Bungaku Shōjo è una light novel di Mizuki Nomura risalente al 2006, uscita in 10 volumi e ancora in corso. Ha avuto vari adattamenti a manga dai titoli Bungaku Shōjo to Shinitagari no Piero e Bungaku Shōjo to Oishī Recipe. Finalmente vedrà la luce anche un film programmato per la golden week, ovvero per il periodo tra fine aprile e inizio maggio del 2010.
Potete naturalmente vedere sul sito ufficiale bungakushoujo.jp la presentazione dei personaggi e lo stile del disegno adottato: trovo le musiche scelte estremamente piacevoli, rilassanti e perfettamente coerenti con la vicenda. In breve la trama è la seguente: Tōko Amano sembra una normale studentessa delle scuole superiori, in realtà è un essere soprannaturale in grado di divorare i libri nel vero senso della parola.
Konoha Inoue, protagonista maschile, scrive per lei ogni giorno una storia: i due sono gli unici rappresentanti del club di letteratura. Entrambi hanno chiaramente alle spalle un passato tutto da scoprire e nonostante questo possa sembrare il classico racconto a sfondo scolastico adolescenziale, nasconde anche dei risvolti psicologici interessanti. Un giorno Tōko Amano decide di istituire un box in cui le persone potranno mettere dei messaggi riguardanti i loro problemi…
…da qui la vicenda inizia a prendere colore. Questo manga può essere definito mistery e chiaramente fantasy. Una possibile interpretazione della vicenda e dei personaggi è che ognuno ha quacosa che tace agli altri, ognuno vede le cose dal proprio punto di vista ed è complesso interfacciarsi con gli altri.
Vi cito l’inizio di Bungaku Shōjo to Shinitagari no Piero che ho trovato molto realistico e tristemente vero: ” Ho vissuto la mia vita vergognandomi. Ho vissuto come una solitaria pecora nera che non riesce a comunicare con la pura pecora bianca. Non posso sentire la felicità, la tristezza o gustare il cibo come i miei compagni. I sentimenti che muovono gli altri, l’amore, la tenerezza, la genitilezza, io non li ho mai capiti. La sola cosa che può fare la pecora nera è coprirsi di farina e fingersi bianca. Così io continuo a tenere la maschera e ad interpretare Pierrot”.
Direi un bell’inizio per un manga che ci fa intuire che non ci apprestiamo a leggere la solita banalissima vicenda amorosa tra studentelli. Ovviamente c’è anche una parte umoristica e più leggera ma nel complesso ci vuole comunicare qualcosa di più profondo. Da leggere prima di vedere il film.
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