
Saluto: Onore al merito di Alex Crippa che si è prestato ad essere il primo sfidante del ring di Comicsblog; non sono rimasto convinto da tutte le risposte, ma dopo questo scambio di mazzate devo dire che Alex mi sta molto più simpatico; ammetto anche che nella foga i miei colpi hanno perso di precisione,devo allenarmi di più! Sui voti del pubblico di Bd’ Gest ( domanda 4) controllate voi stessi chi dei due ha ragione….ecco il link.
Un grazie di cuore ad Alex e che il match abbia inizio!
Diretto sinistro di Comicsblog: mi pare che nelle tue storie tu vada ben oltre la classica “ suspension of disbelief” di Coleridge, non ti sei accorto di come, in Come un Cane, Paulinho non potesse scappare da una prigione così facilmente ( alla fine prendendo a pugni qualche secondino) ed arrivare da Città del Messico al Brasile in macchina? Come fanno a passarti inosservate sviste del genere… C.u.C è una graphic novel realistica non tirarmi fuori che è un fumetto!!
Alex: E pensa che nella versione francese era ancora più naif quella fottuta fuga! Nell’edizione italiana è stata leggermente modificata. Il mio errore è stato quello di concentrarmi troppo sugli aspetti portanti della vicenda ( i protagonisti, il rapporto allievo-maestro, la fatica e il dolore come espiazione e rinascita) tralasciando “dettagli” tipo questo che, vero, tolgono realismo al fumetto. Ops, ho detto fumetto!
Montante al fegato: Non ti pare di vivere un rapporto di sudditanza nei confronti del cinema? Alcuni tuoi lavori sembrano avvalorare la tesi che il fumetto è il fratello povero della settima arte, 100 Anime usa un espediente narrativo alla Night Shaymalan, dopo che il Sesto Senso e Unbreakable sono ormai film da archivio…nel fumetto gli espedienti narrativi arrivano in ritardo? Non se ne possono costruire di nuovi?
Alex: Mah, io come intrattenimento prediligo il cinema al fumetto, come mezzo espressivo personale il contrario. Il fumetto è più diretto, si fa in pochi e con pochi soldi. La realizzazione di un film invece prevede centinaia di passaggi e di mani, se non sei un regista/sceneggiatore cazzutissimo rischi di perdere il controllo di tutto. Non la vedo come “sudditanza”, non è mica politica: sono due forme d’arte che amo in maniera diversa.
Riguardo gli espedienti narrativi del fumetto, lo stai chiedendo proprio a chi al prossimo Napoli Comicon esordirà col primo fumetto palindromo della storia: “ArcasacrA” per Nicola Pesce Editore. L’idea è molto semplice e sfrutta proprio l’unicità del formato fumetto: due protagoniste, due storie separate ma intrecciate, una la leggi da un lato, l’altra dall’altro. Le due storie si incontrano esattamente a metà in una doppia splash-page con l’unica inquadratura che si può leggere in qualunque verso ( indovina?).
Praticamente invece di optare per un montaggio incrociato, ho optato per il montaggio palindromo ( che dovrò brevettare, credo). È un esperimento ardito, perché mentre nel montaggio incrociato alcuni effetti di alcune cause, e viceversa, possono sfasarsi di qualche pagina, nel montaggio palindromo ti becchi in blocco tutti gli effetti in una storia e scopri le cause solo nell’altra. E viceversa, ovviamente. Tra l’altro, dipende da quale lato inizi a leggere: le due cover sono diverse e il lettore inizierà da quella che più lo ispira, probabilmente. Ti basta? E se non verrà apprezzato o capito posso sempre dire: è un esperimento, cazzo volete?
Colpo scorretto di Comicsblog: Sceneggiatori come Roberto Recchioni costruiscono storie basandosi su pochi elementi, talvolta con impianti narrativi ai limiti dell’elementare( poco più di un mucchio di esplosioni senza senso), eppure David Murphy 911 è un successo editoriale; perché lavori così tanto sulla contestualizzazione se alla fine a funzionare in una storia a fumetti può essere anche solo un personaggio vincente?
Alex: Non puoi paragonare due mercati e due formati così diversi: 911 è uscito in edicola, la miglior vetrina italiana per un fumetto, in 4 numeri mensili e il suo successo è direttamente proporzionale alla sua semplicità e chiarezza (che, per inciso, ho apprezzato). Un soggetto di questo tipo non me l’avrebbe mai preso un editore francese. Non è possibile trasferire l’immediatezza e il ritmo di un 911 in un cartonato a colori di 48 tavole a cadenza annuale. Viceversa non è possibile contestualizzare e approfondire certi aspetti ambientali e psico-sociali in un bonellide in B/N di puro intrattenimento. O meglio, si può, ma non arriva a tutti, non ha successo, non è il contesto giusto.
Sto comunque lavorando a un personaggio vincente per un editore italiano vincente: a breve saprò se il progetto parte definitivamente, e l’anno prossimo riprendiamo il discorso.
