Don Rosa, l'autore italoamericano si ritira a vita privata

Quando un autore o un disegnatore famoso decide di ritirarsi è sempre un gran dispiacere, soprattutto se l'artista in questione è uno del calibro di Don Rosa, pluripremiato autore di alcune delle storie più belle di Scrooge "Zio Paperone" McDuck!

E quali sono stati i motivi di questo ritiro? A parte una lieve depressione e un piccolo problema agli occhi, Rosa sembra davvero molto arrabbiato con la Disney, tanto da asserire che il motivo principale del suo ritiro è dovuto proprio al "Disney System". Ma andiamo con ordine e cerchiamo di ricostruire quello che Rosa ha detto sulla Disney e perché l'autore è così arrabbiato. Mettiamo subito in chiaro che la Disney non ha voluto che Rosa pubblicasse le motivazioni del suo ritiro nel suo ultimo libro, una retrospettiva dei suoi lavori pubblicata dall'editore danese Egmont. Consigliandogli di pubblicare quel che possiamo considerare il suo ultimo intervento sul suo blog, gli editor hanno ancora una volta messo le mani sul lavoro di Rosa che, come andremo a leggere, è davvero irritato da questo genere di comportamento.

Rosa sa perfettamente che la vista lo sta pian piano abbandonando e che non riesce più a disegnare come un tempo e, ben conscio che non riuscirebbe a darsi al 100% ai lettori, l'autore ha subito messo in chiaro che questo è uno dei motivi per cui ha deciso di ritirarsi. Ma come abbiamo detto, c'è dell'altro...qualcosa che riguarda la Disney e il suo modus operandi.

Riporto per intero il passaggio citato da Comics Alliance circa il "Disney System" citato da Rosa:

    Disney comics have never been produced by the Disney company, but have always been created by freelance writers and artists working for licensed independent publishers, like Carl Barks working for Dell Comics, me working for Egmont, and hundreds of others working for numerous other Disney licensees. We are paid a flat rate per page by one publisher for whom we work directly. After that, no matter how many times that story is used by other Disney publishers around the world, no matter how many times the story is reprinted in other comics, album series, hardback books, special editions, etc., etc., no matter how well it sells, we never receive another cent for having created that work. That's the system Carl Barks worked in and it's the same system operating today.

Credo che il senso delle parole di Rosa sia chiaro, ma andiamo ad analizzare insieme cosa l'autore ha detto. In pratica, come potete leggere, il "Disney System" che Rosa critica è questo: la Disney acquista e pubblica a suo nome tutte le storie che autori freelance realizzano per case editrici indipendenti che hanno acquistato i diritti dalla Disney, e gli artisti vengono pagati (male, a detta di Rosa) da questi editori. E non importa quante volte quella storia venga ristampata o racchiusa in qualche pubblicazione internazionale...l'autore è già stato pagato dalla casa editrice per cui pubblica, quindi non riceverà nessuna royalties. E la domanda che si fa Rosa è questa:

    "How can such an archaic system still be in operation in the 21st Century when royalties have been paid in other creative publishing endeavors for literally centuries? All book authors, musicians, actors, singers, non-Disney cartoonists, even people who act in TV commercials... they all receive royalties if success warrants it. Even Disney pays normal royalties to creators and performers in its own movie and TV and book and music businesses. As near as I can tell, correct me if I'm wrong, but it's only the creators of Disney comics who have no chance to receive a share of the profits of the success of the work they create."

Rosa non ha tutti torti: che male ci sarebbe nello concedere agli autori Disney le royalties per le storie che pubblicano? Il problema è che la Disney è una multinazionale tra le più grandi del globo, e se dovesse pagare le royalties di tutte le storie che riesce a ristampare in ogni parte del mondo, beh...sarebbero davvero tanti bei soldini quelli che dovrebbe sborsare agli autori! È normale, quindi, che la Disney decida di lavorare in questa maniera, affidando a terzi il gravoso compito di pagare gli artisti per storie da cui questi non beccheranno neanche un centesimo in più. Un sistema abbastanza arcaico e molto svilente, ma che la Disney ha deciso di adottare proprio per l'espansione tentacolare che ha sul mercato internazionale.

Si potrebbe parlare per ore di questa controversia e sono sicuro che anche voi, come me, avete ben chiaro che la questione è davvero delicata. Resta il fatto che persone sensibili quali Rosa arrivano ad un punto di non ritorno dove, stanchi di non essere ripagati a dovere per il lavoro svolto, decidano di appendere la matita al chiodo piuttosto che continuare a lavorare così. E la cosa lascia un certo amaro in bocca...

via | Comics Alliance
Foto | Wikipedia

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