
Spesso si parla in termini negativi del settore fumettistico italiano, descrivendolo come un nido di serpi, pronte a vendere la madre per un posticino al sole. Con queste parole Roberto Recchioni (autore di John Doe e sempre più presente su Dylan Dog e tra i progetti Panini Comics) ha introdotto un articolo dai contenuti bollenti!
In realtà la frase più velenosa che non può passare inosservata è la seguente: In quale altro settore un editore che si porta dietro da decenni la fama di essere uno che non paga gli autori che pubblicano per lui, che è costantemente inseguito dai tipografi, che pirata i fumetti stranieri, che tiene una linea di condotta piuttosto dubbia nell’annunciare l’acquisto di licenze estere senza avere nemmeno in mano una bozza di contratto, potrebbe allo stesso tempo continuare a essere ben voluto e sostenuto da sceneggiatori e editori concorrenti e essere indicato come un vero amante del fumetto, coraggioso e sognatore? Solo nel settore dei fumetti italiano.
La polemica non si limita solo a queste prime denunce, ma ci sono accenni chiari al ritorno tra gli applausi di un personaggio dell’editoria italiana che era a capo di una casa editrice che ha fatto piangere parecchie persone con il suo fallimento e che si è volatilizzato dall’Italia per sfuggire ai creditori… Inoltre un piccolo accenno alla politica di sfruttamento degli autori (anche dei più fallimentari) e ad alcune consuetudini poco legali da parte di alcuni professionisti del settore. Roberto è veramente, ma veramente scatenato! Dovete cliccare qui assolutamente per leggere l’articolo integrale! Fateci sapere cosa ne pensate dei pensieri del papà di 911 - David Murphy e di questo suo spietato intervento alla Detective Dante!
Folkener
25 apr 2009 - 09:16 - #1speriamo sia l’inizio della rivoluzione!
Unity
25 apr 2009 - 23:56 - #2Mi fa piacere che Recchioni sia maturato in queste sue vedute. Ricordo qualche anno fa, forse 3, dei miei post su Comicus dove mi lamentavo degli “editori senza portafoglio” che fanno lavorare i ragazzi e non li pagano, li pagano poco, li pagano a royalties e lui che li difendeva a spada tratta, dicendo che comunque pubblicare è un’opportunità che un esordiente almeno può avere ecc ecc… Non che la cosa sia sbagliata in sè ma io insistevo che 8 ore al giorno di lavoro dovrebbero essere pagate… sono lietissima che dopo le sue numerose esperienze abbia maturato gli stessi pensieri miei e di tutte le persone che amano il fumetto.