letteratura, e così abbiamo scoperto di avere gli stessi gusti: cinema, musica….donne ( risate generali, e l’intervistatore pensa alla “un po’ troppo muscolosa” Cat-woman di Tim Sale ed inizia ad essere perplesso).
Per qunto riguarda la scrittura e i disegnatori amo fare questo paragone: il disegnatore è per il fumetto ciò che per un film è un grande attore; si può pensare a Taxi Driver o a Toro Scatenato senza Roberto de Niro? Succede la stesso cosa con un disegnatore; so che Tim Sale rende ottimamente i sentimenti più umani, le situazioni più realistiche, che Ed McGuinness è in grado di
Non scrivo una storia senza pensare a quale disegnatore la realizzerà, ritengo che ognuno abbia il dono particolare di rappresentare meglio una partocolare gamma di emozioni; poi sono particolarmente fortunato perchè di disegnatori come Tim Sale, Jim Lee Ed McGuinnes io sono stato un fan prima ancora di diventarne lo sceneggiatore, e questo ha sicuramente aiutato il mio lavorare alla sceneggiatura; per fare un esempio stupido so che Frank Cho è il migliore nel disegnare donne sensuali, per cui sicuramente in una storia in cui collaborerò con lui metterò ogni donna possibile…( e parte un lungo elenco di fanciulle Marvel..seguito da risate)
La cosa più importante per me è che una storia e la collaborazione con un disegnatore sia divertente, non sono interessato solo a raccontare; la mia è, per così dire, una vocazione all’intrattenimento; compro personalmente fumetti, anche se le case editrici me li darebbero gratis, perchè così mi rendo conto in prima persona quando una storia è differente. Non esiste per me il meccanismo ” Provalo, vedrai che ti piacerà”, un fumetto ha un costo e se una storia non è divertente o interessante non ha senso proseguire nella lettura.
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