
Riprendo da House of Mystery una segnalazione interessante di Luigi Siverio: Andrea Plzzi, qui, dice la sua sul termine graphic novel, nomenclatura sempre più utilizzata per indicare fumetti diversissimi tra loro per formato, genere e stile.
Sostanzialmente mi trovo d’accordo con lui, particolarmente nel sostenere che si tratti di una scelta di marketing rivolta a un pubblico diverso da quello degli appassionati e con certa voglia di distanziarsi dal “volgare” termine fumetto. Una volta letta diteci cosa ne pensate nei commenti.
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