Comicsblog intervista Alex Crippa

pubblicato: lunedì 09 marzo 2009 da Andrea in: Italia Graphic novel Web Comics Noir Edizioni Bd Interviste in esclusiva Altre case editrici


Dal post che Comicsblog dedicò a Come un Cane, nacque la possibilità di un confronto diretto con Alex Crippa, sceneggiatore dell’opera; Alessandro( qui trovate il link al suo blog) si è dimostrato estremamente gentile ed ha accettato di buon grado di essere intervistato da noi, ma il suo buon cuore non si è fermato quì, eroicamente ha anche raccolto il guanto della sfida che lo vedrà contrapporsi, mercoledì, in un confronto all’ultimo sangue e senza esclusione di colpi sul ring di Comicsblog; del ring e delle sfide che lanceremo agli autori parleremo domani in un post all’insegna del combattimento.

Per chi non lo sapesse Alex è uno degli sceneggiatori italiani più prolifici, tra le sue opere si possono citare: 100 Anime, Nero e Come Un Cane per edizioni BD, Jonah Martini per Renoir, Detective Primo per edizioni Scuola di Fumetto… l’elenco appare sterminato per cui vi lascio all’intervista.

Comicsblog: Inizio ringraziandoti per la disponibilità a questa intervista a nome di tutta la redazione e dei nostri lettori, sarei interessato a sapere come è nata in te la necessità di “raccontare storie” e come sei giunto al fumetto come media testuale, c’è stato per così dire un incontro specifico con la nona arte?

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Alex Crippa:Grazie a voi per la pubblicità che mi fate. “Raccontare storie” è esattamente quello che ho sempre voluto fare. Chi più, chi meno, ogni autore racconta un po’ di sé quando scrive. È un duplice orgasmo del proprio ego: mostrare quanto si è bravi nel proprio mestiere e quanto è interessante la nostra vita…

Dapprima mi appagavo attraverso pessime strisce di un improbabile indy/007 che schizzavo sui miei quadernoni delle elementari, poi attraverso un imbarazzante “romanzo breve pseudo-fantasy” autoprodotto all’età di 12 anni (che però alla mia insegnante di lettere piacque), quindi attraverso racconti o troppo astratti o troppo auto-biografici e infine attraverso la Sceneggiatura per Fumetto.

L’illuminazione arrivò quando scoprii la Scuola del Fumetto di Milano ormai 15 anni fa…una scuola che insegna come si scrivono i fumetti! Per me che arrivavo dal Classico e da due inutili anni di giurisprudenza era qualcosa di soprannaturale.

Forse dirò una cosa controcorrente ma ciò che mi ha attratto subito del lavoro dello sceneggiatore, e che ancora mi stimola, è la presenza di precise regole da rispettare. Ci sono regole anche nella costruzione di un romanzo e di un racconto, certo, ma la rigidità dello schema di una sceneggiatura (a cominciare per es. dal numero di tavole prestabilite) l’ho sempre trovato molto stimolante creativamente. Tutt’altro che castrante. Avevo bisogno di strutture, di paletti, per incastrare la mia fantasia in qualcosa che avesse forma e fosse quindi comprensibile.

Comicsblog:Il punto di maggiore forza dei tuoi lavori è la creazione del contesto, come ti muovi nel creare un’ambientazione? Sia Nero ( il primo episodio ) che 100 anime sono ambientati entrambi in Italia , quali scelte ti hanno portato ad una operazione per certi versi così rara?

Alex Crippa:È rara soprattutto visti gli editori che hanno pubblicato per primi queste serie: tutti francesi. Anche “Le Missionnaire” la mia ultima serie pubblicata oltralpe (“Jonah Martini” per l’italiana Renoir) è ambientata in Italia, precisamente sullo splendido lago d’Orta, in Piemonte. Il grande formato del fumetto francese da molto spazio al disegno e le location sono fondamentali, al limite dell’illustrazione in alcune tavole, e le città italiane sono oggettivamente belle.

Questo i francesi lo riconoscono. Personalmente poi amo ambientare storie in luoghi che conosco, che possono visitare, toccare, sentire. Per non parlare dei disegnatori che si ritrovano magari a disegnare la città in cui vivono (la Milano di “100anime” per Alfio Buscaglia o la Brescia di “Nero” per Andrea Mutti).

