Recensione - Yoshiko Watanabe: La storia di Sayo (Kappa Edizioni)

Sayo

I Kappa Boys hanno messo a segno un colpo da maestri e, tra le tante pubblicazioni di alto livello che hanno portato al Lucca Comics and Games 2009, La Storia di Sayo di Yoshiko Watanabe è l'opera che merita sicuramente più attenzione.

Ho avuto modo di conoscere la Watanabe a Lecce, durante il ComicCult del 2008 e, sentendola parlare, si capiva subito che il progetto de La Storia di Sayo è stato per l'autrice un momento molto importante della sua vita da disegnatrice. E, da brava autrice e soprattutto come persona molto sensibile, la Watanabe ha fatto in modo di rendere la sua opera quanto più veritiera, emozionante e semplice possibile. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di esplorare questo volume nella sua interezza, stando ben attenti a non svelare particolari significativi della trama.

Partiamo però da un presupposto: i fatti narrati dalla Watanabe sono assolutamente veritieri. Questo perché l'autrice ha raccolto la testimonianza diretta della madre che, durante la seconda guerra mondiale e il periodo immediatamente successivo ad essa, si è trovata ad affrontare una situazione che dire disperata è poco.

Ma per capire bene i fatti narrati ne La Storia di Sayo dobbiamo un attimo fare mente locale e tornare indietro di ben 76 anni, ovvero da quando il governo giapponese ha incoraggiato la popolazione nipponica a migrare verso la Manciuria, regione nord orientale della Cina. Passarono solo pochi anni da quel fatidico annuncio e, nel 1939, i giapponesi avevano praticamente invaso tutta la regione, estendendo la loro influenza fino a Shangai. Ma la guerra, la ribellione del popolo cinese e (nel 1945) la sconfitta del Giappone, hanno privato i coloni di qualsiasi appoggio governativo, lasciando gli stessi in balia degli eventi. Considerate che la maggior parte dei coloni erano semplici civili, quindi non personale militare addestrato e ne tantomeno gente in grado di difendersi.

Bene, La Storia di Sayo parla proprio di una famiglia che, nel giugno del 1945, si appresta a cambiare radicalmente stile di vita dopo che il padre, ricevuta la lettera di chiamata alle armi da parte del governo giapponese (il famoso "foglio rosso"), decide che per sua moglie Sayo e per la piccola Miyako è meglio partire alla volta di Dairen (sempre in Cina), dove si trova la sorella della donna. Quindi, preso il necessario per il viaggio, Sayo e Miyako si imbarcano sulla prima nave per Dairen ma, purtroppo, durante la navigazione si scopre che il Mar Giallo è stato minato per esigenze belliche e la nave, urtata una di queste (che, fortunatamente, non esplode), deve per forza tornare al porto di partenza per le dovute riparazioni. Sayo si trova quindi sbatacchiata da una parte all'altra insieme a Miyako e, come se non bastasse, la donna è anche incinta e quindi molto fragile. Ciononostante Sayo ritorna a casa dal marito ma, vendendolo ubriaco, la donna decide di lasciargli una lettera e di ripartire insieme alla bambina per raggiungere la sorella. Finalmente la guerra finisce e Sayo e Miyako, che nel frattempo si sono stabilite dalla sorella della donna, hanno modo di festeggiare questa lieta novella con un grande pasto. Ma, di li a poco, le cose non andranno per il meglio...

La Storia di Sayo ha in se tutte le caratteristiche di un romanzo storico "adattato" a fumetto e, grazie alla collaborazione del bravo Giovanni Masi (storyeditor del cartone animato Winx Club e sceneggiatore di molti lungometraggi animati e non), la Watanabe ha confezionato un prodotto facilmente assimilabile ma pregno di significati ed emozioni. La determinazione di Sayo, madre coraggiosa che si trova ad affrontare un periodo difficile per tutto il popolo giapponese, è sicuramente il perno su cui ruota tutta la vicenda. Una donna forte, determinata, affettuosa ma allo stesso tempo severa...insomma, una madre disposta a tutto per salvare la vita della propria prole, al costo di privarsi della sua stessa esistenza. La drammaticità degli eventi è stemperata ogni tanto dalla simpatia di Miyako che, grazie ad alcune piccole gag (semplici e ben fatte), riesce a strappare per un attimo il sorriso al lettore. Ma, a parte questi piccoli siparietti comici, la storia è drammatica ed emozionante fino alla fine...

Lo stile di disegno è un'altra cosa su cui focalizzare l'attenzione. Come alcuni di voi sicuramente sapranno, la Watanabe è stata all'interno dello staff del maestro Osamu Tezuka e, insieme al "papà" dell'animazione giapponese, ha creato capolavori come Kimba il Leone Bianco, Astroboy, La Principessa Zaffiro e Rocky Joe. Alcuni noteranno subito che il suo stile si rifà molto al periodo storico in cui l'autrice a lavorato insieme a Tezuka ma, se avete un occhio ben allenato, riuscirete sicuramente a scorgere alcuni dettagli che invece dimostrano come la Watanabe sia riuscita a far suo quello stile e a "personalizzarlo", rendendolo accattivante e moderno. Una nota di merito va anche ai Kappa Boys che, al prezzo di soli 14 euro, permettono al lettore di portarsi a casa un bel volume da 334 pagine con storia e dossier della realizzazione de La storia di Sayo (dove la Watanabe spiega al lettore alcuni passaggi del suo lavoro).

Insomma ragazzi, se cercate un fumetto semplice ma ben costruito e volete saperne di più su alcuni fatti "misteriosi" avvenuti durante la seconda guerra mondiale e il dopoguerra, non dovete far altro che recarvi in fumetteria ed acquistare una copia de La Storia di Sayo!

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