Gancio destro di Comicsblog: leggendo spesso Bd’gest mi accorgo che nessuna tua opera ha mai superato il 6,8/10 da parte degli utenti; il leitmotiv delle recensioni che ti riguardano è : una buona opera artigianale ma niente di eclatante; perché a tutte le tue storie “ manca il botto”? hai paura di osare?
Alex: A volte ho preso 4 stellette su 5: è più o meno di 6,8/10? Se per “botto” intendi il successo commerciale, non so proprio cosa dirti, non so cosa bisogna scrivere per avere successo. So cosa piace scrivere a me e ho sempre avuto la fortuna di trovare editori francesi abbastanza azzardati da pubblicarmi e pagarmi pure tanto. Mettiti per un istante nei miei panni: mi alzo la mattina, mi viene un’idea, non sto a fare tanti calcoli e mi metto a scrivere una storia. Poi la vendo e la pubblico. Spesso è andata così. Non è il sogno di chiunque inizia a fare questo mestiere?
Riguardo l’osare, ti faccio un esempio: ho scritto “Jonah Martini” perché mi interessava sviscerare i dubbi della fede attraverso un prete che l’ha persa e che di lavoro fa l’indagatore di miracoli. In Francia hanno apprezzato questo mio andare “controcorrente”…ho poi scoperto cosa intendevano, e cioè che non ho seguito il filone pseudo-religioso post-Codice da Vinci perché trattavo il cristianesimo così com’è. Ma non l’avevo calcolato: mi interessava il dilemma del protagonista, non i templari su marte.
Montante alla milza: Braccio di Culo mi pare la tua opera più pia, è bello vedere come uno sceneggiatore si dedichi in maniera così lodevole ad un personaggio conosciuto solo da pochi sfortunati; il registro basso volgare e il luogo comune ti pare possano far dimenticare ad un lettore la costruzione dei tempi comici? hai mai letto Bill Watterson, Charles Shultz, Walt Kelly? non hai mai pensato che prima di lanciarsi in un ambito, che non ti è proprio, è meglio se non altro avere delle basi?
Alex: Minchia, hai tirato in ballo quel mostro sacro di Watterson! Calvin&Hobbes sono la quintessenza della sintesi formale e contenutistica, il miglior esempio di come il fumetto in pochi tratti e poche parole può arrivare emotivamente oltre qualsiasi altro mezzo. Chi se la dimentica la morte del piccolo procione? E secondo te io prendo lui come esempio? O Quino? Io non so scrivere strip comiche e non ho nemmeno la profondità dei maestri qui sopra. Per questo scrivo Braccio di Culo, l’uomo più vessato del pianeta: scriverlo male è il miglior insulto alla sua persona.
Gancio al mento: La Francia è un mercato vasto in cui la media qualitativa forse è più alta di quella italiana, ma in cui è più facile vivere senza eccellere, l’esserti direzionato sul mercato d’oltralpe non è una fuga di fronte alle difficoltà dell’essere sceneggiatore in Italia? Tu hai un gruppo di amici disegnatori, coloristi e sceneggiatori, il “fare branco” non è un sistema con cui difendete la debolezza delle vostre competenze individuali? Ci sono autori e disegnatori che da soli si sono costruiti un grande nome anche in mercati difficili come quello americano…
Alex: In Italia pubblico per BD, Renoir, Edizioni Scuola del Fumetto, XL e a breve Bonelli (Dampyr), Nicola Pesce, GGstudio e un grosso nome che ancora non dico per scaramanzia. In Francia pubblico da anni per vari editori, ma semplicemente perché ho intrapreso da tempo quel percorso e lo conosco meglio. Ma dici che è più facile per uno sceneggiatore italiano pubblicare in Francia una dozzina di volumi piuttosto che in Italia? Mi fai altri nomi?
Idem, Usa: a parte Matteo Casali, altri sceneggiatori italiani che si sono costruiti un grande nome in questo mercato difficile?
Il “fare branco” poi è il termine meno azzeccato: in realtà ognuno di noi si fa i cazzi propri per il proprio esclusivo tornaconto!
Su disegnatori e coloristi, infine, non mi pronuncio…tira fuori le palle e invita anche loro sul ring! Ti consiglio, a tal proposito, l’esimio Giorgio Santucci che sta disegnando la mia prossima graphic novel francese, “Gangs”, in uno stile tutt’altro che francese…
marte
11 mar 2009 - 00:29 - #1me la leggo domani a mente lucida.. l’idea è bellissima!
gianluca maconi
11 mar 2009 - 13:08 - #2riporto qui lo stresso commento messo sul blog di crippa a beneficio della discussione.
trovo certe cose piuttosto assurde, naif… come se la visibilità e la pubblicità del prodoto e in ogni caso l’appeal del pubblico dipendessero solo dallo sceneggiatore.
non capisco a chi si rivolge l’intervista dalle domande. ai generici fruitori di internet? ai lettori? agli addetti ai lavori?
perchè aggiustando il tiro possono venir fuori cose importanti e serie che spesso si dimenticano (approccio, tempistiche, pagamenti, correzioni)
spesso un fumetto è più un bonsai che un quadro, devi arrivare al compromesso con le forze esterne.
