Jonh Doe - Comicsblog finisce nel n.71, disponibile adesso in edicola

pubblicato: giovedì 16 aprile 2009 da Marte in: Fantasy Italia Horror Recensioni (Secondo Voi) Eura Editoriale John Doe Speciali Roberto Recchioni

71

Non vi ho mai nascosto la mia passione per John Doe, la serie epica scritta da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni per Eura Editoriale.

Ieri è stato per me un giorno emotivamente molto importante per aver raggiunto il traguardo della laurea in giurisprudenza; ma la vera sorpresa è stata quella di scoprire, a pochi minuti dall’uscita dall’edicola di fiducia, che sul numero 71 della serie (Gli imperdonabili) gli autori hanno inserito in bella vista la mia recensione sull’albo n.69, intitolato Un letto di chiodi. In poche parole, Comicsblog.it è stato citato sul mensile che ha rilanciato il fumetto italiano nel nuovo millennio: ciò mi riempie di gioia (sono sincero) perché John Doe è una grande passione, ma Comicsblog è da due anni un pezzettino di tutto quel .

Mettiamo da parte emozioni ed esaltazioni (ogni tanto fa bene sentirsi bambini) per un commento sulle pagine successive a quelle della posta di questo John Doe n.71. La cover di Massimo Carnevale è caldissima: un inferno di fuoco si scatena alle spalle del protagonista che affronta il tutto con atteggiamenti di massima tranquillità, pregando in silenzio (un Dio che lo ha abbandonato?). La storia si apre con uno sguardo lontano dal nostro eroe. I riflettori sono puntati su una famiglia molto particolare, che durante il dominio di Mordred ha deciso di vivere religiosamente il più lontano possibile dalle tentazioni e azioni di un falso dio in terra. E’ evidente però che la caduta di Mordred non significa un ritorno alla tranquillità, perché all’orizzonte sembra scatenarsi l’ennesimo inferno! La sceneggiatura di questo episodio è opera di Roberto Recchioni e l’autore non fa sentire il suo tocco in maniera consistente. Infatti John e la sua comitiva (Pestilenza, il figlio Mordred, e il pallido cane Pericle) commentano la loro avventura lanciando una frecciatina al pubblico di alcuni lettori insoddisfatti: “In sostanza… mi stai dicendo che sto allungando inutilmente il brodo, giusto?” - interviene John - “Forse… ma forse sto solo cercando di insegnarti qualcosa… che certe volte quello che conta non è la meta, ma il viaggio che si è fatto per arrivarci!“. E c’è chi come me questo viaggio lo vuole vivere pienamente, tra alti e bassi, quindi continuiamo ad esplorare questo nuovo tassello ricco di spunti lodevoli.

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Il destino è assurdo e trascina i nostri eroi all’interno dell’abitazione di quella famiglia (un anziano uomo chiamato Paul e due figlie dall’aspetto splendido) vista in apertura. L’odiato Mordred, sotto falso nome, finisce così a tavola con chi ha fatto di tutto per evitarlo, con lo stesso uomo che ha contribuito a fondare la città Salvation in una terra isolata e dimenticata da tutti. Un elemento molto importante che ci viene sottolineato è il fatto che Mordred, essendo un’anomalia, non può essere rilevato dall’onnisciente ed indebolito Grande Capo (Dio, il nuovo nemico): indispensabile per preparare un piano d’attacco!

La comunità di Salvation inizia a sospettare sull’identità di questi pellegrini e per integrarsi al meglio John accetta di contribuire alla costruzione di un nuovo granaio. Mordred è fantastico nel lamentarsi sempre (il ragazzo nonostante il grande potere si dimostra spesso insicuro e privo di idee, al contrario del padre): ” Grandioso… da re del mondo a contadino”. I rapporti tra i protagonisti migliorano pagina dopo pagina e questo aiuta a cancellare i vecchi attriti dei numeri arretrati, dove padre e figlio tentavano ogni stratagemma per uccidersi.

Dopo aver citato Star Wars (un tremito nella forza), Recchioni ci fa capire l’importanza di Salvation, dei suoi strani abitanti. Qui la gente ha una fede cieca e limpida, quasi ossessiva… ci sono veri puritani con certezze di ferro e che tentano di coltivare una terra arida, calpesta adesso da chi rappresenta la vita e la morte: tutti presupposti per qualcosa di esplosivo. Infatti la situazione inizia a crollare. Mordred salva la vita ad un uomo e John non prende bene l’accaduto. Per fermare Dio bisogna privarlo prima di tutto dei suoi stessi fedeli e Salvation pullula di gente col potere inconscio di rinvigorire le forze del Gran Capo.

Il diacono Redman finisce per scoprire l’identità dei nuovi arrivati e reagisce con una telefonata immediata a Dio (impegnato in una partita di golf). Per la cronaca ci viene suggerito che solo pochi hanno il numero diretto del Creatore e quest’ultimo si attiva per il contrattacco. Tutta Salvation si riunisce per contrastare i nemici, trovandosi di fronte ad un Paul ribelle che decide di difendere con tutte le proprie forze i suoi ospiti. John e Mordred continuano a litigare con battute esilaranti, ma inutili e tutto si consuma in una scazzottata impossibile tra un intero paese e pochi uomini. Mentre John si fa mille problemi morali e accetta di non uccidere chiunque, interviene il Dio giocherellone e con un’arma speciale massacra tutta Salvation nell’intento di colpire i suoi avversari. La pioggia di fuoco, un trucchetto da Vecchio Testamento, non sconfigge i nostri eroi e il Supremo si arrende momentaneamente riempiendosi la testa di ulteriori preoccupazioni.

L’autore conclude questo ben racconto (narrazione scorrevole, accompagnata dai gradevoli disegni puliti e dinamici di Claudio Stassi) citando Mahatma Gandhi e Francesco Guccini: giustizia e libertà sono la vera salvezza dell’uomo?

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Commenti dei lettori

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  • info_dodo

    16 apr 2009 - 16:27 - #1
    0 punti
    Up Down

    Beh complimenti ;)

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