Comicsblog:A quale substrato culturale( musica , cinema, letteratura) attingono i tuoi racconti a fumetti? In quale misura emergono dalla tua vita quotidiana ( 100 anime ha tratti autobiografici) e quanto ad altre espressioni artistiche?

Alex Crippa:Il mio primissimo substrato culturale è il cinema: attingo da esso la gran parte della mia ispirazione. Mi rendo conto che ogni volta che studio una sequenza da inserire nella sceneggiatura di un mio fumetto visualizzo sempre delle scene tratte da film. Ho un archivio abbastanza ingombrante in testa. Così anche per i dialoghi, le location, le atmosfere. Ne consegue che quasi sempre la documentazione visiva che do a un disegnatore deriva da film.

Non si tratta di copiare ma di sbloccare l’estro: l’arte del racconto è un continuo masticare e rimasticare quello che è venuto prima, per sputare fuori ulteriore materiale che altri masticheranno e rimasticheranno in futuro. Come ispirazione seguono a ruota, e a pari merito, musica e fumetto. Una doppia graphic novel che uscirà in Francia per KSTR l’anno prossimo (“Dollar-Baby” che sta disegnando Werther Dell’Edera) l’ho addirittura scritta partendo da una colonna sonora che ho assemblato apposta prima di mettermi al lavoro e che mi ha poi accompagnato durante tutta la scrittura.

È la storia di una cinica e freddissima killer che fa la lap-dancer come copertura, cambiando continuamente identità, e solo un istante nella vita proverà il vero amore. I brani parlano tutti di figure femminili eccentriche, da “Roxanne” dei Police a “Strange kind of woman” dei Deep Purple a “She was hot” dei Rolling Stones. Per anni ho suonato la batteria per locali in varie rock-band, per me la musica è fondamentale. E ho sempre trovato delle similitudini tra il lavoro struttural-ritmico del batterista e quello struttural-narrativo dello sceneggiatore.

Riguardo le esperienze quotidiane e gli accenni auto-biografici, forse all’inizio eccedevo un po’ troppo (“100anime” parte proprio da una bizzarra esperienza personale ed è ambientato nella casa dove abitavamo allora io e il disegnatore) mentre ora mi limito a inserirle come sotto-testi. Per es., per citare di nuovo “Dollar-Baby”, l’idea mi è venuta al mio addio al celibato che quei simpaticoni dei miei amici hanno organizzato in uno strip-club di Milano…

Comicsblog:La sceneggiatura è un linguaggio di parole che si può applicare tanto al fumetto quando alle altre arti, hai mai pensato di cimentarti con altre forme espressive come la letteratura, il teatro o il cinema?

Qualche anno fa ho scritto la sceneggiatura di un film d’animazione non ancora prodotto (“Jakob” uscito poi nel 2007 sotto forma di fumetto per XL di Repubblica) e la sceneggiatura di un film horror che non ho mai finito. Il problema sono i tempi e i costi del cinema: troppo lunghi e troppo alti anche solo per intravedere una speranza di realizzazione all’orizzonte dopo tot anni. Almeno in Italia. Per questo amo fare fumetti: ci vogliono 2 o al massimo 3 persone e qualche migliaia di euro (non centinaia) e se tutto va bene dopo un anno ti ritrovi pubblicato. Un autore ha bisogno dei feedback di pubblico e critica!

Sempre qualche anno fa ho realizzato le sceneggiature di una serie d’animazione in stop motion, “Nanà”, e di una in flash, “Lee&Marvin”, che andò on line sul sito di MTV. Poi una valanga di videogiochi della kinder Ferrero (uno dei miei sogni assoluti sarebbe scrivere la sceneggiatura di un survival horror alla Silent Hill) e l’anno scorso le sceneggiature di una serie d’animazione tradizionale dal titolo “Taratatales” prodotta dallo studio Effigie che andrà in onda su una Rai (non so quale) l’anno prossimo.

Riguardo il teatro, ammetto di averlo sempre snobbato ma giusto l’anno scorso ho preso una cotta importante per un regista di Como, Jacopo Boschini, folgorato da un suo spettacolo teatrale sulla violenza alle donne. Siamo diventati amici e ho potuto leggere varie sue sceneggiature teatrali, molto belle. Al momento li considero due linguaggi troppo diversi, quello del teatro e del fumetto, non credo che mi cimenterò mai nel primo. Non a caso a fine aprile esordirà uno spettacolo di Jacopo il cui prologo è un fumetto scritto da me che verrà dato prima agli spettatori…

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