
Il 9 luglio è arrivato in tutte le edicole il secondo numero di Caravan, la nuova miniserie by Sergio Bonelli Editore!
Dopo un primo numero di presentazione dei personaggi principali, l’autore, Michele Medda (aiutato dai disegni di un rinnovato Stefano Raffaele), ci mette di fronte a tutti i problemi legati alla partenza da Nest Point. I cittadini sono obbligati dalle forze militari ad abbandonare la città e l’esodo non sarà affatto facile.
La famiglia Donati in poche ore si ritrova per strda, in coda ad una lunga carovana di mezzi di trasporto, destinata verso una meta sconosciuta, per motivi che sicuramente ci saranno svelati fra molti numeri. Il numero ha una forte dose di tragicità . Molte attenzioni si concentrano su un personaggio alternativo, quel motociclista chiamato Stagger che sembra essere uscito dal film Easy Rider. Con lui Medda propone l’esaltazione dell’anti-eroe, un personaggio scomodo, ribelle… fuori dal coro, ma capace di grandi gesti positivi. La lettura è sempre intensa, mai pesante e lascia addosso una grande dose di curiosità , mista a tristezza.

Junta
13 lug 2009 - 15:48 - #1il primo numero non mi è piaciuto, avevo letto la rece entusiasta e i commenti entusiasti. Io non c ho trovato nulla di che e mi spiace sempre che bisogna americanizzare anche nei fumetti esterofilizzare tutto pur di creare interesse. Con l’uno m avete fregato col due no
franpomo
13 lug 2009 - 16:27 - #2Junta, anche io non lo trovai tutto stò granchè il primo, ma il secondo mi è piaciuto, anzi, mi è piaciuto molto.
clauderouges
13 lug 2009 - 17:19 - #3Molto belli, sia il primo che il secondo.
Anonimo Codardo
14 lug 2009 - 06:05 - #4Ma un bel fumetto ambientato nell’Italia del ‘600? Questa esterofilia è fin troppo fastidiosa.
Copperfine
14 lug 2009 - 15:45 - #5Veramente questo secondo numero è inutile. Alcuni spoiler se non l’avete letto fermatevi qui.
Qual’è la funzione di Stagger a fini della narrazione? Riporta indietro il cane e poi viene ucciso. Un numero incentrato su un personaggio inutile, pieno di clichè, da “Dietro la maschera” ad “Easy Riders”, che non ha neanche un po di appeal.
Voto * inutile
Pipischella
14 lug 2009 - 16:23 - #6d’accordo con Copperfine. Il personaggio non è un ribelle, ma un fessacchiotto, fattone. Come dire: sì, questi tipi sono cool, ma alla fine sono tutti strafatti, sono inutili alla società … cliché, cliché e ancora cliché. La tanto sbandierata coralità non la vedo proprio, la famiglia Donati è sempre al centro, come pure un perbenismo imperante. Mi interessa sapere dove andranno a parare con la storia dei militari, questo sì. Credo che continuerò a leggerlo ancora per un numero o due, sperando che si riprenda, altrimenti lo mollo.
franpomo
14 lug 2009 - 21:16 - #7Alla fine se non fanno così, la serie in tre numeri volge al termine.
franpomo
14 lug 2009 - 21:17 - #8*facessero
franpomo
14 lug 2009 - 21:17 - #9*volgerebbe :P
freya80
15 lug 2009 - 11:39 - #10praticamente Junta ha detto quello che volevo direi io
aggiungo che chi recensisce tali idiozie o è fazioso o dovrebbe smetterla di recensire
freya80
15 lug 2009 - 11:40 - #11praticamente Junta ha detto quello che volevo direi io
aggiungo che chi recensisce tali id i ozie (sto filtro è veramente pessimo) o è fazioso o dovrebbe smetterla di recensire
marte
15 lug 2009 - 12:33 - #12@Freya80
Si vede che abbiamo gusti completamente diversi. Limitati pertanto a commentare o contro-recensire l’albo in questione.
freya80
15 lug 2009 - 15:08 - #13non sei tu a dover dire quali sono i miei limiti e recensire non è il mio mestiere..e secondo me neanche il tuo. Do giudizi da fruitore.
Credo che esaltare un prodotto del genere voglia dire aver poca cognizione di cosa sia un buon fumetto.
Caravan: la storia è banale (”jericho” lo hai mai visto???) la sceneggiatura è lenta, i personaggi stereotipati (il bravo papà che pensa prima alla famiglia poi al lavoro, ma che è un grande in quello che fa..mamma mia mi viene la nausea mentre lo scrivo, ma chi è Dennis Quaid in The day after tomorrow??), il ragazzo timido, taciturno, ma superintelligente e con un cuore d’oro (aridaje con the day after tomorrow), il figlio del riccone che magicamente per necessità di sceneggiatura diventa un pazzoide assassino) per non parlare di questo “antieroe, ribelle, ma umano” (qui Medda ci prende proprio per dei cerebrolesi)… le tavole di De Angelis nel primo numero poi nemmeno le commento per quanto sono statiche e prive di interesse.
Bonelli..fai ridere! non sa più che inventarsi
marte
15 lug 2009 - 15:18 - #14I limiti sono dettati dall’educazione. E’ evidente che a qualcuno manca, come manca il rispetto dei gusti altrui.
freya80
16 lug 2009 - 09:27 - #15ma fammi il piacere! asciugati le lacrime e accetta le critiche con più stile.
marte
16 lug 2009 - 11:36 - #16Grazie per farci fare tutte queste belle risate.
Logan (il mio account non funziona)
16 lug 2009 - 15:49 - #17Al primo numero avevo dato un personale 7, il secondo non raggiunge la sufficienza.
Il filone narrativo, che nel primo numero era quasi relegato in secondo piano - non fosse stato per il suo impatto - in questo secondo numero mantiene il suo ruolo secondario e, senza lo “shock” del primo numero, passa quasi inosservato: in pratica non succede quasi nulla.
La storia secondaria e il suo protagonista scorrono tra una marea di banalita’ e stereotipi, concludendosi con una quasi totale inutilita’ rispetto al tema principale.
Il risultato finale e’ un numero scritto con ritmo e (forse) passione, ma fuori contesto e dagli esiti tristemente prevedibili.
Permane la curiosita’ sugli sviluppi del filone principale, che si spera non proceda a questi ritmi.
Certo e’ che dall’anteprima del terzo numero l’impressione e’ ci si trovera’ di fronte ad una replica del secondo.