
Ho letto il primo numero di Carvan, la nuova mini-serie firmata da Michele Medda!
Un passo avanti bello e buono quello compiuto da Sergio Bonelli Editore nel dare carta bianca a Medda (autore che ha segnato la storia del fumetto italiano con Nathan Never) per la serializzazione della miniserie Caravan. Il primo albo, intitolato Il cielo su Nest Point è disponibile in edicola e fumetteria dal 10 giugno 2009, merita un voto decisamente positivo, un otto pieno. Caravan si distingue per una sceneggiatura moderna, fresca e dal carattere di un serial tv statunitense, cioè spedito, ben orchestrato ed indirizzato a creare una sintonia spedita tra personaggi e lettore.
Non è il classico fumetto Bonelli, l’atmosfera è decisamente da comics ed ancora una volta Michele Medda dimostra le sue capacità a dare un volto nuovo alle produzioni italiane. Già qualcuno aveva tentato l’impresa, ma in maniera più compressa, basta sfogliare le due buone prove di Paola Barbato e Gigi Simeoni all’interno della nuova collana i Romanzi Bonelli:Sighma e Gli Occhi e il Buio. La trama ruota intorno ad un evento non ben definito: una serie di blackout mettono fuori gioco ed isolano un’intera cittadina nota come Nest Point. Alieni o terrorismo? Operazioni governative al limite della legalità ?
Non si può sapere ancora quello che ha gettato il panico sulla cittadella, ma è interessante osservare le reazioni degli uomini, improvvisamente isolati dal mondo e posti al centro di un cataclisma enigmatico. Per seguire tutta la vicenda, lo sceneggiatore ha scelto di puntare i riflettori su un unico nucleo famigliare: i Donati. Questi personaggi, uniti nello spirito, sono separati da diverse vicende di vita comune. Padre e figlio le figure più emblematiche: quest’ultimo, Davide, è un giovane calciatore che conoscerà per la prima volta il senso della responsabilità , grazie ad una sfida sportiva. Le loro vicissitudini ci aiutano ad comprendere in maniera più realistica la tragedia in atto!
Il pericolo più grosso per questa miniserie potrebbe essere un limite da un punto di vista narrativo: non saranno troppi dodici numeri per raccontare tutta la vicenda? Medda probabilmente sarà costretto ad allungare il brodo, garantendo così un netto approfondimento di tutti gli elementi in campo, rischiando, però, di privare il fumetto di spettacolarità . Sono solo ipotesi che speriamo verranno smentite già all’interno della seconda uscita. Senza entrare troppo nel merito della trama e non rovinare a qualcuno il gusto della lettura… puntiamo gli occhi sui disegni di Roberto De Angelis. Il tratto chiaro, pulito funziona e ben si applica ad un genere che quasi sicuramente ha tanti punti in comune con la fantascienza vista in serie tv come Lost, Jericho o X-files. L’atmosfera di mistero ed incomprensione ricorda assai quella illustrata in un fumetto dei Luna Brothers, chiamato Girls, dove un centro urbano (anche questo isolato dal mondo) doveva affrontare la tragica invasione di aliene nude e provocanti. In Caravan il cataclisma è alle porte: siete pronti a fuggire lontano?
Sergio Bonelli, brossurato, 96 pagine in b/n, € 2,70) testi di Michele Medda, disegni di Roberto De Angelis
clauderouges
30 giu 2009 - 17:26 - #1Davvero bello. Dialoghi moderni, naturali e brillanti. Mi piace molto l’idea di un’opera corale, sia per il fatto che non ci sia un protagonista fisso sia per il fatto che i disegnatori cambiano ad ogni uscita. Anche io do un 8 al primo numero. Per l’intera serie è ancora troppo presto.
Logan (e' il mio account qui)
30 giu 2009 - 17:37 - #2Io gli do 7 perche’ sviluppa un’idea molto interessante, con la giusta dose di mistero. Tuttavia la trama si dilunga molto: con la velocita’ del primo numero, e’ piu’ probabile che 12 non bastino piuttosto che il contrario. In fin dei conti nel primo numero rispetto al filone principale cos’e’ successo? :)
P.S. Non riesco ad accedere con il mio account, ho provato a cambiare la password ma ancora non mi fa entrare. :(
M@t(to)
30 giu 2009 - 19:13 - #3Confermo anke io…un bel numero!!!Incuriosisce e non vedo l’ora di leggere come va avanti…Interessante anke il fatto ke la storia viene seguita da piu’ punti di vista…bravo Medda!
scar89
01 lug 2009 - 08:52 - #4bello e molto particolare
DarkSymon
01 lug 2009 - 10:14 - #5Anche a me è piaciuto e incuriosito parecchio, ma da uno dei creatori di Nathan Never non mi aspettavo un fallimento.
Pipischella
01 lug 2009 - 14:54 - #6tutto sommato mi è piaciuto, anche se lo trovo troppo somigliante alle prime puntate di Jericho… Il tizio che guida la Ferrari lo trovo stupido e stereotipato e il signor Donati è troppo buono e giusto per essere vero. Però ho fiducia, i disegni di De Angelis mi piacciono. Non temo un brodo allungato per la vicenda, credo che Medda abbia in serbo qualcosa, gli do fiducia e aspetto il seguito. La cosa che però mi piace di più sono le dotte citazioni dei disaster movie anni ‘70. Insomma, con riserva, ma sono curiosa di vedere il resto
Junta
03 lug 2009 - 03:18 - #7Lo stile dei disegni pensavo fosse più interessante, la copertina mi ha un po ingannato mi ricordano un po i fumetti dei primi anni 80 ma sembra esser euna caratteristica di parechci albi bonelli. La storia non l’ho trovata molto interessante sembra estrapolata da un qualche film pseudoapocalittico americano cosi come l’ambientazione americana e unleggero contatto con personaggi in teroia italiani che non han molto senso. Sinceramente leggendo questo post credevo in qualcosa di più interessante, sarà che preferirei vedere storie ambientate sullo scenario italiano in cui ci si possa riconosce un po’. C’è troppa esterofilia, abbiamo città luoghi veramente interessani. Gli sceneggiatori non mancanoe neppure i bravi disegnatori. Bisogna puntare non a caricature di storie americane o giapponesi bisogna creare una cereta identita del fumetto italiano. Cosi da differenziare e magari creare uno stile tutto nostro. Forse è solo un sogno.
alex111
08 lug 2009 - 08:17 - #8ho comprato il fumetto perchè ho visto pareri buoni in questo blog, ma dopo averlo letto dico che è uno dei più brutti fumetti che io abbia mai letto. Cos’è? JERICHO? METEOR? è chiaramente uno scimmiottamento di questo tipo di telefilm amiericani. L’ho trovato banale, freddo e pieno di clichè narrativi, per non parlare dei disegni di De Angelis, statici e troppo bianchi… siamo veramente alla frutta. Daltronde da una casa editrice di fumetti che fa lavorare un disegnatore come Ugolino Cossu non ci si può aspettare di meglio, il fumetto in italia non solo è privo di buone idee (il john doe tanto acclamato ultimamente è solo una continua citazione di film, filmetti con banalissime allegorie da 4 soldi) ma tali idee vengono pure rese male graficamente… vogliamo parlare della copertina e dell’impaginazione di Caravan?? mamma mia… Bonelli è riuscito a far disegnare male pure Sergio Toppi (vedi la copertina del prossimo horror fest).