(quel viso non ti piace, te lo hanno fatto ridisegnare… quel personaggio secondario ha poco spazio, l’editore mi ha detto di lasciarlo perdere…)
insomma un confronto così con un autore può essere simpatico come in questo caso, ma non dice granchè di nuovo, no?
potete anche essere più aggressivi.
ilLava
11 mar 2009 - 13:28 - #3Gianluca potrei prendere supunto dal tuo commnento per andare a prendere per il ring anche gli editori!!! Nell’intervista a Lupoi gli utenti mi avevano accusato di buonismo..
Hai ragione per quanto riguarda il fumetto-bonsai ma il ring voleva essere uno spazio in cui l’intervistatore vuota il sacco su ciò che ha sempre voluto dire ad un autore…ed offre di questo un ritratto..credo che un lettore che non conosce Alex dalle sue risposte si accorga di come è posato ( e umile) ma al contempo orgoglioso di alcune sue idee….
e ciò incuriosisce e provoca….siamo comunque un blog..i saggi sul fumetto li lascio ad altri…dopo un match del genere credo in molti saranno rimasti colpiti da Arcasacra e da come è stata proposta ( non con la solita domandina -puoi dirmi di più sul montaggio palindromo?)
gianluca maconi
11 mar 2009 - 16:47 - #4ma ci mancherebbe. anzi ha fatto bene alex, che sa incuriosire. non mi sono mica posto contro il vostro incontro.
siete entrambi molto posati.
quarda come si insultano (e insultano il pubblico) nei talk-show.
ilLava
11 mar 2009 - 16:57 - #5credo ci siamo un po’ fraintesi…anzi ho trovato molto pertinenti i tuoi appunti…stavo solo facendo un po’ di pubblicità al post…dicendo ma guarda che bella idea che ho avuto….eheheh….ma l’ho avuta io?
e poi aggiungevo il posato e simili per fare un po’ di complimenti ad Alex così finito il ring si finisce tutti a tarallucci e vino…eheheh
cmq già che ci siamo perchè non ti fai un po’ intervistare da noi buzziconi di comicsblog??
gianluca maconi
11 mar 2009 - 19:13 - #6ah ah ah. volentieri, anche se il mio non è un nome di richiamo.
nessun fraintendimento comunque. specificavo solo per il beneficio del lettore occasionale. anzi trovo la cosa molto divertente. e comunque è vero che siete stati tutti e due posati, poi alex è uno che alla seconda frase gli dai ragione perchè espone i suoi concetti in maniera puntuale e coerente. io non lo frego mai…
ilLava
11 mar 2009 - 20:59 - #7esponesse in maniera così puntuale anche le sue storie sarebbe uno sceneggiatore di fama mondiale….ahahahahah
perdona la cattiveria ma sembravo troppo buono…..
gianluca maconi
11 mar 2009 - 21:57 - #8questo è lo spirito!
e pensa se ci mettesse anche i contenuti!
(e qui se non interviene alex proprio non so cos’altro fare…)
ilLava
11 mar 2009 - 22:04 - #9beh quello perchè sono tutti dei formalisti…un po’ di impegno sociale in più alla Dysart o Wood non farebbe male….
senza tirare in ballo gli indipendenti….
sono per la spedizione programmatica di tutti gli sceneggiatori italiani in Sudan o Uganda…..ma anche in Kosovo o nord Albania….così almeno avrebbero storie un po’ più vissute da raccontare…..
( e qui se non interviene io non so più come provocare…)
Gianluca è una piacevole chiaccherata a due…se vuoi l’intervista la facciamo a commenti…heeheheh
Alex Crippa
12 mar 2009 - 09:45 - #10io fare fumetto più chiaro prometto.
eroe forte trama semplice.
soldi successo.
prometto.
gianluca maconi
12 mar 2009 - 11:39 - #11ci proviamo alex, ci proviamo.
ilLava
12 mar 2009 - 13:26 - #12ecco brafi….
niente palindromi….
muscolazzi e testoesterone e vedete che fate i miliardi…
anche i clichè anni ‘80 piacciono molto….
se citi pure tarantino ti comprano proprio tutti….
:D
ovviamente scherzo…a parte per il viaggio in uganda di cui sopra
gianluca maconi
13 mar 2009 - 02:31 - #13citazioni di terza mano… mi pare troppo.
comunque alex subentrerà come sceneggiatore di mediterranea per il ggstudio. una serie a base di donne discinte duelli con le spade in un mondo alternativo squisitamente modellato dai suoi testi e dai miei scarni disegni…