Black Odyssey, la recensione del fumetto Passenger Press

valentino sergi

Black Odyssey di Passenger Press è un fumetto diverso da tutto.

E' un progetto che parla di miti, ma lo presenta in maniera del tutto originale. E' un progetto che si contrappone fortemente a serie come Mytico del Corriere della Sera, indirizzata ad un pubblico giovane e che tenta di ricostruire la mitologia in chiave quasi supereroistica. Black Odyssey è un fumetto diverso nella sua costruzione fuori dal comune. Ci troviamo di fronte ad un unico graphic novel, diviso volutamente in tre atti, tre differenti albi, proposti contemporaneamente in tre lingue (italiano, francesce, inglese). Dietro Black Odyssey c'è Valentino Sergi (Erotico Nero e Cleo). L'autore ha avvicinato un gruppo di artisti per realizzare un'opera che di "nero" ha solo la copertina: tavole gialle, rosa, celesti e contenuti del tutto "rossi". Il rosso che non appare nell'estetica degli albi, si intravede nei contenuti ad alto tasso erotico. La rivisitazione in chiave erotica della storia di Ulisse conserva in realtà un messaggio più grande: la libertà!

Sergi ha già dimostrato precedentemente di saper utilizzare al meglio l'erotismo più spinto, senza cadere nella trappola della volgarità. In Black Odyssey conferma questo suo pregio artistico, costruendo una storia forte, con testi coinvolgenti e corposi, rubando la scena alle nudità sparse nelle vignette. I suoi collaboratori (gli sceneggiatori Alessandro Cremonesi e Adriano Barone) contribuiscono a tener saldo questo principio di purità perversa.

I disegnatori Jorge Coelho, Christian G. Marra e Alain Poncelet a modo loro provano a far combaciare i due elementi chiavi del progetto: erotismo ed epicità. Le tavole di Marra sono quelle più statiche, le forme dei suoi personaggi sono arrotondate, dolci in certe circostanze; i corpi sono separati dagli sfondi, cosa che crea un contrasto forzato, ideale per evidenziare i molteplici soggetti che accendono la calda atmosfera. Jorge Coelho è una sorpresa per tutti gli amanti del fantasy. Il suo tratto si adatterebbe bene alle avventure di un Conan il Barbaro o di un Thorgal. Sa esprimere violenza e sensualità come un veterano, sa sfruttare gli spazi con ordine ed eleganza. L'espressività dei suoi personaggi trapassa la pagina e stupisce il lettore. Alain Poncelet è del trio l'artista più leggero, quello che si serve di uno stile giovanile, non troppo raffinato, per partecipare al trionfo di un liberalismo di costumi e di idee che si riscontra nelle espressioni felici e provocanti delle sue donne, in quelle accondiscendenti degli uomini timorosi di approcciarsi ad un nuovo stile di vita.

Dimenticate la storia di Ulisse/Odisseo, di sua moglie Penelope e di suo figlio Telemaco. Sergi e co. uccidono l'Odissea di Omero per svelare una realtà rinnovata e più vicina all'uomo reale, una volta spogliato quest'ultimo dagli inganni sociali e liberato da trappole morali che lo rendono cieco e stolto. Dimenticate "Colui che è odiato e colui che odia". Fate spazio alla felicità ed all'amore senza freni.

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